Il terzo tempo - Napoli nel mirino, ma sarà un testa a testa. La FIFA tra il Real e Morata. Mercato che guarda al futuro.
Luigi Risucci
Siamo al giro di boa e per lo scudetto la Juve c'è più che mai. Impronosticabile, nemmeno dai più ottimisti dalle parti di corso Galileo Ferraris, un risultato simile dopo l'inizio più difficile degli ultimi 30 anni. Le critiche ad Allegri ed alla società per un mercato fallimentare, sembrano oggi un ricordo lontano nel tempo, eppure sono passati solo pochi mesi. La realtà dice che i bianconeri sono a due punti dalla vetta della classifica, occupata da un Napoli sempre più convinto di ripetere l'impresa che riuscì solo ai tempi di un certo Diego Armando Maradona. Proprio i partenopei sembrano l'avversario più accreditato a contendere il titolo ai campioni in carica perchè hanno gioco e cattiveria agonistica, un Higuain in forma smaglainte (18 gol in 19 partite) ed un allenatore che sebbene provenga dalla provincia, ha già capito che il campionato si vince anche a livello mediatico. Sicuramente questo sarà un campionato diverso dagli ultimi, non ci sarà dominio da parte di nessuna squadra, e gli “umori” della classifica sembrano variare ad ogni giornata. Si profila un girone di ritorno con un testa a testa avvincente, all'ultimo punto, perchè Napoli sogna mentre a Torino si vuole continuare la spaventosa striscia di vittorie, oggi ferma a 9. A Udine c'è da riscattare la sconfitta dell'andata, con i recuperi importanti di Marchisio e Mandzukic, pronti a tornare dal primo minuto. Non sarà facile giocare la quinta trasferta nelle ultime sette partite ma vincere darebbe un segnale forte e chiaro alla concorrenza, sempre pronta ad approfittare di uno scivolone dei cannibali degli ultimi quattro anni. Visto il recupero del croato in attacco, probabilmente Morata tornerà a sedersi in panchina. Il ragazzo ex Real vive senza dubbio il momento più difficile da quando veste i colori bianconeri, frutto di un'involuzione tecnica quasi inspiegabile.
A digiuno da inizio ottobre e capace di sbagliare gol per lui semplicissimi (come nell'ultima partita a Genova), e a volte decisivi (quanto pesano, col senno di poi, quegli errori a Siviglia). A destabilizzarlo ancor di più, le voci di un suo possibile ritorno a Madrid, fattesi più insistenti da quando sulla panchina dei blancos si è seduto Zinedine Zidane. Voci che si fanno più flebili ad ogni nome che risuona nell'orbita di mercato delle merengues e che non fanno che male ad Alvaro. Di poche ore fa la notizia clamorosa che la FIFA ha bloccato il mercato delle merengues (e dei cugini dell'Atletico) per le prossime due sessioni di mercato. Chissà che non sia questa notizia a donare nuova serenità ad Alvaro, in ogni caso starà ad Allegri ed alle sue ottime capacità di gestione restituirgli lo smalto perso. Un giocatore con le sue qualità offensive, velocità, tiro ed imprevedibilità, può essere decisivo sia nell'arco di una partita che di una stagione. Nell'anno dell'europeo, anche il giocatore sarà motivatissimo per poter tornare protagonista prima in bianconero e poi con la “roja”. Capitolo mercato: Marotta e Paratici continuano a guardare al futuro e, non contenti di avere già un organico molto ringiovanito con l'ultima sessione, si sono assicurati ufficialmente due centrocampisti dal sicuro avvenire. Mandragora, perno dell'Under 21 di Di Biagio, prelevato per 7 milioni più bonus dal Genoa è un colpo tanto oneroso quanto importante per gli anni a venire. Stefano Sensi, classe '95, in forza al Cesena, metronomo tutta tecnica è stato prelevato dal Sassuolo con la, ormai, consueta sinergia che lega i neroverdi ai bianconeri. Due centrocampisti molto promettenti e del sicuro avvenire, a dimostrare ancora una volta che il progetto Juve è legato ai giovani e agli italiani, garanzia di un grande futuro a tinte bianconere.


