Bonny rivela: "A 17 anni stavo per andare alla Juve, saltò tutto alle visite. L'Inter..."
Lunga intervista ai microfoni de L’Equipe per Ange-Yoan Bonny. L’attaccante nerazzurro, che a Milano sta vivendo una prima stagione di alti e bassi, rivela di essere stato vicinissimo al trasferimento alla Juventus anni fa: “La serata che vorrei rivivere paradossalmente è quella per me più triste - ha esordito -. Avevo 17 anni e stavo per firmare con la Juventus, ma durante le visite mediche emerse un problema, per loro non andavo bene. Mi dissero che giocare a calcio sarebbe stato complicato per me. Tornai a casa distrutto e andai subito al parcheggio: i miei amici soffrivano con me. Lì ho capito su chi potevo contare, stavano male come se fosse successo a loro. Quando ho firmato con l’Inter a luglio lo annunciai a tutti in quello stesso parcheggio”.
Fondamentale nella sua vita la madre: “È il mio eroe. È arrivata dalla Costa d’Avorio a 26 anni e ha fatto tutto da sola. Non ho mai conosciuto mio padre, ma non ne sento la mancanza. Lei è stata tutto per me”.
Curioso anche il racconto sul suo nome: “In Italia sono diventato Angelo, perché Fabio Pecchia non riusciva a pronunciare Yoan. Da lì è rimasto”.
Si passa poi a parlare dell’Inter, che in qualche modo è sempre stata nel suo destino: “Mia madre mi aveva iscritto a judo per calmarmi, ma tornavo ancora più agitato. Poi ho scoperto il calcio ed è stato amore a prima vista. Mi chiamavano ‘la freccia’ perché ero velocissimo. Il mio primo kit? Quello dell’Inter, grazie a Samuel Eto'o”.
Infine, una riflessione sul suo spirito competitivo: “Accetto che gli altri possano essere più forti, ma odio perdere. Da piccolo, se una partita non andava come volevo, prendevo il pallone e me ne andavo. È un’etichetta che mi porto ancora dietro oggi”.






