Juventus: guai a distrarsi, mancano 8 punti alla Champions
Il caso arbitri sta inevitabilmente attirando le maggiori attenzioni in questo finale di stagione del calcio italiano. E non potrebbe essere altrimenti, visto che cade in un momento molto delicato per l’industria sportiva nostrana. La situazione è già assai delicata, a prescindere da come andrà a finire l’inchiesta di Milano e da cosa scaturirà eventualmente da quella sportiva che potrebbe avviare il Procuratore Federale Chiné.
Ad oggi il calcio italiano, che non parteciperà per la terza volta di fila ai Mondiali, è senza Presidente Federale, o meglio c’è ma dimissionario e di conseguenza Gabriele Gravina può occuparsi solo della gestione ordinaria. Al contempo, il designatore dell’AIA Gianluca Rocchi si è autosospeso (sostituito provvisoriamente da Tommasi), mentre il presidente della stessa AIA (Zappi) è decaduto ieri in seguito alla conferma dell’inibizione per 13 mesi che si somma a una precedente sanzione. Ergo, l’AIA dovrà essere commissariata, ma paradossalmente in questo momento la federazione non potrebbe farlo essendo in gestione limitata.
Insomma, un casotto bello e buono che sta distraendo un po’ tutti dalle vicende di campo. Mancano infatti ancora quattro giornate al termine della Serie A e anche se PSG-Bayern ci ha ricordato che all’estero il livello sia nettamente superiore al nostro campionato, bisogna portarlo a termine e lavorare per migliorare già a partire dalla prossima stagione. Lo sa bene la Juventus, che dopo il pari contro il Milan lavora sul doppio binario: la preparazione delle ultime quattro gare e le operazioni di mercato necessari per rafforzare la rosa per la stagione 2026-2027.
Nelle prossime 4 partite i bianconeri dovranno fare 8 punti (2 vittorie e altrettanti pareggi) per arrivare a quota 72, una cifra che dovrebbe consentire una Champions League abbastanza tranquilla. Non sono previsti dunque scivoloni, a partire dal match interno contro l’Hellas Verona in programma domenica prossima alle ore 18. La Juve è un po’ incerottata, con alcuni elementi chiave non proprio al meglio (Yildiz, Thuram e Vlahovic su tutti), ma l’identità data alla squadra da Spalletti lascia comunque ben sperare.
Il raggiungimento dell’obiettivo minimo (il 4° posto) è anche fondamentale e punto di partenza per costruire la prossima annata. Damien Comolli è statio chiaro: sarà un mercato ambizioso, perché la Juventus vuole tornare a vincere, possibilmente subito. Per farlo, l’amministratore delegato di Madama sta già lavorando a innesti di livello internazionale, stagionati nella carta d’identità, ma di comprovata esperienza e caratura. Da Lewandowski ad Alisson, passando per Bernardo Silva e qualche altro elemento di contorno, l’obiettivo è quello di alzare il tasso tecnico della rosa, dopo averle dato un’unità d’intenti che non si vedeva ormai da troppo tempo.
Ovviamente, bisognerà fare i conti anche con le uscite, poiché diversi sono gli elementi che Spalletti ha già provveduto a mettere da parte, e in più ci saranno dei rientri “ingombranti” in termini economici che andranno piazzati nuovamente. Dal loro destino passa anche lo spauracchio di cessioni eccellenti: il nome che circola di più negli ultimi giorni è quello di Bremer, calciatore che nessun tifoso vorrebbe veder andar via. Dalla clausola rescissoria alle aspettative del giocatore (“ho 29 anni, non mi resta tanto per vincere”), si potrebbe aprire un mondo che porterebbe con sé anche delle incognite. Meglio scongiurare questa eventualità.





