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Manchester United, volano gli stracci ma per porre fine alla crisi c'è una sola soluzione. E non si chiama Conte

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Simone Lorini
Oggi alle 13:26Calcio estero
autore Simone Lorini
22.10.2026 13:26Calcio estero
Il Manchester United cade ancora e stavolta lo fa in Italia, a Como, con una figuraccia destinata a rimanere nella storia centenaria del club
Imago/Image Sport
Imago/Image Sport
Fondato nel 1902 sulla base del precedente Newton Heath F.C. del 1878, il Manchester United ha vissuto ieri sera una delle serate più difficili della sua storia, collezionando una figuraccia che sarà difficile cancellare nel giro di poco, con tutto il rispetto per lo straripante Como di Fabregas. Le parole del post-partita dei tesserati, ma anche e soprattutto degli analisti, hanno messo a nudo tutte le fragilità di una squadra incapace di entrare in competizione con chi è all'esordio in Champions e non ha a disposizione i campioni comprati a peso d'oro dai Red Devils durante le ultime estati. E la panchina di Carrick è chiaramente già a rischio, come potrebbe non esserlo?

Continuità è la parola chiave

Sarà banale, ma senza una fiducia a medio-lungo termine, sarà impossibile fare svoltare una squadra che si trova senza identità e che viene attaccata dai suoi stessi giocatori, i quali piuttosto dovrebbero forse pensare a evitare figuracce come quelle di ieri sera. C'è un vuoto di potere evidente nella società dopo l'addio di Ferguson, il quale aveva accentrato tante delle responsabilità che in altre società sono divise tra 2-3 persone. Le parole di Bruno Fernandes di ieri hanno fatto eco alla critica alla società arrivata da Lisandro Martinez di qualche giorno prima: "È una decisione dello staff non pressare a uomo e, a volte, lasciare spazio per provare a recuperare il pallone aspettando l'avversario. Ma quando concedi spazio a squadre di questo livello, prendono fiducia. Hanno tanti giocatori dietro la linea della palla, ti costringono a correre molto e frustrano gli avversari. Poi, quando riconquisti il possesso, le gambe e la testa fanno molta più fatica a tenere il ritmo". Continuità dicevamo: che sia Carrick o un altro il nome forte su cui eventualmente investire, in casa Manchester United serve una scelta forte (che sia Conte o meno, non è questo il punto dell'articolo). Puntare in modo deciso su un allenatore carismatico e accettare un primo anno non all'altezza delle aspettative, tagliando i rami secchi e rafforzando la squadra sviluppando una idea di calcio ben precisa che possa dare un riferimento o alimentare una corrente di pensiero precisa. Cambiando allenatore ogni sei mesi mettendolo alla berlina per ogni risultato avverso o periodo difficile non farà altro che alimentare il turbine di difficoltà in cui i Red Devils sono caduti dopo l'addio di Sir Alex Ferguson.

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