Era meglio avere un terzo centravanti in rosa (che non fosse Milik)
Andrea Losapio
Giocare a una punta ha i suoi pro e i suoi contro. Perché è evidente che la squadra può essere più coperta con dieci giocatori costantemente dietro la linea della palla rispetto a nove. Dall'altro lato è difficile, per un attaccante, lottare con tutta la difesa. Soprattutto se i trequartisti non riescono ad accendere la luce, impegnando la retroguardia. Dividersi i marcatori invece è più semplice.
Coperta corta
Ma perché la Juventus, fatto tesoro dell'anno scorso, non ha deciso di prendere un terzo centravanti che fosse l'oramai inutile Milik? Il polacco è rimasto fuori per due anni, oltre che dalle liste, giusto o sbagliato che sia. Però nella passata stagione c'erano Vlahovic, David e Openda, con gli ultimi due che piano piano sono stati messi fuori dalle scelte di Spalletti. Figuriamoci con Woltemade e Kolo Muani: serviva un centravanti fisico e non è stato preso. Di più, non è stato quasi nemmeno trattato.
Il rimpianto può essere Nicolò Tresoldi, più che altro perché aveva una valutazione fra i 40 e i 50 milioni, sì, ma avrebbe preso uno stipendio tra i 2 e i 3 milioni di euro rispetto ai 5 di Kolo Muani che, alla fine, andrà a costare intorno ai 50 milioni: 38 più i 12 dei bonus.


