Spalletti: “Dobbiamo usare il dolore come un elastico che ti carica. Bremer out. David convocato”
Luciano Spalletti sta parlando in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Como valida per la ventiseiesima giornata di Serie A. TuttoJuve.com sta riportando le sue parole in diretta:
Come sta la squadra?
"A volte ci sono delle cose che riesci a vedere però ti perforano lo stesso anche se sono ingiuste e quindi devi prenderne atto e decidere cosa farne. La reazione è sicuramente un valore però è la consapevolezza della forza della squadra che dice se rimani fermo o tenti di crescere nel momento che stai attraversando. Abbiamo fatto delle analisi corrette e obiettivo e poi dobbiamo usare questo dolore come un elastico che ti carica e spinge per la prossima partita. Poi vedremo cosa riusciremo a fare".
Locatelli o McKennie possono riposare?
"Quello di Kalulu è un atto dovuto della società perchè sono degli errori evidente e sono degli atto dovuti della società che ha fatto bene. Bremer non sarà della partita, David è convocato e non potrà giocare tutta la partita perciò valuteremo. Locatelli sembra non sentire per niente la stanchezza e lo vedo sempre molto presente dal punto di vista di entusiasmo e spirito per i compagni. McKennie penso sia dura poter rinunciare a lui anche perchè si è fatto male Holm e la squalifica di Kalulu, l'infortunio di Bremer ci rendono corti".
Cosa intende per dobbiamo cambiare registro?
"Ci possono delle cose che si possono dire e delle cose che devo dire ai calciatore. Questa è una cosa che non si può dire e i famosi tre passi indietro sono stati trattati nella riunione dei calciatore. Questi tre passi indietro possono darci più spinta per avere una reazione forte dentro le prossime partite".
Si potrà vedere Perin domani?
"Secondo me abbiamo tutte le responsabilità uguali e si continua con Di Gregorio".
Cosa si dovrebbe fare in maniera diversa rispetto a Istanbul?
"Non dobbiamo farci cacciare dopo 10' minuti, purtroppo è così. Noi vorremmo essere giudicati in partite dove giochiamo 11vs11. Ci sono questi momenti dove dobbiamo ragionare meglio, perché non ci dobbiamo far tirare dentro a quello che è il caos dei ribaltamenti delle partite, perché devi rimanere con una testa lucida che ti permette di ragionare. In queste partite ci siamo lasciati coinvolgere emotivamente e non siamo stati bravi a saper nascondere qualche incertezza di ragionamento".
Sono gli otto giorni più importanti della stagione?
"Certo, perchè ci rendiamo conto di quello che è stata la sua analisi. Io sono convinto che questa squadra avrà una reazione evidente per poter esprimere quelle che sono al meglio le nostre qualità".
Cosa non bisogna fare contro il Como?
"Il Como è una squadra forte e che sa usare quelli che sono gli insegnamenti e il pensiero del suo allenatore che secondo me è molto forte. Lui era l'esempio del giocatore completo sempre a disposizione della sua squadra. Per lui il controllo della partita è la semplicità con cui puoi fare tutto. Io lo reputo uno degli allenatori più bravi che abbiamo e sono andato anche a trovarlo in nazionale. Ora giocano 3421 poi Paz ha la qualità da giocatore super top però c'è un valore di squadra che ti tira dentro ad un tranello per sfruttare gli spazi in un attimo. Sono convinto che la nostra squadra sappia riprendere in mano la situazione perché era arrivata ad un livello di gioco ma non siamo riusciti a difenderlo non riuscendo a normalizzare le cose che sono entrate nel mezzo. Io sono molto fiducioso, perché a parte i bravi ragazzi però io vedo una squadra di bravi ragazzi con una parte molto intelligente e sono convinto possa avere un comportamento intelligente".
Sul rinnovo?
"A lei sta a cuore questa situazione. È una cosa che si può fare da parte perché io cerco un campo da calcio con un pallone dove poter allenare dei ragazzi intelligenti. Qua c'è tutto. Se ci fosse questa possibilità possiamo metterla a posto subito".
Si aspettava una squadra più matura?
"Il talento deve esser supportato da personalità e carattere. Questa è la base, perché è da queste qualità che si diventa importanti. Dopo queste sconfitte io sono quello preciso che devo essere".
Termina la conferenza di Luciano Spalletti






