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tmw / juventus / La Frecciata
Adrien Rabiot leader e punto fermo della nuova JuveTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 5 dicembre 2023, 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
per Bianconeranews.it

Adrien Rabiot leader e punto fermo della nuova Juve

Leader nelle dichiarazioni e nell'atteggiamento in campo, il centrocampista della Juventus è diventato un uomo a cui il gruppo fa riferimento

Un inizio sommesso di stagione, pur con gol in quel di Udine, che non lasciava tranquilli i tifosi. Nella scorsa annata lui era stato, nettamente per distacco, il miglior centrocampista in maglia bianconera mettendo a segno il suo record personale di segnature in carriera, e firmando clamorosamente, da svincolato, un rinnovo annuale con la Juve; cosa più unica che rara da osservarsi nell’ultimo decennio. Il suo amore per la maglia, il trovarsi perfettamente a suo agio tra ambiente, città, compagni, e quel Mister che lo ha sempre considerato una pedina irrinunciabile e dal “motore diverso dagli altri”, in senso positivo ovviamente. Dicevamo, inizio di stagione così così, minato da un infortunio rimediato con la sua nazionale a giugno, fattore questo che lo ha costretto a saltare la tournee estiva negli Stati Uniti e lo ha fatto entrare in condizione un po’ in ritardo. Bacino di carenaggio, minuti nelle gambe, poi è tornato il vero Rabiot, quello integro atleticamente e che nell’ultimo anno e mezzo è diventato trascinatore, leader e uomo indispensabile per la Juventus targata Max Allegri. Il Mister labronico non rinuncia mai a lui, 13 gare su 14 da titolare, l’unico match saltato per squalifica in casa con il Cagliari, ben 1.170 i minuti giocati, due reti e due assist fin qui, con prestazioni che hanno fatto stropicciare gli occhi come l’ultima a Monza, in cui ha aperto la gara con una testata incontenibile, e l’ha chiusa con uno strappo poderoso nei minuti di recupero, fornendo l’assist per la rete-vittoria di Gatti.

Adrien si fa sentire, eccome, nel tessuto connettivo del centrocampo di Madama, fisicità, corsa, intercetti, sgroppate, inserimenti e conclusioni a rete, un giocatore totale che sa suonare la carica ai compagni rimanendo umile e con i piedi attaccati al suolo, fungendo anche da esempio per i tanti giovani in rosa. Un uomo basilare nello schieramento della Juventus di oggi, un ragazzo che ha saputo elevare il proprio rendimento, migliorandolo sistematicamente di stagione in stagione, trovando la sua naturale collocazione in bianconero. Certo, la spada di Damocle del rinnovo pende sulla sua testa e su quella della società, ma come ha dimostrato in estate, smentendo tutti i media, Rabiot potrebbe rinnovare il suo contratto con un pluriennale in primavera, quando i piani sportivi della Juve saranno chiari e ben delineati (leggasi partecipazione alla Champions del prossimo anno). Senza dimenticare che il centrocampista mancino transalpino, scelse la Vecchia Signora 5 anni orsono anche per la presenza di Allegri in panchina, poi arrivò Sarri e Adrien non ritrovò il suo mentore ad allenarlo, con alcuni pensieri incentrati nell’abbandonare Torino, come ha recentemente dichiarato lui stesso.

L’asse Allegri-Rabiot è saldissimo, la stima e la considerazione reciproca è molto elevata, con il francese che è ormai diventato un caposaldo di una Juve pronta a battagliare su ogni campo, per inseguire un sogno dalle cromie tricolori. Perché Rabiot, come altri suoi compagni, crede a quel sogno e nello spogliatoio ne parla. A prescindere dall’ambizione scudetto, e qui solo il tempo ci dirà, “Cavallo Pazzo” continua ad infilare perle calcistiche rilevanti che stanno colmando il gap di un centrocampo, orfano di due pedine che avrebbero fatto molto comodo, come Pogba e Fagioli. La fascia di capitano lo ha ulteriormente galvanizzato, responsabilizzandolo maggiormente, ma il ragazzo spinge sempre sull’acceleratore fino in fondo e non si risparmia mai, anche nelle dichiarazioni pubbliche, davanti a taccuini e microfoni, il suo atteggiamento è quello del leader, dell’uomo centrale nelle dinamiche di spogliatoio. Rabiot e la Juve, una storia godereccia da vedersi in ogni gara, pronta a regalare sorprese per il prossimo futuro, e sullo sfondo un orizzonte su cui si stagliano tre colori che Adrien apprezza molto e per cui lotta in ogni singola partita.