Il terzo tempo - Spirito e carattere non mancano, ora serve continuità. Morata torni a fare il centravanti, in attesa di una seconda punta...
Luigi Risucci
Segnali di ripresa, reazione di carattere, finalmente due vittorie di fila in campionato, ma ancora qualche dubbio sull'approccio alla partita per la squadra di Allegri. Al “Castellani” di Empoli il copione della partita, per fortuna solo nel suo incipit, è stato sempre lo stesso: primo tiro in porta degli avversari e svantaggio immediato. Per ben 7 volte nelle prime 12 uscite stagionali in campionato i bianconeri si sono trovati costretti a rincorrere, non proprio il massimo quando le gambe e gli schemi sono ancora da rodare e l'ansia continua a crescere ad ogni risultato al di sotto delle aspettative. La squadra però ha reagito immediatamente, con calma e pazienza si è messa a macinare gioco fino a ribaltare il risultato già nel primo tempo, segnando addirittura sugli sviluppi di un calcio piazzato per la prima volta in stagione. E' incredibile pensare che si sia dovuta aspettare la 12° giornata per vedere un gol da calcio d'angolo, considerando l'imponente batteria di saltatori di cui Allegri dispone, per cui anche su questo aspetto bisognerà insistere e lavorare. Nonostante l'avvio deficitario la vetta della classifica dista “solo” 9 punti e, con due terzi di campionato ancora da disputare, l'obiettivo dello scudetto non riveste ancora i contorni della Mission Impossible. A tal proposito le dichiarazioni di ieri di Marotta che davano come obiettivo minimo il terzo posto, stridono con i valori in campo (davanti ci sono squadre con organici oggettivamente inferiori ai bianconeri) e con la fame di vittorie che questo gruppo deve ancora acquisire del tutto.
Capitolo Morata. Il canterano del Real Madrid è l'unico superstite dell'attacco dello scorso anno ed era sicuramente la prima scelta di Allegri ad inizio stagione; oggi sembra solo lontano parente del giocatore ammirato lo scorso anno, capace di fare faville al fianco di Tevez e di lacerare le difese avversarie a suon di accelerazioni brucianti. La causa della sua involuzione è da ricercare nella posizione che il mister gli sta ritagliando nell'ultimo periodo, l'esterno di attacco nel 4-3-3, un ruolo che richiede sacrificio in fase di ripiegamento e che lo costringe a partire da dietro, eclissando le sue qualità migliori. Alvaro è un centravanti, forse atipico, abituato a svariare sul fronte offensivo, ma vederlo relegato in fascia è una tortura per gli amanti di questo gioco e per i tifosi. La verità è che alla Juventus mancano come il pane le seconde punte, lo spagnolo, Mandzukic, Zaza e Dybala sono attaccanti puri e persino Allegri ha ammesso che l'argentino (il più adatto, per caratteristiche, ad essere un rifinitore) deve imparare a fare “il Tevez” essendo abituato a giocare da unica punta a Palermo. Inutile a questo punto dire quale dovrà essere l'acquisto più importante nel mercato di riparazione, ci vuole un profilo in grado di giocare attorno agli attaccanti che già ci sono, senza snaturare il parco attaccanti che resta di tutto rispetto.
Ora c'è la sosta per le nazionali e gli scongiuri sono d'obbligo dato che a partire in giro per il mondo sono in 16. In una stagione già tormentata dagli infortuni (ben 20, comprese le ricadute) ci risparmieremmo volentieri nuove sorprese, anche perchè al netto dei sudamericani si giocheranno solamente partite amichevoli. Alla ripresa si partirà col botto, con il doppio, prestigiosissimo, impegno casalingo con Milan e Manchester City. Rendere nuovamente lo Stadium un fortino è indispensabile per tornare a giocare una stagione da protagonisti, anche perchè una vittoria con i rossoneri significherebbe sorpasso alla squadra di Mihajlovic e continuità in campionato, mentre battere gli inglesi significherebbe primato nel girone quasi assicurato. Mica poco, per mandare un messaggio forte e chiaro alla concorrenza nello stivale e nel continente: la Juve c'è ancora!


