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Ecco chi scoprirà i talenti della Juve

autore
Fabio Moretti
per Tuttojuve.com
Oggi alle 07:15Calciomercato
autore Fabio Moretti
06.10.2026 07:15Calciomercato
La Juventus pronta a puntare su Cangini

La Juventus vuole cambiare il mercato partendo da chi i giocatori deve scoprirli. Giovanni Carnevali continua infatti a lavorare alla ricostruzione dell'area scouting e il nome che sta guadagnando terreno è quello di Davide Cangini, attuale responsabile degli osservatori del Sassuolo e soprattutto uomo che il nuovo amministratore delegato bianconero conosce molto bene. Ne parla Tuttosport. 

Cangini ha lavorato per sei stagioni nella struttura neroverde durante la gestione Carnevali e proprio questo rapporto di fiducia può diventare determinante. L'obiettivo della Juventus è costruire nuovamente una rete di osservatori capace di individuare i talenti prima della definitiva esplosione, riducendo progressivamente la dipendenza da operazioni economicamente molto costose.

Cangini in pole per lo scouting

Il nome di Cangini non nasce oggi. Era già emerso durante l'estate, quando Carnevali aveva iniziato a studiare la riorganizzazione dell'area sportiva della Juventus, ed è rimasto costantemente tra i candidati principali per assumere un ruolo di responsabilità nello scouting.

La candidatura ha una logica evidente: Carnevali conosce direttamente il suo metodo di lavoro e i risultati ottenuti al Sassuolo. Affidarsi a un collaboratore già conosciuto permetterebbe inoltre di accelerare la costruzione della nuova struttura senza dover partire completamente da zero.

Meno dipendenza dagli algoritmi, più presenza sui campi

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il metodo. La Juventus vuole tornare ad affiancare agli strumenti tecnologici una presenza molto più consistente degli osservatori sui campi, recuperando il peso della valutazione diretta dei calciatori.

Non significa necessariamente cancellare dati e tecnologia, che ormai rappresentano strumenti indispensabili per qualsiasi grande società. Significa però evitare che l'algoritmo sostituisca completamente l'occhio dell'osservatore, soprattutto quando bisogna valutare personalità, margini di crescita e capacità di adattarsi alla pressione di un club come la Juventus.

Il modello Sassuolo da portare a un livello superiore

Carnevali ha costruito una parte importante del proprio successo al Sassuolo proprio sulla capacità di individuare giocatori prima della loro esplosione. Durante la sua gestione il club emiliano ha sviluppato e valorizzato numerosi talenti, generando oltre 200 milioni attraverso alcune delle operazioni più riuscite.

Alla Juventus, naturalmente, il livello richiesto sarà differente. Un talento interessante per una squadra di metà classifica non è automaticamente pronto per giocare a Torino e il margine d'errore diventa inevitabilmente molto più basso.

Servono i nuovi Yildiz prima che diventino irraggiungibili

La missione della nuova struttura può essere sintetizzata facilmente: trovare i nuovi Yildiz, Huijsen, Soulé o Barrenechea prima che il mercato li renda economicamente irraggiungibili. È proprio questa una delle esigenze indicate nella ricostruzione dell'area scouting bianconera.

La Juventus non può pensare di risolvere ogni esigenza spendendo 50 o 60 milioni per calciatori già affermati. Deve tornare a comprare potenziale, accompagnarlo attraverso il settore giovanile e la Next Gen e trasformarlo successivamente in valore tecnico per la prima squadra oppure in una risorsa economica.

Si incastra con la Juventus più italiana di Carnevali

La scelta assume ancora maggiore significato considerando le dichiarazioni recenti dello stesso Carnevali. L'amministratore delegato vuole aumentare progressivamente la presenza di giocatori italiani alla Continassa e la Juventus sta già seguendo diversi prospetti nazionali.

Per realizzare un progetto del genere serve però una struttura capace di anticipare la concorrenza. Aspettare che un giovane italiano esploda definitivamente significa spesso trovarsi davanti valutazioni superiori ai 30-40 milioni oppure dover competere direttamente con le disponibilità economiche della Premier League.

Scouting e Next Gen devono lavorare insieme

Qui entra in gioco anche la Next Gen, che può diventare uno dei vantaggi competitivi della Juventus. Scoprire un ragazzo a 17 o 18 anni serve relativamente a poco se poi non esiste un percorso credibile attraverso il quale accompagnarlo verso la prima squadra.

La Juventus dispone invece di una struttura che può consentire ai talenti di passare dal settore giovanile al calcio professionistico senza essere immediatamente costretti a sostenere la pressione della Serie A. Scouting e

per Tuttojuve.com

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