Juventus, il momento resta complicato: la reazione non basta, Spalletti deve cambiare marcia
Massimo Pavan
Il pareggio contro il Rennes racconta perfettamente il momento della Juventus: una squadra capace di produrre buone giocate e di reagire alle difficoltà, ma ancora troppo fragile per trovare quella continuità indispensabile a chi vuole competere ad alti livelli.
Il 2-2 europeo non rappresenta una tragedia. Dopo le due vittorie iniziali, la Juventus resta in una posizione favorevole nel proprio percorso continentale. Il problema è il contesto nel quale arriva questo risultato. In campionato i bianconeri hanno già accumulato otto punti di ritardo dalla vetta e due sconfitte. Una situazione che impone riflessioni serie.
La Juventus continua ad alternare cose buone ed errori pesanti
Contro il Rennes si sono viste entrambe le facce della squadra di Spalletti. Da una parte la qualità di Woltemade, gli inserimenti di McKennie, il gol di Celik e la capacità di aumentare la pressione nel finale. Dall'altra le disattenzioni difensive, il rigore concesso da Douglas Luiz e la difficoltà di controllare una partita che era cominciata nel migliore dei modi. La Juventus continua a costruire e a distruggere con troppa facilità. Ed è proprio questa alternanza a impedire alla squadra di compiere il salto di qualità.
Spalletti ha bisogno di certezze
Il tecnico ha ricevuto un messaggio di sostegno dalla società, che ha ribadito la necessità di dare continuità al progetto. Una posizione comprensibile, soprattutto considerando i numerosi cambiamenti degli ultimi anni. Ma la fiducia deve trovare riscontro sul campo. Spalletti deve individuare una struttura tattica affidabile, migliorare la fase difensiva e recuperare il rendimento di alcuni giocatori. La prima partita con Woltemade e Kolo Muani insieme ha offerto indicazioni interessanti, ma una coppia offensiva non può risolvere tutti i problemi della squadra.
Il mercato e i vincoli economici non possono spiegare tutto
La dirigenza ha richiamato l'attenzione anche sui problemi economici e sulle limitazioni legate al Fair Play Finanziario. Sono aspetti che incidono sulla costruzione della rosa e sulla possibilità di intervenire sul mercato. Tuttavia, non possono diventare una giustificazione per ogni difficoltà. La Juventus dispone comunque di giocatori dai quali è legittimo aspettarsi un rendimento superiore. Koopmeiners deve trovare maggiore continuità, Boga deve diventare una risorsa concreta e il reparto difensivo deve ritrovare sicurezza. Prima di pensare a nuovi acquisti, occorre valorizzare meglio chi è già a disposizione.
Il campionato non aspetta
La differenza fondamentale tra Europa League e Serie A riguarda il margine di errore. In Europa un pareggio contro il Rennes può essere recuperato nelle prossime giornate. In campionato, invece, la Juventus ha già perso terreno e non può permettersi di continuare a lasciare punti per strada. La squadra deve ritrovare immediatamente risultati e prestazioni. Non basta giocare bene per mezz'ora, né reagire quando si è già in difficoltà. Servono novanta minuti di attenzione, intensità e organizzazione.
La Juventus deve scegliere cosa vuole diventare
La partita contro il Rennes ha dimostrato che esistono ancora risorse tecniche e caratteriali sulle quali lavorare. Ma ha confermato anche che il percorso di crescita è tutt'altro che completato. Spalletti ha bisogno di tempo, ma soprattutto di risposte. I giocatori devono assumersi responsabilità maggiori e la società deve continuare a sostenere il progetto senza rinunciare a pretendere miglioramenti. La Juventus non è una squadra senza qualità. È una squadra che, troppo spesso, non riesce a trasformare la qualità in risultati. Ed è proprio questo il problema che deve essere risolto prima che il ritardo in campionato diventi ancora più pesante.


