Juventus-Napoli, Spalletti: "Merito dei giocatori, ma siamo in 13. In queste condizioni non possiamo competere"
Massimo Pavan
La Juventus ritrova il sorriso battendo il Napoli per 2-0 all'Allianz Stadium, ma Luciano Spalletti non nasconde le difficoltà che accompagnano la squadra bianconera, dopo il successo, il tecnico ha elogiato la reazione dei suoi giocatori, sottolineando però la gravissima emergenza numerica che sta condizionando le scelte e il lavoro quotidiano. Dalla forza del gruppo al ruolo di Giovanni Carnevali, passando per le prestazioni di Alajbegovic, Cabal e Kolo Muani, Spalletti ha analizzato una serata che potrebbe rappresentare un punto di svolta per la stagione juventina.
Spalletti: "I meriti sono tutti dei calciatori"
Il tecnico ha voluto attribuire il successo soprattutto alla squadra, protagonista di una reazione importante dopo la sconfitta contro il Genoa. "Secondo me stasera si sono rimeritati la vittoria e si sono ripresi anche un po' di stima, quella che meritano per il livello di calcio che possono giocare". Spalletti ha spiegato che il cambiamento è arrivato soprattutto nella ripresa, quando la Juventus ha trovato maggiore coraggio nell'attaccare gli spazi e nell'affrontare gli avversari. Il tecnico ha sottolineato l'importanza dei duelli, delle corse per i compagni e della capacità di mantenere una posizione più avanzata sul terreno di gioco. Una risposta che dimostra come il problema delle ultime settimane non fosse esclusivamente tattico, ma riguardasse anche la fiducia e la determinazione.
Carnevali decisivo nella reazione: "Il discorso più importante lo ha fatto lui"
Spalletti ha riconosciuto pubblicamente il ruolo dell'amministratore delegato Giovanni Carnevali nella gestione del momento difficile. "Il discorso più importante lo ha fatto Carnevali perchè poi non sono abituati a sentire quella voce, per cui già ti crea quella tensione". Secondo l'allenatore, l'intervento del dirigente ha avuto un impatto particolare proprio perché i giocatori non erano abituati a ricevere un richiamo così diretto. Spalletti ha poi spiegato come la perdita di fiducia possa condizionare anche le giocate più semplici, trasformando un passaggio sbagliato o una scelta mancata in ulteriori elementi di insicurezza. Contro il Napoli, invece, la squadra ha progressivamente ritrovato coraggio e convinzione.
Juventus, Spalletti lancia l'allarme: "Siamo in 13"
Nonostante la soddisfazione per la vittoria, il tecnico ha voluto riportare l'attenzione sulle difficoltà legate agli infortuni. "Lo dico eh, siamo in 13. Sarr stasera non poteva giocare". Spalletti ha spiegato che diverse sostituzioni sono state obbligate e che la squadra dovrà tornare in campo già giovedì.Una situazione che rende particolarmente complicato preparare le partite e gestire le energie.
Il tecnico ha anche difeso le proprie scelte, ricordando come le alternative siano estremamente limitate.
"Tutti che strillano Cambiaso non lo mettere ma non abbiamo altri".
Un messaggio chiaro a chi pretende cambiamenti continui senza considerare le condizioni effettive della rosa. Spalletti ha quindi invitato a valutare con maggiore realismo le possibilità attuali della Juventus, sottolineando come l'emergenza impedisca di lavorare con la continuità necessaria.
Cabal straordinario, ma preoccupano le condizioni fisiche
Tra i giocatori elogiati dall'allenatore c'è Juan Cabal, protagonista di una prestazione particolarmente convincente. "Cabal ha giocato una partita straordinaria però dobbiamo andarlo a controllare". Un riconoscimento importante per il difensore colombiano, che ha offerto una risposta positiva in una partita delicata. La soddisfazione è però accompagnata dalla preoccupazione per le sue condizioni fisiche. Spalletti ha infatti spiegato che anche Weston McKennie dovrà essere valutato. "Io ho il dubbio che McKennie abbia qualcosa anche se lui voleva continuare". La Juventus rischia quindi di dover affrontare ulteriori problemi in un momento nel quale la disponibilità dei giocatori è già ridotta.
Alajbegovic decisivo, Boga e Zhegrova cambiano la partita
Spalletti ha analizzato anche le scelte tattiche che hanno permesso alla Juventus di crescere durante la ripresa. Il tecnico ha spiegato di aver voluto modificare la disposizione della squadra, portando McKennie più avanti e cercando di sfruttare maggiormente le qualità offensive di Alajbegovic. "Nel secondo tempo volevamo far salire Alajbegovic". Il giovane talento ha poi trovato il gol del vantaggio con una conclusione dalla distanza, una delle sue caratteristiche più interessanti.
Spalletti ha elogiato anche il contributo dei giocatori entrati durante la partita.
"Poi Boga, Zhegrova, Gatti hanno fatto la differenza".
Un passaggio significativo, perché conferma l'importanza della partecipazione collettiva in una serata nella quale la Juventus ha avuto bisogno di tutte le proprie risorse.
Kolo Muani fischiato, Spalletti lo difende: "Ha giocato una buona partita"
Il tecnico è intervenuto anche sui fischi indirizzati a Randal Kolo Muani al momento della sostituzione. Spalletti ha difeso l'attaccante francese, spiegando che la decisione di cambiarlo non era legata a una valutazione negativa della sua prestazione. "Secondo me ha giocato una buona partita e l'ho tolto per mettere uno fresco". L'allenatore ha sottolineato come l'ingresso di Zhegrova fosse funzionale al momento della gara, quando la Juventus aveva iniziato a guadagnare campo e poteva sfruttare meglio le caratteristiche dell'esterno.
Spalletti ha comunque riconosciuto il diritto del pubblico di esprimere il proprio giudizio. Per il tecnico, però, il sostegno dei tifosi rappresenta una componente fondamentale per aiutare la squadra a uscire dalle difficoltà.
Lo Stadium deve tornare un fortino
Uno dei messaggi più importanti riguarda il rapporto tra squadra e tifoseria. Spalletti ha ringraziato il pubblico per il sostegno offerto soprattutto nel secondo tempo, quando lo stadio ha accompagnato la crescita dei bianconeri. "Lo stadio deve tornare ad essere il nostro fortino, anche se non gli diamo grosse soddisfazioni".
Un concetto che va oltre la singola vittoria. La Juventus deve tornare a rendere l'Allianz Stadium un campo difficile per qualsiasi avversario, recuperando quella connessione emotiva con i tifosi che nelle ultime settimane sembrava essersi indebolita.
Spalletti e Allegri, nessuna rivalità personale
Il tecnico ha voluto anche chiarire il proprio rapporto con Massimiliano Allegri, smentendo le ricostruzioni che descrivono i due allenatori come rivali sul piano personale.
"Ho abbracciato Massimiliano a fine partita, ci siamo salutati e incontrati. Non è vero che con lui non parlo e che ci stiamo antipatici". Spalletti ha ricordato di aver condiviso momenti anche lontano dal campo con Allegri e Marco Landucci, criticando le narrazioni che alimentano contrapposizioni personali. Un chiarimento che arriva dopo una partita molto sentita, ma che il tecnico ha voluto ricondurre alla normale rivalità sportiva.
Juventus, la vittoria è un primo passo ma l'emergenza resta
Il successo contro il Napoli rappresenta una risposta importante, ma Spalletti ha evitato di alimentare facili entusiasmi. La Juventus ha ritrovato determinazione e capacità di lottare, ma continua a fare i conti con una rosa ridotta e con la necessità di recuperare diversi giocatori. Il tecnico ha ribadito che nessun sistema di gioco può funzionare senza coraggio, disponibilità al sacrificio e capacità di vincere i duelli.
La squadra ha dimostrato di poter ritrovare queste caratteristiche, ma adesso dovrà confermarle.
La Juventus ha riconquistato tre punti e una parte della fiducia perduta. Per Spalletti, però, la vera sfida comincia adesso: trasformare una reazione importante in una continuità di rendimento, nonostante un'emergenza che continua a condizionare pesantemente la stagione bianconera.


