Un goal che vale la vita
Caterina Baffoni
Basta poco per scolpire un sorriso vero e puro nel cuore di ognuno di noi. Lo sanno bene i medici, i genitori ma soprattutto quei calciatori o personaggi dello sport, che dedicano i propri goals e i propri sforzi contornati da trionfi ai bambini colpiti da malattie oncoematologiche.
La Juventus infatti, ha avuto più di un motivo particolare per sorridere ieri sera. Il pesante 4-0 rifilato al Torino negli ottavi di Coppa ha confermato lo strepitoso momento di forma dei bianconeri ormai ritrovatisi dopo l’avvio di stagione sotto tono. Eppure, non è stato solo quello il motivo ad aver strappato più di un sorriso in quel di Torino. Al di là del trionfo bianconero. Al di là di una sconfitta. Al di là di una rivalità calcistica. Al di là del calcio. Al di là di tutto esiste una dedica, che per quanto banale possa essere in sè per sè, richiama il significato profondo della vita. Tra le tante note liete della serata c’è stata anche la perla firmata da Paul Pogba nel finale. Il francese che partita dopo partita sta ritrovando la migliore forma, ha calato il poker per la Juventus con uno splendido calcio di punizione che non ha lasciato scampo al portiere avversario. Festa grande per il centrocampista transalpino che, rimasto sul posto, ha sollevato la maglia juventina ostentando una dedica molto particolare che ha suscitato non poche curiosità: "Bryan sono con te".
Nel post partita ai microfoni della Rai ha esternato tutta la sua soddisfazione. Questa la sua rivelazione al fischio finale con un pensiero per il piccolo tifoso Bryan: “La dedica dopo la rete? Il gol è dedicato ad un bimbo malato di cancro, glielo avevo promesso. Ho detto che avrei segnato per lui e così ho fatto. Sono vicino a lui e non lo abbandonerò mai. Bisogna anche pensare a cose più importanti del calcio".
Un gesto confortante ed estremamente importante quello del francesino che ha dato speranza ad un mondo che sembra essere fatto soltanto di apparenze e compromessi. E a proposito di dediche anche il compagno Paulo Dybala ha voluto dedicare un pensiero ai due giovani calciatori Ale e Ricky deceduti diverse stagioni fa, in un tragico incidente con la maglia bianconera.
Un bambino che vuole partecipare alla vita, o semplicemente desideroso di andare a vedere una partita di calcio con sua mamma o suo papà e non può. Eppure, un pò di luce ieri sera si è vista. Sono sempre più convinta che l'ingiustizia non appartenga al mondo dei bambini. A loro deve essere concesso tutto anche la possibilità di calciare una sfera di cuoio o magari di definire “scarso” un proprio compagno o un avversario. E' incredibile invece come non tutti i bambini abbiano la fortuna di questa concessione. Al giorno d'ggi, fortunatamente c’è ancora chi conosce il rispetto per il prossimo, e chi evidenzia la volontà di far sorridere un bambino nonostante qualcuno abbia tracciato per lui una strada tortuosa.
Ma cosa c’è di più bello nel vedere un campione dello sport dedicare il proprio sudore ad un bambino ingiustamente meno fortunato? Cosa c’è di più commovente (e raro...) nell'immaginare che davvero quel bimbo gioisca per un goal come se fosse suo? Immaginare di vedere come gli si illuminano gli occhi quando il suo beniamino calcia un pallone in porta o la smorfia di fatica e la soddisfazione per un portiere che ha appena sventato un goal, mi fa pensare che tutti i bimbi sono campioni e che meritano ogni giorno certe dediche nonostante la vita li abbia costretti ad altro. Anche se non riescono a sporcarsi in un campo infangato, anche se lo scatto più veloce se lo riservano per correre tra un letto di ospedale e un altro, è estremamente meraviglioso immaginare un semplice sorriso nel loro volto.
Storie diverse da quella delle solite che ascoltiamo in tv o leggiamo nei giornali, da cui bisogna prendere spunto per riflettere e per cominciare davvero di utilizzare lo sport del calcio come occasione per risollevare la vita di molti bambini e ragazzi abbandonati e colpiti ingiustamente da malattie.
Momenti che toccano il cuore, ma che devono sensibilizzare anche la mente nel cercare di creare tutti insieme un percorso di successo sorto all’interno di uno dei contesti sociali più importanti e coinvolgenti come può essere lo sport del calcio. Viste live o dal web, le magliette sollevate di Paul e di Paulo colpiscono enormemente la sensibilità di tutti noi, facendoci affacciare in un mondo fatto di speranza per chi è meno fortunato.
In effetti, lo sport è proprio questo: la prova tangibile che la disperazione può essere sconfitta dalla speranza, ed è così sorprendente come basti poco, davvero poco, per strappare un cenno di gioia sul volto a chi non ha un motivo per farlo.
Quando vi chiedono cosa sia il calcio per voi, rispondete che può e deve essere anche questo.


