ESCLUSIVA TJ - Gabriele Pin: "Barcellona altalenante, la Juve dovrà farli correre. Esperienza di Gigi importantissima. Ho sfiorato di allenare i bianconeri, e su Sneijder..."
Mirko Di Natale
Reduce dalla non esaltante esperienza di Valencia come vice di Cesare Prandelli, abbiamo contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex bianconero Gabriele Pin per avere la sua opinione riguardo a Juventus-Barcellona, il match più atteso e chiacchierato delle ultime settimane:
Buongiorno Gabriele, a quale tipo di partita assisteremo questa sera?
"Sarà una bella lotta, il Barcellona è una squadra molto più altalenante del solito e in campionato sta pagando queste situazioni. Non ha la continuità degli anni scorsi, anche a questo si deve il calo di qualche giocatore importante come Iniesta. E' abituata ad affrontare questi match, non sbaglia l'approccio e secondo me è più imprevedibile perchè meno leggibile degli anni scorsi. La Juve ha ormai esperienza internazionale per affrontare queste sfide, sarò curioso di vedere il suo approccio perchè nelle ultime partite ha sempre giocato con il baricentro mediobasso. Dovrà aggredire fin da subito per mettere in difficoltà i catalani, se li attaccherà andranno in difficoltà in quanto non abituati".
Una chiave di lettura può esser suggerita da un uomo che conosci molto bene, Cesare Prandelli, che ieri diceva di farli correre...
"Assolutamente, è la mia stessa chiave di lettura. Quei tre giocatori davanti partecipano solo nella loro zona di campo, la Juve dovrà essere brava a saltare la prima linea di pressing per metterli in difficoltà. Dovrà cercare di esser compatta - non come dimostrato contro il Napoli -, dovrà esser veloce nel cercare di alzare il baricentro per mettere in difficoltà il Barcellona dove spesso soffre ultimamente. Hanno tre giocatori determinanti che fino a quando non partecipano nella fase di non possesso mantengono un certo equilibrio. La Juve dovrà farli correre, loro non gradiscono questa soluzione".
Il centrocampo bianconero dovrà ricalcare quanto fecero Verratti e Matuidi nel match di Parigi. Sei d'accordo?
"Hai detto una cosa giustissima, quella fu una partita di una intensità molto alta e i parigini pressarono tantissimo la loro fonte del gioco. Avendoli visti anche in Spagna, le squadre ha timore reverenziale nei loro confronti e quando vengono pressati vanno in difficoltà. Quest'anno lo hanno dimostrato proprio a Parigi, un modello che parecchie squadre con giocatori importanti devono seguire".
Può essere importante l'esperienza della vecchia guardia?
"La loro personalità è importante, sono tutti nello stesso reparto cominciando da Gigi. E' molto attento che mantengano l'equilibrio, saprà richiamare chi ha meno esperienza da questo punto di vista. Barzagli, Chiellini e Bonucci sono giocatori di grande personalità, eccezionali. Qualcosina la Juve dovrà rischiare e almeno un gol lo dovrà fare, il Barcellona sul suo campo fa soffrire tutte le squadre del mondo con il suo possesso palla. Poi giocano in un campo molto particolare".
Mi citavi il Camp Nou, tu che ricordi hai della partita del 1986?
"Mi chiedi una partita di trent'anni fa (ride ndr). Non era un Barcellona stellare, fu una partita equilibrata e il ricordo va proprio al campo vastissimo. All'epoca c'era un range che teneva conto di una misura molto ampia, quello del Barcellona era uno dei più grandi. Era molto enorme. Loro erano occupati ad occupare tutta l'ampiezza, ti mettono in difficoltà.
Come è stata la tua esperienza in bianconero?
"E' stata una bellissima esperienza, io provenivo dal settore giovanile. Io e Galderisi esordimmo in Serie A nell'anno della Primavera, poi dopo un girovagare in altre squadre sono riuscito ad approdare alla Juventus con Trapattoni. Mi fece rientrare, fu un'annata bellissima, vincente, e vincemmo due titoli. L'Intercontinentale fu una bellissima emozione, ricordo ancora il gol che annullarono a Platini (ride ndr), il più bello della storia. C'erano giocatori straordinari, da Laudrup a Cabrini e la qualità era altissima".
L'hai vissuta dal calciatore, ma l'hai sfiorata da allenatore...
"Sì nel 2004 ci fu qualche chiacchiera, quando Prandelli fu accostato alla panchina bianconera. Non è successo, dispiace perchè sarebbe stata una bella cosa visto anche il passato. Ma fa parte del nostro mestiere, non si può aver tutto (ride ndr)".
Hai seguito mister Prandelli al Galatasaray e hai allenato Sneijder, allora molto chiacchierato proprio per un suo ipotetico passaggio alla Juventus mai avvenuto. Ecco, quanto sarebbe potuto servire il giocatore olandese, secondo te?
"E' un giocatore straordinario anche se noi lo abbiamo trovato nella fase calante, penso che l'apice lo abbia toccato all'Inter nonostante abbia ancora qualità. Li aveva la doppia motivazione della nazionale, dove era un leader, e al Real non aveva convinto. L'ho conosciuto personalmente e non mi sono meravigliato delle sue difficoltà in Spagna, lui ha una grande personalità ma un carattere molto scontroso. In Turchia sta facendo molto bene, i ritmi sono diversi ed è un altro calcio. Questo è dimostrato dalle difficoltà che hanno nelle coppe, dove fanno sempre difficoltà".
La Juve ci rimise l'anno prima proprio con un suo goal...
"A lui basta una punizione, una palla inattiva, un tiro da lontano per creare una situazione pericolosa. Ci furono più demeriti bianconeri che meriti del Galatasaray in quel match, tanto è che loro furono sorpresi da quel risultato".
Quindi, da quanto evinco, avrebbe trovato delle difficoltà alla Juve...
"Dipende da cosa gli sarebbe scattato, può darsi che in Italia avrebbe trovato nuovamente la voglia di mettersi in discussione. Lui è un po' pigro negli allenamenti, alla Juve devi sempre fare il professionista perchè sappiamo bene come lavora la società torinese. E lui questo lo sapeva benissimo (ride ndr)".
Si ringrazia Gabriele Pin per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


