Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

ESCLUSIVA TJ - Nicola Legrottaglie: "Juve più squadra da Europa che da Serie A. Bravi a non far respirare il Siviglia, col Bologna 1 fisso. Sulla difesa e Ibrahimovic..."

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
giovedì 1 ottobre 2015, 16:05Primo piano
autore Mirko Di Natale
01.10.2015 16:05Primo piano
Emanuele Taccardi/TuttoMatera.com
Emanuele Taccardi/TuttoMatera.com

La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato, in esclusiva, l'ex difensore bianconero ed attuale mister dell'Akagras, Nicola Legrottaglie, per parlare di Juventus-Siviglia e non solo:

Ciao Nicola, partiamo dalla partita di ieri sera: la Juve ha fatto finalmente la Juve?

"Penso di sì. La Juve ha fatto il massimo di quello che poteva fare, quindi molto bene. Quando riesci ad ottenere il massimo di quello che hai significa che hai fatto un'ottima gara. La Juve ha fatto quello che doveva fare e lo ha fatto molto bene".

Più merito bianconero o più demerito andaluso?

"Sicuramente non ha trovato una squadra organizzatissima e fortissima. In Champions League ci sono squadre molto più forti rispetto al Siviglia di ieri sera, ma non dimentichiamoci che è pur sempre una formazione molto quotata e che ha vinto due Europa League. E' stata molto brava la Juventus a non permettergli di respirare, ieri il Siviglia non ha avuto nemmeno una palla gol. E questo è frutto del lavoro svolto in fase difensiva".

All'interno del gruppo, questo tipo di vittorie danno molte più certezze...

"Non credo che abbiano preso certezze, vengono da quattro anni di vittorie. Se parliamo di certezze, qui stiamo delirando. Sicuramente c'è stato un periodo di appannamento e i risultati non sono stati positivi, ma è normale quando cambi tanto. Io tutto questo allarmismo non l'ho mai visto e non capisco il perchè si parli della Juve sempre in questa maniera. Lasciami poi dire una cosa...".

Prego.

"L'allenatore, lo scorso anno, è stato definito meglio di tutti per quello che ha fatto e quest'anno già lo mettono in dubbio. Andrei molto piano con i giudizi affrettati. Cultura italiana? Non è una giustificazione. Sia chi lavora nel calcio e sia chi lo giudica deve porre un equilibrio generale, perchè non fa bene metter pressione su chi lavora in tranquillità. E dico da anni che bisogna tutelare l'immagine e soprattutto l'anima di chi lavora nel calcio".

Guardando invece l'andamento attuale, squadra più da campionato o più da Champions?

"Più da Champions perchè si vede che in Europa, dove il livello si alza, i giocatori hanno molta fame. E dopo quattro scudetti di fila, loro vogliano far bene in quella competizione che hanno sfiorato lo scorso anno ed è giusto, a mio parere".

Da doppio ex del match, che tipo di partita sarà quella col Bologna?

"Non può perdere altro terreno, ovviamente dico 1 fisso. I bianconeri non potranno più fallire".

E come giudichi il Bologna di quest'anno?

"E' una squadra molto giovane, ha un allenatore esperto. Giudico normale la difficoltà iniziale, ma secondo me i risultati utili possono dar fiducia a questo ambiente. Lotteranno per la salvezza giocandosela con le altre, anche perchè non è matematicamente retrocessa".

Parlando di ex squadre, come vedi Chievo e Milan in questa stagione?

"Il Chievo molto bene, ormai è da anni che è strutturato così e han preso un allenatore carismatico che da il suo peso all'interno nello spogliatoio. Sta facendo molto bene in un impianto ormai collaudato come quello gialloblù e credo manterrà questo trend. Non so se fino alla fine, forse caleranno un pochettino ma il Chievo ambirà a posizioni di metà classifica e si salverà facile. Milan? Sta vivendo anni di difficoltà, anche quest'anno la si percepisce. Dipende poi dall'ambiente, perchè devi dimostrare sempre qualcosa. Ma appena acquisiscono quella serenità che è da Milan, anche internamente, credo arriveranno di nuovo risultati".

Anche se quest'anno il campionato può esser in secondo piano rispetto alla Champions, la Juve è sempre la favorita?

"Secondo me recupererà tanto. Se l'Inter perde il passo, come ha già fatto, non vedo altre squadre con il ritmo della Juventus in grado di far risultati. I bianconeri sono capaci anche di fare filotti importanti di 8-9 vittorie, ma mai dire mai. Se davanti non viaggiano, la Juve può rientrare. Roma? I giallorossi hanno molto potenziale, specialmente in fase offensiva, e sarebbe un vero peccato non approfittarne. Questo potrebbe essere davvero l'anno della Roma".

Dei nuovi arrivi. invece, chi ti sta piacendo?

"Ieri Khedira ha dato la dimostrazione di essere un giocatore molto esperto su cui la Juventus farà molto affidamento. Cuadrado lo conosciamo, è una spina nel fianco utilissimo nello scacchiere di Allegri. Dybala, invece, è un bel giocatore anche se attualmente non può ancora essere al livello di Tevez. Magari fra qualche anno sì, ma adesso è al limite tra il top e un buon giocatore. E' futuribile, ma dobbiamo aspettare un po'".

Può il rientro di Khedira, dunque di un singolo giocatore, cambiare il volto e la fisionomia di una squadra?

"Assolutamente sì, perchè è un giocatore che da fiducia e che da sicurezza agli altri. E' un po' come ha fatto Pirlo nel 2011, anche se il tedesco ha altre caratteristiche. Giocatori di questo livello servono sempre perchè hanno un impatto molto importante per i giovani, fa loro da chioccia. Ha fatto bene la Juventus a prenderlo".

Vedi la difesa come un reparto vulnerabile quest'anno?

"I difensori son sempre gli stessi, forse è cambiato qualcosina sulla gestione della palla ma non vedo il reparto arretrato vulnerabile. Lo scorso anno con Pirlo e Vidal c'era più possesso palla e quindi riuscivano a mettersi meglio in fase difensiva, infatti erano molto più quadrati. Avendo perso un giocatore che gestiva al meglio la sfera, quest'anno prendendo più rischi in fase di uscita e quando perdi palla, anche con un difensore forte, vai in difficoltà. Ieri hanno fatto meglio e gli equilibri pian piano si stan trovando, ecco perchè Allegri sta facendo difficoltà a trovare l'uomo davanti alla difesa. Non appena lo troverà, ci sarà più sicurezza e solidità in quel reparto".

Che ricordi hai alla Juventus?

"Ho solo bellissimi ricordi della Juventus. Ancora oggi vivo di questo e la gente mi ferma per ricordare quello che ho fatto. Ricordo lo spogliatoio, ricordo Vinovo, la Sisport, ricordo i momenti difficili e senza queste esperienze non sarei potuto essere l'uomo che sono ora. Li ringrazierò sempre. Quando poi vivi il mondo Juventus, tutti si ricordano di te anche se negli anni abbiamo vinto poco. Abbiamo lasciato un segno, abbiamo fatto un miracolo nel momento della ricostruzione che è passata anche dalla serie b. Abbiamo coltivato quel terreno dove, poi, i frutti li han raccolti loro. Inoltre ricordo la mia conversione, i miei libri. Davvero bei ricordi".

Il compagno che più ti ha impressionato? E l'allenatore da cui più hai imparato?

"Fisicamente, tecnicamente, credo che il compagno più impressionante sia stato Ibrahimovic. A livello d'impatto dico lo svedese, anche per la potenza che aveva e che ha tutt'ora. Oltre a tutti gli altri talenti e campioni come Del Piero, Trezeguet, Nedved, Camoranesi, Buffon. Allenatori? Un po' da tutti, ho preso qualcosa da ognuno di loro. Alcune cose, oggi, le faccio anche per esperienza vissuta con loro. Dico Del Neri per la tattica, spesso i concetti espressi si avvicinano ai suoi".

Infine una battuta sull'Akagras, la squadra che stai allenando. Come state preparando la sfida con l'Ischia?

"Come sempre, con la massima tranquillità e la grande fiducia che ho nei ragazzi. Li consiglio aspettando poi le loro qualità e la loro creatività. Credo in un calcio molto libero e creativo: il giocatore non può vivere seguendo solo schemi collaudati in campo, ma devono capire le situazioni sul terreno di gioco e devono capire ciò che si trovano di fronte".

Ringraziamo per la cortesia e la disponibilità l'addetto stampa della Società Sportiva Akragas, Enzo Nocera, e Nicola Legrottaglie.

per Tuttojuve.com

Altre notizie