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tmw / juventus / Editoriale
Il mondo Juventus tra ... palco e realtàTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 6 luglio 2022, 14:20Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

Il mondo Juventus tra ... palco e realtà

Si, lo so, Ligabue non è juventino, anzi. Ma, anche se nessuno è perfetto, le sue parole spesso lo sono, in particolare per descrivere questo particolare momento storico che si vive in casa Juventus, tra tifosi e società, tra mercato che verrà, e campioni da giudicare o giudicati già, tra sentenze a pelle su lavoro dirigenziale e qualità ancora da esprimere. Tra parete alta e invisibile che divide squadra, club e tifosi, una parete valicabile soltanto con la forza di un canto d'amore. Questa è la Juventus tra... palco e realtà.

E allora, visto che le parole del buon Luciano sono perfette, chiudendo gli occhi sulla sua fede calcistica, le prendo in prestito adattandole alla storia bianconera:

"Abbiamo amici che neanche sappiamo
Che finché va bene ci leccano il culo
E poi abbiamo casse di Maalox
Per pettinarci lo stomaco
Abbiamo soldi da giustificare
E complimenti per la trasmissione
E abbiamo un ego da far vedere
Ad uno bravo davvero un bel po' "

Due mondi diversi che si guardano da piani opposti per 365 giorni all'anno e che corrono e soffrono insieme per 90 e più minuti, che avrebbero bisogno gli uni degli altri come se fossero parte di una stessa famiglia senza, paradossalmente, conoscersi ma trattandosi come se ci si conoscesse. Divisi tra campo e spalti, tra palco e realtà, da una parete alta invisibile ma che diventa visibile e invalicabile se questa distanza viene amplificata invece di essere abbattuta. Il costo alto degli abbonamenti, divieti inimmaginabili per chi vuole manifestare con vessilli e voce il proprio amore per la Juventus e atteggiamenti di chiusura sono come mattoni tra tifo e squadra, tra sangue e cuore. Che errore sarebbe non accorgersene e non porre rimedio.

Ma torniamo a Liga...

"E poi abbiamo chi ci dà il voto
Ci vuol spiegare come si fa
È come prima, no si è montato
Ognuno sceglie la tua verità"

Il calciatore è il simbolo, il guerriero di una fede ma anche il primo ad essere giudicato, nel bene e nel male. Ed è giusto farlo, ma qui la frecciata è per quei tifosi che vanno oltre il limite di espressione legittima di parere. Perché una cosa è dare un voto e un giudizio, altra cosa è ergersi al di sopra delle proprie competenze e soprattutto di quelle altrui. Puoi criticarlo per qualche scelta discutibile, in fondo chi è che non sbaglia, ma come fai a voler spiegare ad Agnelli come si gestisce una società di calcio? Come fai a voler spiegare come gestire i conti delicati di un club, con la spada di Damocle della proprietà sulla tua testa, all'amministratore delegato Arrivabene? Come fai a spiegare a Cherubini come incastrare obiettivi, necessità e cessioni in un mese, dovendo far quadrare le esigenze dell'allenatore, le possibilità delle casse e i sogni dei tifosi? Come fai a spiegare all'allenatore come far giocare la Juventus per gestire le energie, aggirare le difficoltà, con l'obbligo di vincere e il giudizio perenne dei tifosi, soprattutto quelli prevenuti? A volte bisognerebbe farsi un bagno di umiltà, perché giudicare è lecito e giusto per i tifosi, pensare di "spiegare come si fa" a chi ha competenze molto diverse delle nostre è folle.

Tra abbonamenti costosi e striscioni di contestazione, tra tempo che stringe e necessità di consegnare ad Allegri una squadra vincente, da centenario della proprietà Agnelli, il tutto in una stagione che partirà due volte per via di un surreale mondiale nel mezzo, le difficoltà non mancheranno. Ecco un motivo in più per ricostruire uno spirito univoco a casa Juventus, tra tifo e squadra. 

Tra palco e realtà...