Juventus-NEC, Spalletti chiama la reazione e respinge il fantasma
La sconfitta contro il Sassuolo deve essere archiviata, ma non dimenticata, alla vigilia della sfida europea con il NEC Nijmegen, Luciano Spalletti chiede alla Juventus una risposta immediata sul piano del risultato, dell’equilibrio e della personalità.
Il tecnico non si nasconde davanti alle difficoltà emerse al Mapei Stadium. La squadra ha analizzato gli errori commessi, soprattutto nella gestione del pressing e delle distanze, e ora dovrà dimostrare di aver imparato la lezione. L’obiettivo è iniziare bene il cammino in Europa League e recuperare quella fiducia incrinata dall’ultima sconfitta.
Il NEC non è un avversario da sottovalutare
Spalletti ha presentato il NEC come una formazione coraggiosa, offensiva e tatticamente riconoscibile. La squadra allenata da Schreuder può concedere qualcosa in fase difensiva, ma possiede qualità sufficienti per mettere in difficoltà una Juventus poco concentrata.
«Schreuder ha avuto il coraggio di imporre le sue idee in un paese evoluto di calcio. Ha lasciato un'idea riconoscibile vincendo un campionato di terza divisione di assoluto livello. Noi dobbiamo aspettarci una proposta di gioco esclusiva per qualità idee. Questo ci deve trovare pronti se no possiamo rimanere sorpresi».
Particolare attenzione dovrà essere riservata a Tadic e agli esterni schierati a piede invertito, pronti ad accentrarsi per cercare la conclusione. Il dato dei due gol segnati in media per partita descrive una squadra abituata ad assumersi dei rischi e ad attaccare con molti uomini.
«Noi dobbiamo avere i giri alti a livelli di testa per essere pronti e se non saremo pronti può diventare una serata scomoda».
Dopo Sassuolo servono equilibrio e lucidità
La Juventus ha pagato soprattutto l’incapacità di comprendere quando aggredire e quando ricompattarsi. La ricerca esasperata della vittoria ha prodotto una squadra troppo lunga, facilmente attaccabile in campo aperto.
Spalletti chiede ora maggiore compattezza e una lettura più corretta dei momenti. Il pressing dovrà essere collettivo, evitando che gli attaccanti corrano a vuoto e che centrocampo e difesa rimangano lontani.
«Bisogna essere più compressi per togliere da un punto di vista di squadra qualche linea di passaggio avversaria e capire il momento in cui montare addosso all’azione, quando pressare e quando fare blocco squadra per aspettare la mossa sbagliata dell’avversario».
La partita contro il NEC misurerà quindi la maturità della Juventus. Non basterà avere il controllo del pallone: serviranno velocità mentale, capacità di anticipare le situazioni e attenzione nelle transizioni.
McKennie e Gatti partiranno titolari
Spalletti non ha svelato interamente la formazione, ma ha consegnato due certezze. Federico Gatti tornerà al centro della difesa, mentre Weston McKennie partirà dal primo minuto.
«Io McKennie lo voglio in campo per troppi motivi. McKennie domani gioca. Mi dispiaceva non darvi una certezza».
La presenza dello statunitense dovrebbe assicurare dinamismo, inserimenti e intensità nei duelli. Il suo minutaggio andrà però gestito con attenzione, considerando il recente periodo di inattività e la possibilità che non riesca a completare la partita.
Anche Gatti avrà un’occasione importante. Dopo il gol realizzato contro il Milan e l’esclusione di Sassuolo, il difensore dovrà offrire aggressività e solidità a un reparto che nell’ultima giornata ha perso completamente le proprie distanze.
Cambiaso recupera, ma resta in dubbio
Andrea Cambiaso ha concluso l’allenamento senza particolari conseguenze, ma durante la seduta ha avvertito ancora un leggero fastidio alla caviglia. La Juventus non vuole correre rischi né provocare una ricaduta.
Il laterale dovrebbe essere convocato, anche se appare più probabile un suo utilizzo nella ripresa. Spalletti dovrà inoltre fare a meno dello squalificato Kelly e di Zhegrova, non inserito nella lista UEFA.
Le scelte offensive restano invece aperte. Il tecnico ha diverse combinazioni a disposizione, da Kolo Muani a Woltemade, passando per Conceição, Nico Gonzalez e Alajbegovic, ma non ha voluto offrire indicazioni all’avversario.
Koopmeiners chiamato a una risposta
Un altro osservato speciale sarà Teun Koopmeiners. La prestazione contro il Sassuolo non è stata all’altezza delle aspettative e l’assenza di Locatelli aumenta ulteriormente le responsabilità dell’olandese.
Spalletti continua a considerarlo centrale nel progetto, ma pretende maggiore personalità nelle decisioni e nella gestione dei momenti più delicati.
«Lui ha il dovere di farci vedere delle decisioni importanti da prendere. Sappiamo che le ha, queste intenzioni così definite e forti da calciatore internazionale».
Contro un NEC disposto ad accettare una partita aperta, Koopmeiners dovrà accelerare la circolazione, accompagnare l’azione e garantire equilibrio quando la Juventus perderà il possesso.
Spalletti respinge le critiche e le voci su Conte
Il peggior avvio della Juventus negli ultimi cinque campionati ha già alimentato critiche e indiscrezioni sul futuro della panchina. Spalletti, però, non intende modificare il proprio lavoro sulla base delle pressioni esterne.
«Ognuno si fa la locandina che vuole, io Luciano Spalletti mi faccio quella che voglio con una squadra forte, con gli stessi criteri e convinzioni con cui abbiamo iniziato».
Il tecnico rivendica il diritto di continuare il percorso avviato, pur riconoscendo l’urgenza di ottenere risultati. La migliore risposta alle discussioni non arriverà dalle parole, ma dal comportamento della Juventus in campo.
Una vittoria per recuperare fiducia
La partita contro il NEC assume un peso superiore a quello di un semplice debutto europeo. La Juventus deve cancellare le scorie di Sassuolo, ritrovare equilibrio e dimostrare di saper reggere la pressione.
«Bisogna riuscire a sapere che abbiamo urgenze. Urgenza di vincere questa partita, ma non solo. Dobbiamo far vedere che siamo la Juventus».
È questo il messaggio centrale di Spalletti. Vincere sarebbe importante per la classifica, ma ancora di più per restituire sicurezza a una squadra chiamata a trasformare una notte potenzialmente scomoda nella prima vera risposta della propria stagione.


