A MENTE FREDDA - L'altra faccia della Juve. Dybala investitura con corona. Chiesa il ritorno. Locatelli lava e stira
Quintiliano Giampietro
Il paradosso è legato ad Allegri. Le sue squadre sono etichettate come italianiste, non adatte per l'Europa, dimenticando però le due finali di Champions League in tre anni, disputate nella passata gestione. Comunque sia, questa Juve arranca in campionato, mentre fuori dai nostri confini corre ad altissima velocità e con l'intensità delle grandi squadre: ottavi in cassaforte con due turni d'anticipo, a punteggio pieno, 9 gol fatti, 2 subiti. In casa del Chelsea il 23 novembre bisognerà difendere il primato del girone. Vittoria a parte, contro lo Zenit serviva una prova autoritaria per rialzarsi dopo il doppio pugno ricevuto da Sassuolo e Verona. Non sapremo mai se il ritiro e il confronto tra tecnico e giocatori stia dando i suoi frutti, ma l'esame è superato a pieni voti. Sabato però a Torino arriverà la Fiorentina, solo allora capiremo se Madama sarà guarita e in grado di risalire una classifica deficitaria, per usare un eufemismo. Nel frattempo brillano diverse stelle nella notte dello Stadium che torna a spingere la truppa come ai vecchi tempi.
La copertina spetta di diritto a Dybala. Nell'occasione con la fascia al braccio, l'argentino illumina la scena a 360 gradi. In termini di gol juventini Paulo supera Platini (fermo a 104) e lo omaggia, esultando come fece Le Roi nella finale di Coppa Intercontinentale di Tokio nel 1985. “Un idolo per me” dice la Joya. Per lui quota 106, peccato per il terzo palo stagionale. La doppietta è solo il condimento gustoso su un piatto prelibato. Il numero 10 sfodera tutta la sua classe con giocate sopraffine, ma soprattutto veste i panni del leader, trascinando la squadra sotto il profilo tecnico ed emotivo. Insomma, una notte da Re. Speriamo sia l'inizio del suo regno. Come vogliono Allegri e i tifosi bianconeri.
Dopo qualche gara da giocatore “normale”, torna ai suoi livelli anche Chiesa. La sua prova è solo mezzo gradino sotto a quella di Dybala. Grinta, tecnica e una perla la rete con cui la Juve congela il risultato. L'ex viola ama giocare da esterno (destro o sinistro fa poca differenza), con licenza di accentrarsi. L'impressione è la seconda punta debba farla solo in casi di necessità. Una buona squadra funziona quando gira il centrocampo. E in quello bianconero spicca Locatelli. Come spesso accade, Manuel si sdoppia tra regista e mezz'ala: costruisce, interdice, spesso verticalizza, cosa rara nelle ultime stagioni bianconere. Il ragazzo di Lecco ripulisce palloni, poi li smista: lavatrice e ferro da stiro allo stesso tempo. E' l'ultimo arrivato, ma pare il più integrato nel pianeta Juve, anche fuori dal campo. Emblematiche le sue parole nel post gara: “In queste partite, ma soprattutto in certi momenti, più che giocatori dobbiamo essere uomini forti. La reazione c'è stata. Inaccettabile la posizione della Juve in campionato”. Ecco, appunto. Sabato contro la Fiorentina c'è solo un risultato.


