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Juventus, settanta minuti non bastano: il crollo finale è un campanello d'allarme enorme per Firenze

autore
Massimo Pavan
per Tuttojuve.com
Oggi alle 00:05Primo piano
autore Massimo Pavan
06.11.2026 00:05Primo piano
La Juventus gioca bene per settanta minuti contro l'AZ Alkmaar, poi cala vistosamente. Un segnale preoccupante in vista della trasferta di Firenze.
www.imagephotoagency.it
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La Juventus vista contro l'AZ Alkmaar lascia due sensazioni completamente differenti, la prima è positiva, perché per circa settanta minuti la squadra di Luciano Spalletti ha mostrato organizzazione, qualità, personalità e una buona capacità di creare occasioni. La seconda, però, è decisamente preoccupante: quando la partita è entrata nella sua fase conclusiva, i bianconeri hanno perso progressivamente brillantezza, lucidità e controllo.

Ed è proprio questo il problema più grande, una Juventus che vuole tornare competitiva non può permettersi di giocare soltanto settanta minuti.

Una buona Juventus, ma soltanto per una parte della partita

Per lunghi tratti della sfida europea, i bianconeri hanno fatto vedere segnali incoraggianti, la manovra è stata fluida, il centrocampo ha cercato di accompagnare l'azione e gli attaccanti hanno lavorato per creare superiorità, la squadra ha dimostrato di poter mettere in difficoltà gli avversari quando riesce a mantenere intensità, distanze corrette e velocità nella circolazione del pallone. Sono indicazioni importanti, soprattutto dopo un periodo complicato e dopo la reazione mostrata contro il Napoli. Il problema è che tutto questo non basta Non basta giocare bene per un'ora, non basta avere il controllo per settanta minuti, non basta costruire occasioni se poi, nel momento decisivo, la squadra smette di essere padrona della partita.

Le grandi squadre si riconoscono soprattutto dalla capacità di gestire i momenti difficili, la Juventus, invece, continua a dare l'impressione di essere vulnerabile proprio quando dovrebbe dimostrare maggiore maturità.

Il calo finale è il vero problema

Il dato più allarmante non riguarda soltanto l'aspetto fisico, certamente gli impegni ravvicinati, le assenze e le rotazioni limitate possono incidere sulla tenuta atletica, ma il calo sembra coinvolgere anche la componente mentale. Quando diminuisce l'intensità, la Juventus tende ad allungarsi, a perdere precisione e a concedere iniziativa agli avversari. È come se la squadra, dopo aver speso molto, non riuscisse più a trovare le energie e le idee necessarie per mantenere il controllo. Questo è un problema che Spalletti deve affrontare immediatamente. Perché se il calo dipende dalla condizione atletica, bisogna intervenire sulla gestione delle energie. Se invece dipende dalla concentrazione, il lavoro deve essere soprattutto mentale, probabilmente la verità sta nel mezzo.

Firenze non perdona: attenzione alla Fiorentina

Domenica la Juventus sarà impegnata sul campo della Fiorentina, una trasferta che presenta difficoltà particolari, al Franchi non basteranno settanta minuti di buon calcio. Servirà una squadra capace di mantenere intensità, attenzione e determinazione dall'inizio alla fine. La Fiorentina può trasformare la partita in una battaglia di ritmo, aggressività e duelli individuali. E una Juventus che si spegne nell'ultima parte dell'incontro rischia di complicarsi la vita. C'è poi un altro elemento da considerare: la gestione delle energie dopo l'impegno europeo. Spalletti dovrà capire chi ha realmente recuperato e chi può garantire una prestazione completa. Non si tratta soltanto di scegliere gli undici migliori, ma gli undici più pronti.

Spalletti deve trovare una soluzione subito

Il tecnico bianconero ha il merito di aver restituito alla squadra alcune idee di gioco e una maggiore organizzazione, tuttavia, adesso deve compiere un ulteriore passo avanti. La Juventus deve imparare a gestire i vantaggi, controllare i momenti complicati e non perdere identità quando la stanchezza comincia a farsi sentire, servono cambi efficaci, maggiore attenzione e soprattutto una mentalità diversa, perché una squadra che vuole risalire la classifica non può permettersi di regalare venti minuti agli avversari.

Il campanello d'allarme suona forte, a Firenze servirà una Juventus capace di giocare novanta minuti, più recupero, con la stessa determinazione.

La buona notizia è che la squadra ha dimostrato di saper giocare a calcio, quella cattiva è che, al momento, non riesce ancora a farlo abbastanza a lungo. E nel calcio di alto livello, settanta minuti possono essere davvero troppo pochi.

per Tuttojuve.com

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