ESCLUSIVA TJ - Sergio Porrini: "Anno zero Juve, a Pirlo auguro di gestire poche difficoltà. Mercato? Non ci vogliono giocatori dal passato non altisonante"
Mirko Di Natale
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex centrale di difesa bianconero campione d'Europa e del mondo nel 1996, Sergio Porrini, per parlare degli ultimi avvicendamenti in casa bianconera e non solo:
A poco meno di una settimana dal ritiro, per la Juventus sembra quasi essere un po' l'anno zero di questo fantastico ciclo iniziato quasi dieci anni fa. Quale è il tuo pensiero a riguardo?
"Sì, questo sarà l'anno zero. C'è grande curiosità attorno alla scelta di Andrea Pirlo e la piccola rifondazione effettuata, in realtà forse lo siamo un po' tutti (sorride ndr). In primis ci sarà capire come vivrà il passaggio dal campo alla scrivania, perché c'è diversità dall'esser stato un grande calciatore all'essere un grande allenatore".
Sappiamo bene come l'eliminazione dalla Champions abbia un po' scombinato i piani di Maurizio Sarri che è stato poi allontanato dalla panchina della Juventus. Come l'hai giudicata?
"Probabilmente è stata una scelta legata alla Champions League, chiaramente questa manifestazione è sempre fondamentale per ogni allenatore. In Europa incide tantissimo, soprattutto per quelle squadre come la Juventus che vengono allestite per lottare fino in fondo. A differenza ad esempio del Liverpool, che non vinceva in patria da trent'anni spaccati, qui il campionato è ormai quasi la normalità perché ne hai vinti nove di fila. Quel che veniva chiesto era di dare un segnale importante, che non è arrivato".
E dal tuo punto di vista, invece?
"A mio parere, se avesse convinto un po' di più, l'uscita con il Lione non sarebbe costata l'esonero a Maurizio Sarri. Purtroppo, però, fin dall'inizio non si è mai visto il gioco atteso e le sofferenze da parte di staff, dirigenza e giocatori aumentavano e crescevano sempre di più. Poi è accaduto tutto il resto".
Tornando a parlare di Pirlo, come sarà gestire le prime difficoltà in un contesto del tutto nuovo ed inesplorato per lui?
"Non sarà per niente facile, mi auguro davvero poche difficoltà e tanti successi. C'è da dire che tanti allenatori si sono bruciati proprio perché non sono stati in grado di gestire i problemi, ma per provare a far bene innanzitutto devi avere la fiducia di tutti sia nel bene che nel male. Sono convinto che a Pirlo, scelta che piace alla dirigenza ed è ben visto dai tifosi, verranno giustificate più cose ma potrebbe anche sorprenderci. Dovremo prepararci a qualsiasi cosa. Questo è il mio pensiero".
Per ritrovare la solidità di una difesa che quest'anno ha subito davvero troppo, credi che Pirlo ripartirà dal modulo con tre difensori?
"Non conosco quale sarà il suo modulo, bisognerà solo aspettare i primi allenamenti e capire quale è la sua filosofia di calcio. Poi vedremo come proverà a mettere in campo i suoi giochi. Nella Juventus, onestamente, può giocare con qualsiasi tattica, ma più che lo schieramento iniziale è la voglia e l'abnegazione degli interpreti che ti fanno ottenere risultati. Credo che il punto di partenza sarà quello di far tornare un po' di entusiasmo a tutti".
Che cosa ne pensi dei nomi letti e accostati alla Juventus?
"Penso che nomi come Gosens, Zapata, Milik siano importanti per questa squadra, provengono tutti da un'ottima stagione ma per il loro passato non sono altisonanti. A mio parere c'è bisogno di grande personalità e carisma a centrocampo, è lì che la Juventus dovrà fare il salto di qualità. Sappiamo benissimo quanto pesi indossare una maglia come questa, altrove è molto più leggera. Sicuramente non sarà facile trovarli".
Quindi nemmeno il nome di De Paul, ad esempio, potrebbe andar bene. Ci vuole più uno alla Vidal o alla Aouar?
"Per me va bene sia il recupera palloni che l'incursore, ma questo profilo deve esser abituato a vivere competizioni importanti come la Champions. Perché quando vivi grandi stagioni in una squadra più piccola, il rischio poi di non far subito bene è sempre reale. Bisognerà lavorare sia per il futuro che per il presente, oggi la Juventus ha bisogno di calciatori carismatici e di personalità".
Credi che l'Inter sarà il pericolo più concreto per la stagione ventura?
"Sì, l'Inter sarà una di quelle squadre che tenterà di strappare lo scudetto alla Juventus che partirà sempre come favorita. Quel che è successo post lockdown va preso un po' con le pinze, così come i giudizi emessi ad allenatori, giocatori, dirigenti. Si è visto un divario fisico troppo netto, la Lazio ad esempio ha fatto una fatica incredibile mentre il Milan avrebbe potuto vincere benissimo il campionato. Ora i nerazzurri hanno una identità, lo si vede proprio quando si gioca e l'anno prossimo sarà tutto diverso. Sinceramente mi aspetterò anche un Napoli in una posizione diversa da quella in cui ha concluso quest'anno, ma tutto dipenderà sempre dalla Juve. Nonostante tutto, rimane la più forte".
Si ringrazia Sergio Porrini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


