IL TERZO TEMPO - Il Maxismo al potere: la Juve ritrova compattezza e certezze nella notte del Pipita.
Luigi Risucci
La notte di Gonzalo. Non doveva nemmeno giocare, l'operazione a tre giorni dalla sfida più attesa, il forfait quasi sicuro, l'infortunio di Mandzukic alla vigilia ed, infine, Higuain in campo. Il Pipita mostra coraggio e si arma di carattere e tutore alla mano sinistra, contro un'arena infuocata che vuole la sua “testa” da quel giorno d'agosto che lo portò a Torino. Il riscaldamento è tutta una sfida tra Gonzalo e la sua vecchia casa, le parti in causa si beccano a mezzo di gesti provocatori ed insulti e fischi assordanti ma, tra i litiganti, solo uno potrà recitare la sua parte in campo ed ha il sorriso sarcastico di chi sa che può far male. Pronti via ed Higuain si rende subito pericoloso su ottima imbeccata di Douglas Costa, salvo trovare la strada sbarrata da un ottimo Reina. Al secondo break offensivo dei bianconeri, la gara si sblocca: ancora Costa, prima evita l'avversario poi scarica su Dybala e si butta in diagonale tra i centrali di Sarri, la Joya conduce palla per trenta metri con sguardo costante sul compagno di reparto, smarcatosi con un movimento da grande attaccante. L'epilogo è tra i più belli con passaggio centellinato del 10 ed Higuain che brucia i tre napoletani he gli franano, rovinosamente quanto inutilmente, addosso. Questa volta non ci sono esultanze contenute ma tanta rabbia ed uno sguardo verso il posto occupato in tribuna dal nemico giurato De Laurentiis. La Juventus ha incanalato la partita sui binari desiderati, a vantaggio acquistito può gestire il possesso ed attaccare la profondità con le sue punte. Nella ripresa gli ospiti si trasformano in una testuggine gialla, impenetrabile, stoica, al cospetto di un Napoli che espime una predominanza territoriale e di gioco netta ma sterile. Bene, oltre le attese, sia De Sciglio che Asamoah, capaci di arginare due clienti spinosissimi come Insigne e Callejon, per la verità spremuti dagli impegni in serie e l'assenza di ricambi. Chiellini e Benatia non hanno problemi a livello difensivo perchè in area arrivano solo palle dagli esterni ma peccano, soprattutto il livornese, in fase di costruzione, con errori di misura che concedono ai partenopei qualche conclusione da fuori ben controllate da capitan Buffon. La mediana, col fosforo di Pjanic ed i muscoli e la corsa di Khedira e Matuidi chiude tutte le linee di passaggio interne agli azzurri, spingendoli sulle corsie, dove il tasso di pericolosità di abbassa sensibilmente. Il doppio lavoro del francese ex PSG meriterebbe la consacrazione col gol del raddoppio, evitato solo da un sensazionale intervento di Reina, autore di una parata prodigio nella ripresa. Una menzione d'onore merita il grande lavoro oscuro fatto da Dybala su Jorginho. Quando un giocatore del talento e della tecnica del “dies” bianconero si mette a disposizione dei compagni con il lavoro sporco, la corsa e lo spirito d'abnegazione, merita gli stessi applausi che strappa con le prodezze balistiche.
L'assist vincente per il compagno di reparto è la ciliegina di una partita di sacrificio encomiabile da parte di Dybala, il cui lavoro sarà sfuggito ai più ma sicuramente avrà reso contento il tecnico bianconero, che non lo toglie mai dal campo anche quando il suo talento pare oscurato. Di Higuain abbiamo detto, è stata la sua notte e. come già aveva fatto lo scorso anno, quando si trova di fronte il suo ex pubblico si esalta, mostrando un carattere e degli attributi che appartengono a pochi. Partita di sostanza e presenza offensiva, nonostante il dolore alla mano e messaggio ben chiaro ai detrattori e agli haters: Higuain non manca questi appuntamenti e si irradia degli insulti quasi come fossero incitamenti e sproni. La medaglia di man of the match però, il Pipa dovrà dividerla col tecnico che l'ha voluto e l'ha gestito sempre alla perfezione, mandandolo persino in panchina nelle partite che contavano. Si parla di Cholismo, Sarrismo ma ieri è salito in cattedra il Maxismo, quella filosofia antiestetica propinata dal tecnico di Livorno, in grado di portare ai grandi successi degli ultimi tre anni, macchiati solo dalle due finali europee perse. Il Maxismo è concretezza, pragmatismo, pochi fronzoli e grande organizzazione di gioco, agli antipodi rispetto alla filosofia del dirimpettaio Sarri, esteta del calcio giocato palla a terra, delle trame veloci e dei cambi di gioco improvvisi. Potenza contro tecnica, esperienza contro spensieratezza, pragmatismo contro bellezza. Sappiamo bene quali sono stati i risultati degli ultimi anni, sappiamo anche quanto pesino i tre punti raccolti ieri al San Paolo sull'economia del campionato e a poco valgono le considerazioni del tecnico partenopeo che ha parlato di una supremazia territoriale superiore a quella avuta contro il Benevento. Belle, infine, le parole dello stesso verso il figliol prodigo Higuain, “protetto” dai fischi del pubblico nelle dichiarazioni di fine gara; ci trova d'accordo anche la constatazione sulle maglie di gara indossate per l'occasione dalle squadra, ci uniamo all'appello per cui non si veda più un Napoli – Juventus in “grigi contro gialli”, con buona pace per gli sponsor tecnici. Il trionfo del Maxismo dunque, nella notte che rende il campionato ancor più bello ed avvincente e lascia all'Inter di Spalletti la possibilità di raggiungere il primo posto battendo il Chievo. Proprio i nerazzurri saranno i prossimi avversari di campionato per il secondo scontro scudetto consecutivo, da giocare all'Allianz Stadium nella cornice di pubblico preferita dai campioni in carica. Ma prima c'è da raggiungere il primo obiettivo stagionale, quegli ottavi di finale di Champions che si giocheranno a febbraio, quando la forma della squadra e dei singoli sarà al top. Il pass bisognerà staccarlo ad Atene, contro l'Olympiacos già fuori dai giochi ma in un ambiente infernale, per certi versi simile allo stadio di Fuorigrotta. Allegri serra le fila della rosa nel momento decisivo della prima parte della stagione e spera di ritrovare alcuni uomini fondamentali, su tutti il guerriero Mandzukic, esaltato dal popolo bianconero nell'ultima uscita europea.


