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IL TERZO TEMPO - Gli "acquisti" di ottobre per tornare in vetta, ma le nazionali continuano a mietere vittime. VAR, ci vuole un protocollo applicativo preciso

autore
Luigi Risucci
per Tuttojuve.com
sabato 7 ottobre 2017, 23:04Primo piano
autore Luigi Risucci
07.10.2017 23:04Primo piano
Ottobre può essere già un mese chiave per Champions e campionato. Mandzukic ultima vittima della dittatura nazionali. VAR, così non va!
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Ottobre sarà un mese importante per i bianconeri che, dopo la fine degli impegni delle nazionali, avranno una nuova serie di incontri ravvicinati, sette ogni tre giorni, sino alla nuova pausa di novembre. Il doppio incontro contro lo Sporting Lisbona in Champions e le sfide in campionato a Lazio e Milan diranno tanto sul prosieguo della stagione che vede gli uomini di Allegri recitare la strana parte del “cacciatore” (Marotta dixit) al cospetto di un Napoli che sogna lo scudetto dopo trent'anni di digiuno. Ottobre sarà un mese importante anche perchè rientreranno tanti potenziali titolari che sino ad ora hanno visto il campo col contagocce o addirittura non hanno ancora debuttato. Nonostante siano partiti ben tredici nazionali in giro per il globo, sono rimasti ad allenarsi a Torino i vari Douglas Costa, Pjanic, Marchisio, Pjaca, Khedira, Howedes e Higuain. A proposito, ottima l'idea del CT albiceleste Sampaoli: lasciare il “Pipita” a casa e schierare Dario Benedetto titolare per lo scialbo 0-0 della Bombonera contro il Perù, con Dybala e Icardi in panchina per 90 minuti! A parte il croato, che però sta rispettando i tempi di recupero dal grave infortunio al ginocchio, tutti gli altri “big” dovrebbero essere a disposizione di Allegri per la sfida dello Stadium alla Lazio. Howedes sta smaltendo i guai muscolari e potrebbe finalmente esordire in bianconero dopo un inizio a dir poco difficoltoso, Pjanic, Marchisio e Khedira saranno presto al 100% mentre trapela incertezza sulle condizioni dell'altro croato, Mandzukic, uscito dolorante nella sfida della sua Croazia contro la Finlandia. L'ormai ex CT della nazionale a scacchi, Cacic, ha parlato di “infortunio serio” ma lo staff medico dei balcanici è convinto di poter recuperare il centravanti con un recupero-lampo in vista della decisiva sfida all'Ucraina. L'ultima pausa nazionali aveva lasciato in eredità gli infortuni di Chiellini e Khedira, lo stesso Pjaca ha subito la rottura prima della tibia e poi del crociato con la sua selezione; perdere anche Mandzukic, in una fase della stagione che può già essere cruciale, sarebbe oltremodo deleterio per l'organico bianconero. Per quanto riguarda gli azzurri, la partita contro la Macedonia è stata una delle peggiori dell'ultimo quinquennio, ed ha raggiunto picchi grotteschi nella ripresa, dove l'unico “sussulto” (se tale può essere chiamato) è stato un tiro da fuori di Bernardeschi. Bene Chiellini (udite udite! a -1 da Totti nella classifica dei marcatori azzurri) e Rugani, inoperoso Buffon, incolpevole sul gol, mentre Barzagli ha avuto un risentimento muscolare. Pessimo Bonucci, che sembra aver perso sicurezza e convizione, nonostante abbia ritrovato per una sera i vecchi compagni di scorribande vittoriose sotto la Mole. Staccare il pass per gli spareggi non è più un problema per Buffon e compagni dopo la sconfitta (3-4) della Bosnia contro il Belgio ma un altro passo falso martedi, in Albania, potrebbe far vacillare ulteriormente la posizione di Ventura, criticatissimo e fischiato dal suo ex pubblico torinese.

Il campionato, come detto, vedrà la Juventus vestire gli insoliti panni dell'inseguitrice. Al rientro, il calendario offre un tris di partite niente male che vedrà di fronte le prime sei squadre in classifica: Madama ospiterà la bella Lazio di Inzaghi, per una vendetta della finale agostana di Supercoppa, il Napoli andrà a Roma contro i giallorossi, mentre nel posticipo ci sarà il derby della Madonnina, che potrebbe minare definitivamente la posizione di Montella sulla panchina rossonera. L'ultima giornata di campionato è stata inevitabilmente macchiata dal VAR, che ha dimostrato ancora una volta di essere uno strumento utile quanto pericoloso. A Bergamo, la direzione di Damato è stata, per usare un eufemismo, pittoresca: applicazione anomala, seppur giusta, dello strumento video sul gol annullato a Mandzukic (il fallo avviene 15 secondi prima del gol); rigore più che dubbio assegnato ai bianconeri e poi sbagliato da Dybala con ben quattro atalantini in area di rigore (esecuzione da ripetere); dulcis in fundo, rigore solare negato ad Higuain nel recupero, con il VAR nemmeno chiamato dall'”arbitro della tv”. Non avere un preciso protocollo di applicazione rende questo utile strumento passibile di generare figli e figliastri e di violare l'uniformità di giudizio tanto invocata da coloro che hanno attribuito da sempre i loro fallimenti sportivi ai presunti favori arbitrali pro-Juve. Spalletti, abile stretega anche fuori dal campo, ha detto che “chi si lamenta del VAR lo fa perchè non può più avere vantaggi”, un'allusione nemmeno tanto velata all'indirizzo dei bianconeri. La società ed il mister hanno invece fatto benissimo a metterci la faccia e ad alzare i toni perchè, nelle prime sette giornate di Serie A, non sono mancate le decisioni dubbie e nemmeno certi orrori (ex multis, si ricordi il rigore assegnato a Galabinov contro la Juve, con il bulgaro che partiva in nettissimo fuorigioco). Il VAR continua a dividere gli opinionisti e sembra rigenerare gli animi in alcune città dove da anni si vedevano solo musi lunghi. Starà ai bianconeri rimettere le cose in chiaro sul campo, spazzare via le critiche “tecniche” di quanti la vedono indebolita e soprattutto mettere a tacere qualche vecchia sterile polemica dei soliti noti.

per Tuttojuve.com

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