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Il Quinto Elemento – Juventus-Rennes: cinque risposte per capire se Spalletti ha ancora in mano la squadra

autore
Massimo Pavan
per Tuttojuve.com
Oggi alle 14:15Primo piano
autore Massimo Pavan
22.10.2026 14:15Primo piano
Juventus-Rennes, cinque temi decisivi: debutto della coppia Kolo Muani-Woltemade, difesa sotto esame, rilancio di Koopmeiners e Boga e futuro di Spalletti.
www.imagephotoagency.it
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Juventus-Rennes, cinque prove di verità: Kolo e Woltemade insieme, Koopmeiners e Boga al bivio. Spalletti deve dare un segnale

La Juventus torna in Europa League, ma questa volta i tre punti non bastano. Contro il Rennes, alle 18.45, i bianconeri devono dimostrare qualcosa di più importante: di essere ancora una squadra, di avere un'identità e soprattutto di seguire Luciano Spalletti.

La sconfitta contro la Lazio ha lasciato interrogativi pesanti. Non soltanto per il risultato, ma per la sensazione di una formazione che, nei momenti difficili, fatica a reagire e sembra perdere certezze.

Il Rennes rappresenta un avversario da rispettare, soprattutto per la sua capacità di ribaltare rapidamente l'azione. Ecco allora i cinque elementi che potrebbero decidere la partita e, soprattutto, raccontare qualcosa sul futuro della Juventus.

Kolo Muani e Woltemade dall'inizio

La grande novità è la presenza contemporanea, dal primo minuto, di Randal Kolo Muani e Nick Woltemade. Spalletti sembra intenzionato a scegliere il 3-5-2, un sistema che potrebbe valorizzare le caratteristiche dei due attaccanti. Il francese ama attaccare la profondità, muoversi alle spalle dei difensori e sfruttare gli spazi. Il tedesco può invece offrire un riferimento più centrale, giocare con i compagni e dare peso alla manovra.

Sulla carta, una coppia interessante. Sul campo, però, bisognerà capire quanto i due riusciranno a dialogare.

Il rischio è quello di avere due attaccanti isolati, costretti a inventarsi qualcosa senza il sostegno del centrocampo. Per questo la Juventus dovrà accompagnare l'azione con più uomini e soprattutto portare palloni giocabili dentro l'area.

Kolo Muani e Woltemade hanno già dimostrato di poter segnare in Europa. Adesso devono dimostrare di poter funzionare insieme.

La Juventus ha bisogno di una coppia offensiva, non di due solisti.

Rennes, attenzione alla trappola

Il secondo elemento è probabilmente il più delicato dal punto di vista tattico. Il Rennes può diventare molto pericoloso quando recupera il pallone e trova campo davanti a sé. Le transizioni offensive sono un'arma da tenere sotto controllo, soprattutto contro una Juventus che potrebbe cercare di prendere immediatamente il comando della partita.

Con due attaccanti e gli esterni chiamati a spingere, i bianconeri rischiano di lasciare spazi alle proprie spalle.

Ed è proprio lì che il Rennes potrebbe provare a colpire. Serviranno attenzione nelle marcature preventive, distanze corrette tra i reparti e una gestione intelligente del possesso. Perché attaccare non significa necessariamente scoprirsi. La Juventus non può permettersi di perdere palloni banali a centrocampo e concedere quaranta metri di campo agli avversari. Contro una squadra capace di ripartire rapidamente, ogni errore può diventare un'occasione da gol.

La difesa della Juventus deve rispondere

Il terzo elemento riguarda il reparto che, dopo la sconfitta con la Lazio, deve offrire le risposte più convincenti. La difesa della Juventus è chiamata a una prova di maturità. Il passaggio al 3-5-2 può garantire una maggiore copertura centrale, ma nessun sistema tattico può sostituire concentrazione, aggressività e capacità di leggere le situazioni. I difensori dovranno essere pronti a gestire gli attaccanti del Rennes quando partiranno in velocità. Allo stesso tempo, sarà fondamentale il contributo degli esterni e dei centrocampisti, perché la fase difensiva non può essere responsabilità esclusiva degli ultimi tre uomini. La Juventus deve tornare a essere una squadra difficile da affrontare.

Non significa necessariamente difendersi bassa o rinunciare a giocare. Significa sapere quando aggredire, quando aspettare e soprattutto come reagire alla perdita del pallone.

Dopo quanto visto contro la Lazio, sarebbe importante ritrovare una difesa capace di trasmettere sicurezza a tutta la squadra.

La solidità non si costruisce con i numeri sulla lavagna, ma con i comportamenti in campo.

Koopmeiners e Boga, il momenti di rilanciarsi

Il quarto elemento riguarda i singoli, e in particolare quei giocatori dai quali la Juventus si aspetta molto di più. Due nomi su tutti: Teun Koopmeiners e Jérémie Boga. Koopmeiners deve ritrovare personalità, qualità nelle giocate e capacità di incidere. Non può limitarsi a una presenza ordinata, senza lasciare il segno. Da un calciatore con le sue caratteristiche ci si aspetta che sappia assumersi responsabilità, trovare soluzioni e contribuire a dare ritmo alla squadra. Il problema non è soltanto segnare o fornire assist. È tornare a essere un giocatore capace di cambiare l'inerzia di una partita. Discorso diverso, ma altrettanto importante, per Boga. Le sue qualità nell'uno contro uno e nell'accelerazione possono rappresentare un'arma preziosa, soprattutto quando gli avversari si chiudono e la Juventus fatica a creare superiorità numerica. Boga deve però trasformare le proprie caratteristiche in un contributo concreto e continuo, quando viene chiamato in causa. La Juventus non può pensare di risolvere ogni problema affidandosi sempre agli stessi uomini.

Per crescere servono alternative vere, giocatori capaci di entrare e cambiare il ritmo, elementi che sappiano riconquistare spazio attraverso le prestazioni.

Koopmeiners e Boga, pur con situazioni e responsabilità differenti, rappresentano due esempi di un concetto fondamentale: la Juventus ha bisogno di recuperare il rendimento dei suoi giocatori, non soltanto di cercare nuove soluzioni sul mercato.

Spalletti deve dimostrare di avere ancora la squadra in mano

Il quinto elemento è il più importante. Ed è quello che va oltre Juventus-Rennes. Luciano Spalletti deve dimostrare di avere ancora la squadra in mano. Non è una questione che si risolve con una dichiarazione, con una conferma della società o con una scelta di formazione. La risposta deve arrivare dal campo. Una squadra che segue il proprio allenatore si riconosce da alcuni segnali precisi: corre insieme, si aiuta nei momenti difficili, mantiene le distanze, reagisce agli errori e non si disunisce quando qualcosa va storto. Contro la Lazio questi aspetti non sono emersi con la necessaria continuità.

Ecco perché la sfida con il Rennes assume un significato particolare. Spalletti può cambiare modulo, scegliere due punte, modificare gli interpreti. Ma il vero risultato sarà vedere undici giocatori che interpretano la partita con la stessa idea e la stessa determinazione.

Non servono gesti plateali per dimostrare che esiste ancora un rapporto forte tra allenatore e gruppo. Servono sacrificio, attenzione e disponibilità a fare qualcosa in più per il compagno. La Juventus deve tornare a dare l'impressione di sapere esattamente cosa vuole fare, Spalletti deve dimostrare di saperla guidare anche dentro le difficoltà.

per Tuttojuve.com

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