Sensi a Gazzetta: "Voglio giocare per una squadra che fa un bel calcio"
Redazione TuttoJuve
Il centrocampista del Cesena Sensi parla a Gazzetta: "Sono sempre stato appassionato, guardavo ogni partita, anche le più sconosciute. Quando gli amici mi chiamavano per giocare a nascondino non scendevo perché in tv c’era il campionato argentino. Non ho mai avuto idoli, però. Fin da piccolo mi interessava il gioco di squadra, mai i singoli. Ora? Beh, guardo Xavi...A 6 anni arrivo al campo. Mi ero proposto per fare il portiere, ma già allora l’altezza non c’era. Poi ho fatto anche delle gare da difensore a 8-10 anni, fino a scoprire la trequarti. Ricordo ancora quando: torneo Esordienti a Montescudo, doppietta alla prima. Ero del Cesena, mi chiamarono in ritiro e manco me lo aspettavo. Mi dicevo: tre settimane di agonia e poi andrò via, il più presto possibile. Però fin dal primo minuto ho cominciato a dare il massimo. E la leggenda che gira è che dopo un paio di allenamenti il mister è andato dal ds per bloccare la mia cessione. Mi vedo in una squadra che giochi un bel calcio, palla a terra, e che sappia tessere trame prolungate per andare a concludere. Se si fa a pallonate in avanti, io sto in mezzo e non la becco mai. Ma conta il risultato: non esiste un calcio giusto o sbagliato.
Se lanci lungo e vinci, ben venga. Però io sono per il bel calcio, ecco. Innanzitutto, non è fondamentale l’altezza. Uno può avercela, ma non conta. Contano intelligenza, visione di gioco, sapere dove e come muoversi, capire quando spingere o “tranquillizzare” la palla perché vedi gli altri in affanno. Il mio punto forte è la personalità. Dopo ogni gara mi faccio mettere il video su una chiavetta usb e me lo riguardo. Solo così capisci quando fai le scelte giuste o no. Guardi, al mercato non faccio caso, mi voglio isolare. Penso a fare il mio col Cesena.mUn anno di A in una piccola mi farebbe bene, se riuscissimo ad arrivarci col Cesena sarebbe bellissimo. Voglio crescere pian piano: un mattoncino sopra l’altro per fare un muro enorme. Non ho un modello, però mi guardo su youtube quelle di Pirlo, di Beckham, di Juninho. Osservo com’è posizionato il piede all’impatto col pallone, come sta il corpo. Poi vado sul campo e ci riprovo. Fare come loro è un’impresa, ma mi sto allenando. Mi creda: mi rivedo solo in me stesso. Non sono un giocatore affermato, ma lavoro per arrivare a quel livello".


