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LIVE TJ - POGBA: "Juve club del cuore. Rimonta Scudetto? C'è fiducia. Voglio vincere Pallone d'Oro, Champions e Mondiale. La 10? Un onore. Devo fare bene come Platini, Baggio e Del Piero o mi ammazzano. Sul +5..."

autore
Massimo Pavan
per Tuttojuve.com
giovedì 5 novembre 2015, 15:15Primo piano
autore Massimo Pavan
05.11.2015 15:15Primo piano
 Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Paul Pogba è il grande protagonista  della puntata settimanale di Filo Diretto, trasmissione di JTV che mette in contatto i tifosi bianconeri con i loro beniamini. Il fuoriclasse francese, presente negli studi di Vinovo con il conduttore Antonio Romano, sta rispondendo in questo minuti alle tantissime domande arrivate attraverso tutti canali social della società e le telefonate da casa. Tuttojuve.com sta trascrivendo integralmente e in tempo reale le sue dichiarazioni:

Ciao Paul, quanto tempo dedichi ai tiri in porta durante gli allenamenti?
"Quando facciamo undici contro zero non c'è portiere (scherza, ndr)... c'è il portiere però non calcio tanto. Provo a fare qualche tiro a fine allenamento, da solo con un portiere, per migliorare".

Per te cosa rappresenta la Juventus?
"La Juve rappresenta la prima squadra con la quale ho iniziato a giocare, la squadra che mi ha fatto andare in Nazionale, dove ho fatto il mio primo gol, quindi adesso la Juve è il club del cuore, che mi ha lasciato dimostrare il mio calcio e ha avuto la fiducia di mettermi in campo".

 Quale vittoria considera la più bella?
"Quando ho fatto il mio primo gol contro il Napoli e quando abbiamo vinto 2-1 contro il Napoli, due anni fa".

Come mai contro il Borussia non siete entrati in campo all'inizio della partita come siete entrati in campo all'inizio del secondo tempo? 
"Non è facile, quando giochiamo contro una squadra di livello professionistico, sappiamo che la Juve è di un livello più grande rispetto al Borussia ed è sempre più difficile giocare contro un club più piccolo, giocare fuori casa pure. Noi volevamo vincere e dopo questo cartellino rosso che abbiamo preso è stato difficile". 

Contro il City scenderete in campo con l'unico obiettivo di vincere o inizierete un po' più attenti dando uno sguardo all'altra partita?
"Noi vogliamo sempre vincere, poi vediamo. La cosa più importante è passare il turno, poi se dobbiamo fare un pareggio, non lo so, non sono il mister. Se dobbiamo passare il turno e fare un pareggio non forziamo, ma prima vogliamo vincere".

Come si riesce a dare la svolta dopo un inizio di stagione così difficile?
"Per me tutti i giorni sono uguali. Vengo all'allenamento, lavoro per stare bene nella partita, dare il massimo. Il calcio è così, una volta si può fare doppietta, l'altro giorno si gioca meno bene, però  la cosa che mi fa piacere è che quando torno a casa sono sempre felice, c'è la famiglia, ci sono tutti e quando vengo al campo lavoro per dare il massimo, per imparare, per crescere. Quindi lavoro comunque se sto bene e se non sto bene".

Quanto ami la Juve da 1 a 10?
"10! Da quando sono qua do sempre il massimo per il club, per la maglia, per tutto. Gioco al 100%, sempre".

Due anni fa ci fu una partita della svolta a Verona: vincevamo 2-0 e poi pareggiarono. L'indomani, anzichè giorno libero, allenamento, video e il mister Conte vi chiese: 'Alzi la mano chi pensa di vincere lo Scudetto'. Ti senti domani, quando c'è lo spogliatoio pieno, di  chiedere ai tuoi compagni 'alzi la mano chi pensa di vincere lo Scudetto'?". Le possibilità di vincere lo Scudetto ci sono...
"Noi sappiamo che vogliamo sempre vincere, è stato difficile questo inizio di campionato però crediamo di poter tornare. Dobbiamo solo prendere partita per partita e provare a vincere alcune partite. Pensiamo solo alla prossima partita, deve essere così. Perchè prima tutti sapevano che vincevamo e quest'anno è ancora più difficile: quando vinci quattro volte di fila lo Scudetto, tutti aspettano la Juve e vogliono vincere contro la Juve. E' normale che è sempre più difficile. Ma noi sappiamo le cose che dobbiamo fare, sappiamo che sarà molto più difficile dell'anno scorso e gli anni passati, poi c'è sempre la fiducia, la fiducia in noi, dobbiamo sempre pensare alla prossima partita e dare sempre il massimo".

Che partita sarà quella contro l'Empoli in trasferta?
"Una partita difficile, fuori casa, prima di andare con la Nazionale vogliamo vincere, vogliamo tornare più vicini ai primi. Tutte le partite sono difficili, ma dobbiamo pensare a questa, essere molto concentrati e provare a vincere".



Qual è l'ultima cosa a cui pensi prima di scendere in campo?
"Non lo so. Io non penso, veramente non penso. Quando arrivo vado in campo, felice, prego, ringrazio Dio di essere qua, di darmi l'opportunità di giocare a calcio, quando ci sono tanti bambini, tante persone che non possono neanche camminare, quindi ringrazio Dio e gli dico di lasciarmi giocare, fare quel lavoro che amo e basta, solo questo".

Che rapporto hai con i tifosi juventini?
"Abbiamo sempre bisogno di loro, anche quando stiamo male, quando stiamo bene, perchè all'ottantesimo, al novantesimo, il solo fatto di sentire 'Forza Juve' ti dà una forza.... vuoi fare qualcosa per loro, per la squadra e ti aiutano molto. Ti dà un'energia. Il derby è stato l'esempio perfetto".

Cosa provi quando indossi la maglia numero 10 della Juventus?
"Già quando metto la maglia della Juve è un onore sempre, come so che qui alla Juve il numero 10 è molto importante. Ce l'avevano giocatori molto grandi: Platini, Baggio, Del Piero, quindi per me è un onore giocare  con questo numero. Mi dico, devo fare bene come loro, altrimenti tutti mi aspettano e mi ammazzano. Devo fare bene, devo rispettare questo numero, questa maglia".

Stai diventando un trascinatore e le ultime partite lo dimostrano...
"Sì, ma devo sempre continuare".

Sono arrivate tantissime domande sul "+5" sulla maglia. Non ti faccio la domanda perchè so che è una cosa tua personale. E' opportuno che te la tenga nel tuo cuore.
"Sì, non è niente. La gente si mette in testa... solo un +5, basta".

Se ti dico Riva Touré e Roissy La Source cosa pensi?
"Riva Touré? E' una persona che conosco di Roissy, dove ho vissuto. Come mai la conosce? Riva Tourè è mio zio, allenava i giovani. Roissy La Source è la squadra dove ho iniziato, la città dove ho iniziato a giocare".

Quanto conta il calcio per te? Pensi a cosa sarà la tua vita dopo?
"Il calcio, prima di essere un lavoro e adesso che è un lavoro, è sempre stata una passione, quando giocavo sulle strade, nei parcheggi, era una passione, non era un lavoro. Quindi io amo il calcio. Per il dopo non lo so. Spero di continuare a giocare".

Obiettivo personale?
"Un giorno di vincere il Pallone d'Oro, di vincere la Champions, Coppa del Mondo, di vincere tutto. Così posso pensare al dopo"(redazione tuttojuve.com)

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