Spalletti a Sky: "Arbitro molto bravo, un po' meno sul gol annullato. Presi due gol che non bisogna prendere. Continuo a non dormire se non vinco. Celik? Recuperarlo in due giorni è dura"
Fabio Moretti
Luciano Spalletti ha analizzato il pari con il Rennes ai microfononi di Sky Sport. Le sue parole:
Vogliamo partire dal gol annullato?
"Ha ragione Marocchi, io la vedo coem lui, arbitro bravo, bravo, molto bravo, un po' meno bravo nella scelta di questo epoisodio, però io non so le regole, non so niente. E poi sentendo un amico che le sa dice: quella regola lì è abbastanza chiara, però come è successo ti dà un po' di interpretazioni. Però, boh, ci sono rimasto male. Poi quando l'ho rivisto da dentro lo spogliatoio, il motivo.... perchè lui la vede partire la palla, la vede arrivare, ha tutta la possibilità di scegliere quello che fare, poi sbaglia il gesto perchè la vuole calciare, ma lui sbaglia il gesto, non è che gli abbia dato noia qualcuno davanti o da nessuna parte. Per dare sempre forza a quello che è il risultato, dare forza a quella che è la ricerca del gol, mi sembrava giusto così, non lo".
Parlando della partita che aveva iniziato benissimo, dopo l'1-1 avevate continuato a giocare bene, avete sfiorato, Samba ha fatto due parate incredibili. Poi però lei tante volte diceva: "Salite, salite", e invece la squadra tendeva ad abbassarsi. Da cosa dipendeva?
"Sì, è un po', bisogna dire, sì... è un problemetto di fondo che viene da da lontano e che non non ci si sente a nostro agio a prendere campo, a montare addosso ai metri tutte le volte che la palla torna indietro. Poi se torna lenta, si sale lento, ma se torna veloce bisogna salire veloce, noi dobbiamo andare alla stessa velocità della palla che va indietro. E' lei che comanda, è lei che noi vogliamo andare a riconquistare, per cui ogni tanto ci mettiamo un po' di tempo. Oggi già bene perché perché spesso si è scelto di andare ad agganciare il centrocampista che si allungava di loro perché sennò ci manca un uomo di superiorità difensiva, sennò in mezzo al campo si pareggiano. E abbiamo scelto di fare in diverse volte l'uno contro uno e di andare poi a colmare il buco lasciato del centrocampista che va sul mediano basso, il braccetto che va a prendere il centrocampista di loro. L'abbiamo fatto diverse volte, abbiamo fatto anche bene, il ritmo bene, purtroppo abbiamo preso due gol che non bisogna prenderne, insomma, due su quello".
Prima di lasciarla allo studio, le chiedevo velocemente, Çelik, precauzionale, ha avuto qualche fastidio?
"Ha sentito un po' di indurimento, però il ragazzo è sveglio e ha detto che no, io gliel'ho detto appena l'ho avvertito e io penso che non si sia fatto niente, però ora recuperarlo in due giorni la vedo dura"
Abbiamo parlato tanto dell'aspetto tecnico e tattico, sin qui, ma in realtà alla vigilia di questa partita giustamente aveva posto l'attenzione sull'atteggiamento, sullo spirito, sull'animo che si aspettava dalla sua squadra. E se non guardiamo il risultato, mi pare che queste risposte oggi le abbia avute, la reazione della squadra, il fatto che non si sia fatta prendere dallo sconforto, ma che sino all'ultimo abbia meritato di vincere. Mi pare che, insomma, forse in questo momento il risultato è persino superfluo davanti alle risposte emotive che ha avuto dal suo gruppo, no?
"È corretto, è corretto. Quello lì è un mirino che dovevamo tenere attivo fin dal primo momento, sia io che che che tutto l'ambiente, i dirigenti, tutti, dove i calciatori mi sembra abbiano risposto molto bene, abbiano detto che poi l'analisi fatta da loro stessi era corretta, oggi hanno alzato un po' di velocità, hanno messo di più e ci manca ancora roba, perché ci manca ancora roba, io continuando a non dormire queste notti qui, nonostante che abbiano poi fatto meglio e che perché almeno funziona così, se non vinco le partite, non sono felice, purtroppo, e bisogna quando ci capitano le situazioni lì davanti, come la partita di oggi, andarle a prendere, non si aspetta che ci vengano consegnate. Si vanno, si prendono, questa è una roba nostra e si porta a casa".
Allora, vista qua da Milano, ho avuto la sensazione che la squadra si sentisse quasi protetta, non dico a proprio agio, ma protetta da questo 3-4-3, quindi tutti ben o male in zone conosciute. Adesso manca solo di capire il valore, cioè, manca solo, se ti ha accontentato questa prestazione ordinata, capire il valore proprio dei giocatori. Come allenatore, fossi al tuo posto, mi tirerei fuori: ragazzi, adesso dovete tutti migliorare, perché, la maggior parte dei giccatori sono sotto il loro valore.
"Non mi tiro indietro. Non lascio fare loro, però è vero il fatto che che bisogna andare a colmare quel pezzettino in più per ambire ad avere risultati continuativi dentro l'atteggiamento perché perché il primo gol si può evitare, il secondo gol ce l'abbiamo noi, la poteva girare dietro e siamo in anticipo e invece poi si va a fare calcio d'angolo e son tutte viene il risultato della partita viene fatto da delle scelte individuali dentro quei quelle quelle banalità lì che sembra banalità, dice: "Ma io il passaggio gliel'ho dato 2 metri indietro anziché sulla corsa e ti ritrovi quattro giocatori sotto la linea della palla. Oppure il non ho visto, vado a riconquistare sta palla e non ho visto Kolo che partiva nel primo tempo, come è successo sulla destra laggiù che basta metterla nel vuoto, ci arriva sempre lui, si manda un fuorigioco e si va tu per tu, poi l'ho visto un attimo in ritardo e questo fatto qui che fa la differenza fra il calciatore forte e il campione. Il campione è quello che anticipa tutto, poi conta anche la tecnica, ma contano gli occhi, conta la testa. gli occhi, la testa e dopo c'è il gesto tecnico, poi meglio se si fa anche il gesto tecnico, ma quello più bravo di tutti tecnicamente è lo stretto Messi, oltre il gesto tecnico, c'è gli occhi e c'è la testa che si accorge di tutto, vede tutto e poi l'esegue e poi c'è quel ritmo lì, c'è quella frequenza lì. Va bene, ma lui la sintesi e l'idea di quello che che sta succedendo ce l'ha bella chiara prima che riceva palla. Messi quello che sta succedendo ce l'ha chiaro prima che arrivi la palla. Per tutti i calciatori forti il gesto viene secondariamente alla conoscenza anticipata".


