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Nuova Juve, vecchia identità. Dal Parma al Parma: migliorati i singoli, difesa la capacità di saper soffrire. I due calciatori da ritrovareTUTTOmercatoWEB.com
martedì 21 gennaio 2020 01:00Il punto
di Ivan Cardia
per Tuttojuve.com

Nuova Juve, vecchia identità. Dal Parma al Parma: migliorati i singoli, difesa la capacità di saper soffrire....

Dopo un girone, abbiamo finalmente un termine di paragone per la Juve di Sarri, che non sia la Juve di Allegri. All’andata, i bianconeri giocarono decisamente male contro il Parma e vinsero di misura. Al ritorno, Ronaldo & Co hanno giocato meglio, ma pur sempre di misura (e con tanta sofferenza), hanno vinto. Più del gioco, più coerente ma senza miglioramenti drastici, si apprezzano i passi in avanti fatti dai singoli, De Ligt su tutti. L’impressione è che però il punto di forza della Vecchia Signora sia, ieri come oggi e probabilmente anche domani, scritto nella propria identità. Non esageriamo parlando di DNA.

La capacità di saper soffrire, di diventare letale quando serve, è un grande pregio che la squadra capace di vincere otto scudetti di fila ha. L’aveva con Conte, l’ha migliorata Allegri, se la ritrova Sarri che non disprezzerà di certo. È la miglior continuità possibile, ora c’è da azzannare la preda. Ammesso che quella individuata sia quella giusta: l’Inter fa un passo falso e “precipita” a -4. Il precipizio è virgolettato perché basta poco per accorciane di nuovo, in compenso lì dietro c’è la Lazio. Tutti convinti che prima o poi crolli, e per ora non ha dato nessun segnale in tal senso. Qualche che sia l’avversario designato per lottare per il tricolore, è da questa identità che la Juve può e deve costruire le basi del successo.

Dal Parma al Parma, dicevamo, sono migliorati alcuni singoli. Ronaldo è in un momento di forma super, ma solo un pazzo metterebbe in discussione il portoghese. De Ligt ha fatto passi da gigante rispetto ai tentennanti esordi. A guardar giocare Dybala viene da mettersi le mani nei capelli (ad averne) pensando che in estate era finito sul mercato per 70 milioni. Certo, togliendo Lukaku all’Inter la Juve avrebbe chiuso in partenza il campionato, ma una Joya così non può essere oggetto di trattativa. A quelle cifre poi. Rabiot lo aspettiamo come Godot, fa anche rima. Mancano piccoli dettagli. Uno su tutti? Bernardeschi: ha le doti del gran giocatore, le ha fatte (intra)vedere, ora deve trovare il modo di riprendersi la Juve. L’altro elemento da “recuperare” è Rugani. Una pettorina da titolare contro la Roma non sarebbe male, a tal proposito. Lui ha deluso tante attese, ma se poi andiamo a rivedere le partite, in concreto s’è sempre fatto provare pronto. L’accantonamento assoluto di questa stagione è fin qui difficile da comprendere, se si considera che a questo punto la Juve ha necessità di un terzo centrale al quale potersi affidare. Ritrovarsi nella sofferenza: più di ogni qualità tecnica, è questo il tratto distintivo che serve a entrambi, per incollarsi addosso il bianconero.

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