Col Bologna la paura non ha fatto 90 ma 45, che matta questa Juve
Giulia Borletto
Una mano c'è, l'altra aspetta il Napoli questo pomeriggio col Torino. Il settimo scudetto è davvero ad un passo e lo è nonostante la partita col Bologna ieri sia cominciata con l'elemento thriller, ovvero un rigore causato da Rugani ma propiziato da un errore madornale di Buffon. Se non fosse poi per la parata fatta su Krafth che salva momentaneamente il risultato, il numero uno della Juventus si sarebbe meritato la fascia del peggiore in campo. Quella del migliore ancora una volta invece se la merita Douglas Costa, autore dei due assist pre gol e tenuto in panchina da Allegri per tutto il primo tempo come un amuleto pronto da sfoggiare in caso di difficoltà. E così è stato anche in questo Juve-Bologna. Il 3-5-2 scelto negli spogliatoi dura tutti i 90', cambiano solo gli interpreti nella ripresa: è questa la mossa giusta.
Pjanic e Mandzukic in tribuna esultano come dei veri ultras al gol di Khedira del 2-1, il gol che manda in confusione i tifosi del Napoli, fino a quel momento col lumino della speranza fisso in mano. La scena si ripete al terzo sigillo di Dybala, tutti in piedi a festeggiare e a tirare un respiro di sollievo. Dopo i primi 45' di terrore e orrore, la squadra di Allegri riprende le fila del gioco, vanificando la possibilità che il Bologna vincesse per la terza volta in 20 anni a Torino e per la prima volta in questo 2018 in trasferta. Dopo la grande paura chiamata Simone Verdi quindi, c'è voluta più di mezz'ora prima che lo Stadium potesse tornare a sorridere e anche una grande papera di De Maio, deciso a fare gol ma nella porta sbagliata, quella gestita da Mirante. Se il Torino oggi pomeriggio dovesse magicamente vincere al San Paolo sarà scudetto al 100%, altrimenti il duello continuerà, anche se manca davvero pochissimo.


