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IL TERZO TEMPO - Allegri ma... attenti: l’Ajax è un osso durissimo. Scudetto e sfida qualificazione in cinque giorni. Intanto Ramsey studia già da juventino

autore
Luigi Risucci
per Tuttojuve.com
venerdì 12 aprile 2019, 17:00Primo piano
autore Luigi Risucci
12.04.2019 17:00Primo piano
Il pareggio di Amsterdam è prezioso ma non lascia tranquilli. L'Ajax è imprevedibile e preoccupa, con il possibile scudetto sabato. Ramsey segna al Napoli e promette scintille in bianconero.

Qualcuno al sorteggio aveva subdorato il tranello teso dall’urna di Nyon. Certamente meglio di Barcellona, City e Liverpool, ma hanno pur sempre eliminato i detentori del titolo, avranno pensato i più sospettosi. I lancieri hanno giocato esattamente come avevano fatto contro le merengues, senza timori reverenziali e con quella spensieratezza che la gioventù conserva in maniera naturale. Un calcio totale, fatto di pressing alto, triangolazioni veloci, pochi punti di riferimento e tanta tecnica nello stretto, senza trascurare la fase difensiva. La Juventus dalla sua ha saputo soffrire e lasciar sfogare la veemenza degli avversari, dimostrando di non soffrire nemmeno l’assenza di capitan Chiellini, rimpiazzato da un Rugani sempre attento e pulito. La signora ha potuto contare su Bentancur e Matuidi, cavalieri sempre fedeli, capaci di rimediare alla serata difficile di Pjanic, braccato dall’impressionante Van de Beek. Su un Bernardeschi frizzante e sempre più in confidenza con le partite di un certo livello, jolly prezioso tra le linee. Meno bene Mandzukic, che di solito non delude in questo genere di sfide e Cancelo che, assist a parte, ha sbagliato troppo e si porta sulla coscienza il pari concesso a Neres. Ronaldo si è confermato ancora una volta Mr. Champions, con il suo gol numero ventiquattro nei ventuno quarti di finale giocati nella massima competizione europea. Numeri impressionanti. Il portoghese, ingabbiato dalla potenza di De Ligt e dall’eleganza del futuro blaugrana De Jong, si è costruito in proprio il gol del provvisorio vantaggio, sfruttando l’unica palla concessagli dagli olandesi. Il pari è stato giusto, ma gli olandesi terribili di Erik ten Hag hanno impressionato per personalità e qualità del gioco. In questo momento, per bellezza estetica, un gradino sotto solo al Barcellona. Il pari, anche alla luce di quanto visto in campo, è un risultato ottimo per i bianconeri, quantomeno migliore di quella post-Wanda Metropolitano. A Torino servirà giocare meglio tecnicamente e nello stretto, per punire gli olandesi negli spazi che inevitabilmente concedono in ripartenza. Pensare che basti lo 0-0 contro una squadra così, sarebbe folle.

Allegri d’altronde ha dimostrato quest’anno di essersi imposto una sterzata, sul piano dell’atteggiamento. Nel finale contro l’Atletico aveva lanciato persino Kean in coppia con CR7, ieri ha chiuso la partita con in contemporanea: il portoghese, Dybala, Bernardeschi, Douglas Costa (finalmente!) più Cancelo ed Alex Sandro sulle corsie. Non poco, considerando il risultato positivo e l’imprevedibilità dell’avversario. Come detto, saranno cinque giorni di passione (non a caso, Pasqua è alle porte): sabato pomeriggio trasferta a Ferrara, prima della partita decisiva di martedì sera. Basterà un punto contro la squadra di Semplici per portare a casa lo scudetto numero trentasette, l’ottavo di fila, il quinto per Allegri, il più “precoce” della storia bianconera. In caso di raggiungimento del secondo obiettivo stagionale sarà importante evitare distrazioni e festeggiamenti per concentrarsi sulla sfida di ritorno contro i lancieri. Ero rimasto basito dalla squadra biancorossa dopo l’ottavo perso in casa (2-1) contro il Real Madrid. Le mie sorprese avevano trovato conferma nel capolavoro confezionato al Bernabeu al ritorno, dove hanno fatto quello che sarebbe bastato ai bianconeri solo un anno fa.: vincere 1-4. C’è da stare all’erta e guardare, malfidati, verso l’imprevedibilità dei ragazzini. Ieri sera ho guardato con piacere la sfida dell’Emirates tra Arsenal e Napoli, per seguire il destino dell’altra superstite italiana nelle coppe europee. Ha brillato, con tanto di primo sgarbo ai partenopei, la stella di Aaron Ramsey, prossimo sposo bianconero a partire dal prossimo luglio. Il gallese è un tuttocampista capace di rompere gli schemi delle difese, che predilige gli ultimi trenta metri ma che non rinuncia a battagliare in mediana. È il prototipo di centrocampista che manca ad Allegri e che potrà portare un quid in più nella rosa della Signora. Sintomo di una società che si muove in anticipo sulla concorrenza e che non è paga di quanto raccolto sino ad ora. Supercoppa in cassa, uno scudetto nel mirino, ed una semifinale di Champions ancora tutta da conquistare. Tutto in cinque giorni.

per Tuttojuve.com

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