Talento Juve, bisognerà scegliere
Massimo Pavan
La Juventus potrebbe presto trovarsi davanti a uno dei problemi più belli che possano capitare a una società: avere troppi giovani di talento e dover scegliere su quali costruire realmente il futuro.
Kenan Yildiz è già una certezza, Kerim Alajbegovic sta accelerando, Adin Licina continua a mandare segnali importanti dalla Cremonese e Vasilije Adzic sta sfruttando il prestito al Sassuolo per aggiungere esperienza e continuità. Quattro percorsi differenti che potrebbero presto incrociarsi nuovamente a Torino.
Yildiz è già il punto di riferimento
Yildiz parte inevitabilmente davanti agli altri perché la Juventus ha già scelto di costruire una parte importante del proprio progetto intorno al numero 10, blindato da un contratto fino al 2030. L'infortunio lo ha temporaneamente tolto dalla scena, ma non cambia la sostanza: quando tornerà, il turco continuerà a rappresentare uno dei principali riferimenti tecnici e patrimoniali della squadra.
Alajbegovic sta bruciando le tappe
Dietro Yildiz sta crescendo velocemente Alajbegovic, sul quale la Juventus ha effettuato un investimento importante anticipando una concorrenza internazionale molto forte. Il gol contro il NEC e quello realizzato con la Bosnia contro la Svezia raccontano un ragazzo che sta cominciando ad aggiungere concretezza al talento, proprio mentre l'assenza di Yildiz gli sta offrendo maggiori responsabilità.
Licina continua a sorprendere
Poi c'è Licina, probabilmente il giocatore che può diventare la grande sorpresa del gruppo. La Juventus lo ha mandato alla Cremonese in prestito secco proprio per permettergli di giocare, crescere e tornare a Torino con un'esperienza diversa. L'avvio è stato estremamente interessante, tra gol, assist e giocate di grande qualità. Anche nell'amichevole contro la Juventus ha servito l'assist decisivo prima dell'infortunio al polso, e il piano resta quello di valutarlo nuovamente a Torino nell'estate 2027.
Adzic non vuole uscire dal progetto
Non bisogna dimenticare Adzic, perché il montenegrino sta utilizzando l'esperienza al Sassuolo per dimostrare di poter trasformare le proprie qualità tecniche in continuità. La Juventus mantiene strumenti per conservarne il controllo e dovrà decidere a fine stagione se riportarlo immediatamente a Torino oppure proseguire attraverso un altro passaggio di crescita.
Il problema è che occupano zone simili
Qui nasce il vero interrogativo. Yildiz, Alajbegovic, Licina e Adzic non sono quattro giocatori identici, ma tutti esprimono il meglio quando possono ricevere tra le linee, avvicinarsi alla porta e partecipare alla costruzione offensiva.Pensare di inserirli contemporaneamente e stabilmente nella stessa formazione sarebbe complicato, quindi la Juventus dovrà evitare di accumulare talento senza costruire contemporaneamente una gerarchia tecnica.
Non bisogna scegliere troppo presto
La soluzione non può essere vendere immediatamente uno dei ragazzi soltanto perché apparentemente manca spazio. A questa età una stagione può modificare completamente valutazioni e prospettive. Licina e Adzic devono soprattutto giocare, mentre Alajbegovic deve accumulare minuti ad alto livello e Yildiz deve completare il proprio percorso da leader tecnico. Tra uno o due anni, però, sarà inevitabile stabilire chi possa convivere nella stessa Juventus e chi eventualmente possa diventare una risorsa economica attraverso il mercato. È esattamente qui che dovranno essere bravi Carnevali, Massara e Spalletti: non necessariamente tenere tutti, ma evitare di perdere quello sbagliato.
Un patrimonio enorme
La grande notizia è che finalmente la Juventus può ragionare partendo da un patrimonio tecnico giovane già presente dentro il proprio perimetro, invece di essere obbligata a cercare sempre altrove. Yildiz, Alajbegovic, Licina e Adzic possono rappresentare contemporaneamente presente, futuro e valore patrimoniale, ma proprio per questo devono essere gestiti con grande attenzione.
Il vero mercato sarà scegliere
Acquistare giovani talenti è difficile, ma spesso è ancora più complicato capire quando puntare definitivamente su di loro e quando invece trasformarne uno in una grande plusvalenza.
La Juventus ha quattro ragazzi dalle qualità importanti e non deve avere fretta. Prima bisogna farli crescere, poi arriverà inevitabilmente il momento delle scelte: il rischio più grande non è avere troppo talento, ma scegliere quello sbagliato da sacrificare.


