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Il Var cancella l'esultanza spontanea. Questo non è più calcio, trovategli un altro nome

autore
Enrico Danna
per Tuttojuve.com
lunedì 2 ottobre 2017, 16:15Primo piano
autore Enrico Danna
02.10.2017 16:15Primo piano
Il calcio è immediatezza, spontaneità, emozione. Il Var cancella tutto questo.
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Secondo molti (al 99,9% anti juventini), il Var è l'ancora di salvezza del gioco del calcio. Forse un giorno lo sarà davvero e, avendoci fatto l'abitudine, potremo anche accettare e comprendere un tipo di esultanza differita, come spesso è accaduto, in queste prime sette giornate, con l'utilizzo della tecnologia. Oggi,però, tutto ciò ci sembra incomprensibile e surreale. Il calcio è immediatezza, spontaneità, fantasia. La bellezza di questo sport sta nell'imprevedibilità che ha ogni singola azione, che può concludersi con un nulla di fatto o con un gol in rovesciata all'incrocio dei pali. Per il tifoso, nel giro di pochi attimi, è facile passare dalla tensione, alla gioia o alla delusione. O almeno, questo succedeva fino allo scorso campionato. Ora, questa manifestazione di esultanza, rischia di essere non solo differita, ma anche sconfessata dopo più di qualche minuto. Ne è prova ciò che è successo ieri a Bergamo, ma la stessa cosa era successa in occasione di Milan-Udinese, ad esempio. Ti trovi ad esultare per un gol, e poi, dopo due, tre, quattro minuti il Var pretende di cancellare tutto. Lo si potrà fare sul tabellone, o sul referto della gara, ma le emozioni, quelle, non si possono cancellare. Lì, è decisamente più difficile, perché un conto è annullare un gol immediatamente, dare o non dare un rigore nello svolgimento dell'azione, mentre tutt'altra cosa è resettare un qualcosa che è accaduto minuti prima. Non so dire cosa provi chi segue le partite da casa, ma dagli spalti, la sensazione è davvero qualcosa di surreale. Pensate alla gara di ieri sera, in ogni caso: stai guardando la partita, vedi il gol di Mandzukic, vedi l'esultanza dei calciatori, il display che aggiorna il punteggio: 1-3. La tua ragazza, che per il calcio ha un'avversione quasi pari alla tua per i centri commerciali, ti chiede in modo gentile ed educato, di andare a prendere del gelato.

Tu non ne hai assolutamente voglia, e provi a dissuaderla con improbabili intolleranze alimentari o motivazioni pseudo religiose. Alla fine, però cedi: in fondo, si può fare, dai. Saranno al massimo dieci minuti, tra andare e tornare, e, in vantaggio di due reti, ti senti al sicuro. E, soprattutto, lei non ti tedierà per tutto il resto della serata e magari, dopo la partita.... Decidi quindi di scendere: dieci minuti, non di più. Torni a casa, riaccendi il televisore e questo ti dice che il risultato è 2-2. Pensi che questi apparecchi digitali e super tecnologici a volte diano i numeri e che sicuramente c'è stato uno sbaglio. Vorresti ritornare indietro, a quel “frame” di dieci minuti prima; ti rivolgi alla tua ragazza chiedendo a lei il conforto del risultato, ma ovviamente sbatti la testa contro un muro di gomma consapevole. Eppure il televisore l'hai comprato da poco: possibile che dia già problemi? Ti butti immediatamente sul televideo e, amara sorpresa, scopri che il risultato è proprio di parità. Ma che diamine è successo? Mannaggia. Beh, almeno puoi affogare la tua rabbia nel gelato. Peccato che nel frattempo, la tua ragazza, memore delle tue parole di un quarto d'ora prima “Non ho voglia di gelato”, si sia sbaffata tutto, lasciandoti la vaschetta vuota sul tavolo della cucina. Mai che ci sia un Var retroattivo quando serve veramente. Questo non è più calcio. Trovategli un altro nome, per favore.

per Tuttojuve.com

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