Juventus, Spalletti tra orgoglio e rabbia: "Non dormo se non vinco". Dubbi sul gol annullato e problema Çelik
Massimo Pavan
Luciano Spalletti promuove la reazione della Juventus contro il Rennes, ma non nasconde l'amarezza per una vittoria sfumata nel finale. Dopo il 2-2 dell'Allianz Stadium, l'allenatore bianconero ha analizzato in conferenza stampa gli aspetti positivi e negativi della prestazione, soffermandosi soprattutto sull'atteggiamento della squadra, sugli errori difensivi e sulla discussa rete annullata a Lucumí. Il tecnico ha inoltre parlato della coppia offensiva Woltemade-Kolo Muani, delle difficoltà tattiche ancora presenti e delle condizioni fisiche di Çelik.
Spalletti promuove l'atteggiamento: "Riprendere la partita era difficile"
La Juventus ha trovato la forza di recuperare lo svantaggio dopo essere andata sotto 2-1 nel primo tempo. Un segnale importante per Spalletti, soprattutto considerando il momento delicato attraversato dai bianconeri. "Io sono soddisfatto del nostro atteggiamento, perché riprendere la partita in un momento come questo era difficile. I ragazzi sono stati lì per riprendere la partita, però potevamo fare meglio sui due gol presi. Certi episodi potevamo metterci in ginocchio e invece quando provi a riprenderla all fine vieni premiato".
Il tecnico riconosce quindi i meriti della squadra, ma individua immediatamente il problema principale: la Juventus continua a concedere reti evitabili, complicando partite che avrebbe la possibilità di gestire diversamente.
Woltemade e Kolo Muani, Spalletti chiede ancora di più
Uno dei temi principali della serata riguarda l'utilizzo contemporaneo di Woltemade e Kolo Muani. Il tedesco ha contribuito al primo gol con l'assist per Çelik e ha realizzato il rigore del pareggio. Il francese, invece, ha cercato di rendersi pericoloso senza trovare la rete. Spalletti, pur riconoscendo il contributo dei due attaccanti, non si accontenta. "L'avevamo già fatto. Oggi hanno fatto bene però penso di potermi aspettare di più da tutti e due perché le loro qualità sono superiori alla prestazione che hanno fatto questa sera. Oggi hanno fatto una buona partita ma possono fare di più".
Un messaggio chiaro: la coppia offensiva possiede potenzialità importanti, ma deve ancora esprimersi a un livello superiore.
Il gol annullato a Lucumí fa discutere: "Ci sono rimasto male"
Il momento più controverso della partita è arrivato nel finale, quando il VAR ha portato all'annullamento della rete che avrebbe consegnato alla Juventus il successo per 3-2. Spalletti non nasconde le proprie perplessità, pur evitando di trasformare l'episodio in una contestazione generale della direzione arbitrale.
"Non l'ho capito e mi andrò ad informare. Quando l'ho visto nello spogliatoio mi sono sorpreso e ci sono rimasto male. Il giocatore del Rennes poteva buttare via quella palla e Lucumì non l'ha disturbato. Mi devo informare su questa cosa e questa regola qui pensavo di saperla ma vista stasera mi vengono molti dubbi. L'arbitro, però, è stato molto bravo ma un pochino meno bravo su questo episodio".
L'allenatore torna poi sulla dinamica dell'azione, concentrandosi sulla possibilità del difensore francese di intervenire sul pallone.
"Poi quando l'ho rivisto da dentro lo spogliatoio, il motivo.... perchè lui la vede partire la palla, la vede arrivare, ha tutta la possibilità di scegliere quello che fare, poi sbaglia il gesto perchè la vuole calciare, ma lui sbaglia il gesto, non è che gli abbia dato noia qualcuno davanti o da nessuna parte".
Il punto sollevato da Spalletti riguarda dunque la natura dell'intervento del giocatore del Rennes: una giocata volontaria oppure una semplice deviazione? Una distinzione fondamentale per la valutazione del fuorigioco.
Juventus troppo bassa, Spalletti individua un problema che arriva da lontano
Un'altra questione affrontata in conferenza stampa riguarda la tendenza della Juventus ad abbassarsi eccessivamente, anche quando avrebbe la possibilità di avanzare e recuperare il pallone nella metà campo avversaria.
Spalletti spiega che si tratta di una difficoltà non nuova. "È un po', bisogna dire, sì... è un problemetto di fondo che viene da da lontano e che non non ci si sente a nostro agio a prendere campo, a montare addosso ai metri tutte le volte che la palla torna indietro".
Il tecnico sottolinea l'importanza di accompagnare il movimento del pallone con una pressione coordinata.
"Poi se torna lenta, si sale lento, ma se torna veloce bisogna salire veloce, noi dobbiamo andare alla stessa velocità della palla che va indietro".
La Juventus deve quindi migliorare non soltanto nelle letture difensive, ma anche nella capacità di accorciare rapidamente gli spazi e mantenere la squadra compatta.
Çelik, preoccupazione per il recupero: "In due giorni la vedo dura"
La conferenza stampa offre anche un aggiornamento sulle condizioni di Çelik, autore del primo gol bianconero.
L'esterno ha accusato un problema muscolare e Spalletti non nasconde qualche preoccupazione in vista del prossimo impegno.
"Ha sentito un po' di indurimento, però il ragazzo è sveglio e ha detto che no, io gliel'ho detto appena l'ho avvertito e io penso che non si sia fatto niente, però ora recuperarlo in due giorni la vedo dura". Il tecnico sembra escludere, almeno nelle prime valutazioni, un problema particolarmente serio, ma considera complicato un recupero immediato.
Le condizioni del giocatore dovranno essere valutate nei prossimi giorni.
Spalletti: "Se non vinco le partite, non sono felice"
La soddisfazione per la reazione della Juventus non basta a rasserenare completamente l'allenatore. Spalletti pretende che la squadra impari a trasformare le occasioni favorevoli in risultati concreti. "È corretto, è corretto. Quello lì è un mirino che dovevamo tenere attivo fin dal primo momento, sia io che che che tutto l'ambiente, i dirigenti, tutti, dove i calciatori mi sembra abbiano risposto molto bene".
Poi arriva una riflessione che racconta perfettamente il suo stato d'animo. "Io continuando a non dormire queste notti qui, nonostante che abbiano poi fatto meglio e che perché almeno funziona così, se non vinco le partite, non sono felice, purtroppo".
E aggiunge: "Quando ci capitano le situazioni lì davanti, come la partita di oggi, andarle a prendere, non si aspetta che ci vengano consegnate. Si vanno, si prendono, questa è una roba nostra e si porta a casa".
Parole che confermano la volontà di non accontentarsi di un semplice miglioramento sul piano caratteriale.
Il salto di qualità passa dalle scelte individuali
Nell'ultima parte della conferenza stampa Spalletti si sofferma su un altro aspetto fondamentale: la capacità dei giocatori di leggere in anticipo le situazioni.
Il tecnico spiega che spesso sono piccoli dettagli a determinare il risultato di una partita. Un passaggio effettuato con un tempo sbagliato, una scelta poco precisa oppure un movimento non individuato possono trasformare un'azione promettente in un'occasione perduta. Spalletti cita anche un episodio nel quale la Juventus avrebbe potuto servire Kolo Muani in profondità, sfruttando la sua velocità. La differenza tra un buon giocatore e un campione, secondo l'allenatore, sta soprattutto nella capacità di anticipare mentalmente lo sviluppo del gioco.
Per spiegare il concetto prende come riferimento Lionel Messi, sottolineandone la straordinaria lettura delle situazioni prima ancora di ricevere il pallone.
Juventus, la reazione è un punto di partenza ma non basta
La conferenza stampa di Spalletti lascia emergere due messaggi. Il primo è positivo: la Juventus ha dimostrato di avere carattere e di non aver perso la voglia di lottare. Il secondo è un avvertimento: la squadra deve crescere rapidamente sul piano tattico, tecnico e mentale. Gli errori sui gol subiti, la difficoltà ad alzare il baricentro e la mancanza di precisione nelle scelte decisive rappresentano problemi ancora irrisolti.
Spalletti non vuole sottrarsi alle proprie responsabilità e continua a chiedere di più a tutti, compresi i giocatori più importanti.
Il pareggio contro il Rennes ha dimostrato che la Juventus è ancora capace di reagire. Adesso il tecnico vuole qualcosa di diverso: una squadra capace di prendere in mano le partite e vincerle, senza aspettare che siano gli avversari a concederle qualcosa.


