Il terzo tempo - Perchè Allegri è il fautore della rinascita. Contro il Bayern sarà la partita dell'anno. Vincere il derby per difendere la "decima".
Luigi Risucci
L'obiettivo fissato da Allegri era di arrivare al giro di boa a stretto contatto con le prime posizioni ed oggi, dopo Juventus – Fiorentina, si può dire senza timore che i bianconeri abbiano agganciato il treno scudetto. I bianconeri, a dirla tutta, sulla tabella di marcia hanno bruciato le tappe e col filotto di sei vittorie consecutive hanno vertiginosamente scalato posizioni e accorciato il distacco dalla vetta (da -11 a -6, recuperando quasi un punto a partita) allora occupata dalla Roma di Garcia. Dybala e Mandzukic si sono presi l'attacco di prepotenza a suon di gol e prestazioni, la difesa è tornata un bunker e l'antico e sempre affidabile 3-5-2 ha restituito solidità e certezze, ovviando alle molte assenze per infortunio. Allegri è stato maestro, ha gestito un momento delicato con pazienza ed intelligenza, zittendo, se ancora ce ne fosse bisogno dopo l'entusiasmante stagione passata, i suoi detrattori. La Juve è tornata e la partita contro l'ottima compagine dell'ex Paulo Sousa ne è stata la prova. Sotto di un gol i bianconeri non si sono scomposti, rimettendosi subito in partita con il fortunoso pallonetto aereo di Cuadrado. La squadra ha mostrato di avere il volto del suo allenatore e, nonostante i tentativi dei viola di addomentare il match, ha pazientato fino a piazzare nel finale un doppio colpo da ko, con la nuova ed affiatatissima coppia gol. Roma scavalcata e Fiorentina e Napoli a -2: dalla funesta serata di Reggio Emilia col Sassuolo recuperati ad entrambe 7 punti in 6 giornate, un dato che grida a gran voce l'impetuosa rimonta dei bianconeri a discapito di due squadre comunque in forma ed apprezzate dalla critica. Il trittico Carpi-Verona-Sampdoria che chiude il girone d'andata, potrebbe accorciare ulteriormente il divario dall'Inter, che si sta confermando squadra tosta ed attrezzata, seppur priva di un gioco spettacolare. Lunedi l'urna di Nyon ha “regalato” ai bianconeri un ottavo di finale da brivido contro il temibilissimo Bayern Monaco di Guardiola. E' inutile nascondersi, il sorteggio non è andato nel migliore dei modi, riservando alla banda di Allegri una delle tre squadre più forti d'Europa.
Pesa nell'economia del sorteggio la serata storta di Siviglia, che ha scippato la squadra di un primato che sarebbe stato meritato. Certo, da qui a febbraio le cose saranno diversissime e nel calcio non esiste nulla di scontato, passare contro i tedeschi è un obiettivo molto difficile ma non impossibile. Anche i campioni di Germania, per voce del tecnico catalano, hanno espresso tutto il loro disappunto nel dover incontrare la finalista della scorsa edizione, dominatrice in Italia negli ultimi 4 anni. Le squadre si temono e si rispettano e, seppure con gli sfavori del pronostico, i bianconeri se la giocheranno fino all'ultimo minuto, anche per far rimangiare a Vidal alcune dichiarazioni fuori luogo uscite dopo il suo approdo a Monaco. Buffon invece, a due anni di distanza, può rispondere a Beckenbauer che (dopo lo 0-2 che eliminò Conte) lo aveva bollato come “pensionato”, mentre Mandzukic avrà il dente avvelenato contro Guardiola, tecnico che chiese la sua testa, spedendolo in fretta e furia all'Atletico Madrid. Bisognerà recuperare alcuni giocatori infortunati e, se possibile, accorciare ulteriormente in campionato per concentrarsi al massimo in quella che sarà senza dubbio la partita dell'anno. Intanto stasera c'è una sfida importantissima con il derby di Coppa Italia che conta eccome, oltre lo spirito campanilistico, perchè c'è da difendere un trofeo, quella "decima" alzata a maggio da Chiellini all'Olimpico. Ci saranno occasioni per Neto, Rugani e Zaza, anche Morata ritroverà una maglia da titolare per mettere in difficoltà Allegri e tentare di insidiare nelle gerarchie d'attacco la coppia argentino-croata. Di contro un Torino come sempre motivatissimo nella stracittadina, con un maxi riposo goduto grazie al rinvio della partita contro il Sassuolo ed una voglia matta di riscattare quel derby del 31 ottobre quando Cuadrado infiammò lo Stadium al minuto 94. Proprio quella partita, quel derby, che segnò l'inizio di una stagione tutta nuova, all'insegna della rimonta “paziente” firmata Allegri, un uomo con gli attributi, un grande conoscitore di calcio che vuole ancora vincere e stupire.


