ESCLUSIVA TJ - Roy, ex allenatore di Malen: "Non è ancora pronto per la Juve, anche Raiola lo sa". E su de Ligt: "Solo rispetto per chi è riuscito ad affermarsi nel campionato più difficile d'Europa"
Mirko Di Natale
"Sì ho conosciuto Donyell quando aveva 13 o 14 anni perché sono stato il suo allenatore nelle giovanili. Poi ricordo che qualche anno dopo Mino (Raiola ndr) lo spostò all'Arsenal in Inghilterra". E' questo il primo commento dell'ex calciatore ed allenatore del settore giovanili dell'Ajax, Bryan Roy, quando gli viene chiesto del talento olandese Malen. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare proprio del nativo di Wieringen e non solo:
Hai allenato de Ligt, van de Beek, Malen e tanti altri giovani talenti. Sei stato una grande calamita.
"Ma non è stato un caso, ho lavorato per il più grande settore giovanile del mondo. I talenti che escono da lì difficilmente si vedono tutti insieme altrove. Si porta avanti quella che è stata l'idea di Johan Cruyff".
Alla Juventus viene, tra l'altro, accostato anche il nome di Malen. Che ricordi hai di lui?
"Fin da piccolo ha sempre avuto una gran felicità per questo sport, ricordo che era già uno dei prospetti più talentuosi della sua età. La cosa che più mi colpiva era questa ricerca continua del gol, pur giocando come esterno sinistro, piede destro, aveva una buona tecnica e questo grande fiuto per la rete".
In Olanda quale è l'opinione verso di lui?
"Ha molte attenzioni, viene molto considerato. Prima del suo infortunio stava facendo vedere grandi cose, era stato convocato per la nazionale olandese. Donyell possiede grande personalità, non ha affatto perso questa grande voglia di fare gol (sorride ndr)".
E potrebbe esser già pronto per un viaggio all'estero, magari alla Juve dove ritroverebbe il suo connazionale de Ligt?
"Per me no, non è ancora pronto per approdare in una grande squadra come la Juve. Lui deve restare al Psv. Sono sicuro di questo, anche Mino ne è a conoscenza e spesso viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda".
Infine su Matthijs: quale è il tuo giudizio sul primo anno in Italia?
"E' stata una grandissima stagione, diffido di chi non ha parlato bene di lui. Conosco bene l'Italia e non è facile imparare la lingua e adattarsi ad una cultura differente, poi nessuno lo sa ma lì da voi l'erba è molto più pesante. Matthijs è un campione, ha giocato pure con la spalla rotta e può solo migliorare ancora. Per lui nutro solo grande rispetto, è riuscito ad affermarsi nel campionato europeo più duro e difficoltoso".
Si ringrazia Bryan Roy per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


