ESCLUSIVA TJ - Pietro Anastasi: "Stasera l'importante è vincere. Juve più bella senza Cuadrado un caso, Dybala somiglia a Messi in alcune circostanze. Su quel trasferimento in bianconero..."
Mirko Di Natale
La Redazione di Tuttojuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex attaccante bianconero, Pietro Anastasi, per parlare di Sassuolo-Juventus e non solo:
Buongiorno Pietro, il pericolo numero uno di questa sera sarà Domenico Berardi?
"Il pericolo numero uno di questa sera, più che Berardi, sarà il gioco di squadra del Sassuolo. Un giocatore non vince mai una partita da solo, anche se può fare un po' di differenza. A Reggio Emilia, pur non giocando bene, bisognerà vincere per rientrare nel gruppo dei migliori".
Come vedi il campionato? Chi ti sta più impressionando?
"La sorpresa è sicuramente la Fiorentina, mi sta impressionando anche se le ultime partite non sono andate benissimo. Trovo il Napoli una squadra più compatta rispetto a quella dell'anno scorso e ha formato un bel gruppo. Vedo un Higuain più altruista che gioca per la squadra e un Insigne stratosferico che sta giocando alla grande. Principali antagoniste? Napoli e Roma: sono le due squadre che in caso di mancata vittoria bianconera si giocheranno il campionato".
La Juve fa bene a pensare già da subito al riscatto di Cuadrado?
"Cuadrado a me piace, ma vorrei facesse qualche gol in più. E' un giocatore impressionante nel dribbling e secondo me dovrebbe sfruttare di più le sue qualità, deve crederci di più. Ad oggi non le ha ancora sfruttate. Lo vorrei più concreto".
Ma senza il colombiano, la Juve è davvero più bella?
"E' capitata una partita in cui, non essendoci Cuadrado, la Juve ha giocato bene e ha vinto. Secondo me è stato un caso, una coincidenza. Il colombiano attira di più l'attenzione perchè è più uomo singolo e grazie ai suoi dribbling gli avversari lo notano di più".
Pogba è tornato con i piedi per terra?
"Un piede è già sceso per terra. E' un giocatore che ha una potenzialità enorme e forse nemmeno lui se ne rende conto. Certe volte si guarda troppo allo specchio; il ' come son bello come son bravo' bisogna farlo sul 3-0, non sullo 0-0".
E Dybala invece?
"A me piace tantissimo. E' un giocatore molto bravo tecnicamente, ha fantasia, ha senso tattico del gioco, fa dei passaggi smarcanti davvero bellissimi. L'ho visto domenica e ha fatto una bella partita. E' giovane e ha bisogno ancora di esperienza, ma ha i numeri per diventare un grande. Ha un grande vantaggio: la testa sulle spalle. Paragoni? In alcune partenze che fa, ho sentito in alcune circostanze un paragone con Messi. Con le dovute proporzioni, in alcune occasioni somiglia alla "Pulce" ma non carichiamolo di troppe responsabilità".
Arrivando dalla provincia non è facile indossare quella maglietta...
"Anche io arrivai dalla provincia e più o meno avevo la sua stessa età. Alla Juve non è facile, è una maglia pesante e c'è una responsabilità enorme. Con tanti sacrifici ti puoi togliere tante soddisfazioni".
Ma quel trasferimento alla Juventus del 1968, come lo hai vissuto? In realtà dovevi essere un giocatore dell'Inter...
"Io son sempre stato un tifoso della Juventus fin da bambino. Sapevo di andare all'Inter, ma nell'intervallo di un incontro mi dissero che mi avevano ceduto ai bianconeri. Ero contento da una parte ma scontento dall'altra, perchè rimanendo ad Appiano Gentile ero più vicino logisticamente a mia moglie che abitava a Varese. Sono contento, alla fine, di come è andata sia con la Juve che con mia moglie. Siamo sposati da quarantacinque anni (ride ndr)".
Si vocifera di Alex Texeira, che ne pensi?
"Non lo conosco benissimo e quindi non posso esprimere un giudizio oggettivo".
Infine vorrei chiederti qualche curiosità: il gol più bello realizzato con la maglia bianconera?
"Il gol più bello che realizzai con la Juve fu quello a Bergamo con l'Atalanta in un match che terminò 3-3. Saltai un avversario con un pallonetto e conclusi di sinistro. Trionfo più bello? Rispondo il primo scudetto con la Juve. Sono stati belli anche il secondo e il terzo, ma la prima è sempre la più bella".
Ma essendo la settimana del derby, quale marcatura ricordi con più piacere delle sei siglate?
"Ricordo un gol che realizzai nella stagione 1968-1969, quello che nello specifico decise quel derby. Segnai il gol del 2-1 all'ultimo minuto, al 91', e battere il Torino in quel modo credo sia la maniera più bella in cui tu possa vincere".
Ringraziamo Pietro Anastasi per la cortesia e l'enorme disponibilità dimostrata.


