Juventus, retroscena Hojbjerg: era stato cercato a fine mercato, ora il rimpianto è enorme
Il mercato spesso si giudica qualche settimana dopo, nel caso della Juventus c'è un retroscena che, alla luce di quanto sta succedendo, assume un significato completamente differente. La società bianconera aveva infatti pensato seriamente a Pierre-Emile Hojbjerg negli ultimi giorni di agosto,, la Juventus aveva valutato il centrocampista danese prima di concentrare gli sforzi sull'operazione Nick Woltemade. Una pista poi abbandonata.
Oggi, con il centrocampo falcidiato dagli infortuni, è inevitabile chiedersi quanto sarebbe stato utile Hojbjerg alla squadra di Luciano Spalletti.
Hojbjerg era nei pensieri della Juventus
Il nome del danese non era quindi una semplice suggestione. La Juventus aveva realmente ragionato sulla possibilità di aggiungere al proprio centrocampo un elemento di esperienza internazionale, fisicità e personalità. Poi sono intervenute altre priorità. Negli ultimi giorni di mercato la dirigenza ha concentrato attenzione e risorse sull'attacco e in particolare sull'arrivo di Woltemade. Una scelta comprensibile considerando le necessità di quel momento.
Da abbondanza a emergenza
Durante l'estate il centrocampo sembrava addirittura sovraffollato.
Spalletti disponeva di Locatelli, Thuram, Douglas Luiz, Koopmeiners e McKennie, ai quali si è aggiunto Pape Matar Sarr.
Oggi il tecnico deve invece fare i conti con una situazione completamente diversa.
Thuram è stato operato e resterà fuori diversi mesi. Locatelli rischia a sua volta un'assenza lunga per il problema al ginocchio. McKennie sta recuperando da un affaticamento, mentre Sarr non è ancora nella condizione migliore.
E improvvisamente Douglas Luiz e Koopmeiners sono diventati praticamente indispensabili.
Hojbjerg sarebbe stato perfetto per l'emergenza
È proprio osservando le caratteristiche del danese che il rimpianto aumenta.
Hojbjerg avrebbe garantito esperienza, forza fisica e soprattutto la capacità di occupare differenti posizioni nella zona centrale.
Un giocatore abituato alla pressione, alle competizioni europee e alle partite di alto livello.
Esattamente ciò di cui Spalletti avrebbe bisogno adesso.


