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LIVE TJ - ALLEGRI integrale: "Con l'Inter sfida Scudetto. Fiducioso per prosieguo stagione. Buffon difficilmente ci sarà. Dybala titolare? Ho confusione in testa"

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Redazione TuttoJuve
per Tuttojuve.com
venerdì 8 dicembre 2017, 11:58Primo piano
autore Redazione TuttoJuve
08.12.2017 11:58Primo piano

Massimiliano Allegri incontra i giornalisti alla vigilia dell'attesissimo derby d'Italia contro l'Inter. Tuttojuve.com vi riporta come sempre integralmente  e in tempo reale le dichiarazioni del tecnico bianconero dalla sala stampa del Media Center di Vinovo. 

Anche in questo caso è una partita importante e non determinante? Valgono gli stessi presupposti di Napoli? Con due risultati su tre che possono andare bene?
"Innanzitutto aver vinto a Napoli è stato un passettino in avanti, per quanto riguarda poi la partita domani è una partita che fa parte del campionato, è una partita importante perchè è sempre Juventus-Inter, e poi noi domani ci confrontiamo con la prima del campionato. Difficilmente capita che in una settimana giochi con le prime del campionato, perchè la settimana scorsa era il Napoli, questa settimana è l'Inter. Diciamo che però la cosa che noi dovevamo fare era quella di passare il turno e raggiungere il primo obiettivo della stagione. Lo abbiamo fatto. Ora pensiamo al campionato, abbiamo la Coppa Italia, abbiamo da migliorare la condizione fisica in alcuni giocatori che non è ottimale, quindi abbiamo questo tempo per far sì che tutta la squadra arrivi ad una buona condizione. Ed è per questo anche che sono fiducioso, ma non tanto per la partita di domani, soprattutto per il prosieguo della stagione".

La partita di Napoli era un buon test e questa si può chiamare una sfida Scudetto?
"Sfida Scudetto... se intendiamo sfida Scudetto perchè giocano due squadre  che fino alla fine si contenderanno lo Scudetto insieme al Napoli, insieme alla Roma e alla Lazio, perchè adesso potenzialmente ci sono 5 squadre in 4 punti, sì. Che decida lo Scudetto no. Ripeto: da come stanno andando le cose, a meno che una squadra non perde sette partite di seguito, fino all'ultima giornata quest'anno il campionato sarà in bilico. Per noi sicuramente, perchè abbiamo due scontri diretti nelle ultime cinque partite, quindi per noi il campionato rimarrà aperto fino alla fine".

Riguardo alcune scelte, in passato quando Higuain non stava bene lo ha mandato in panchina. Può capitare anche a Dybala domani?
"Devo ancora valutare e decidere la formazione, perchè qualcuno ha giocato molte partite e domani qualcuno riposerà. Cioè, sarà a disposizione. Abbiamo bisogno anche di un po' di energie fresche, quindi vediamo un attimino, vedrò l'allenamento di oggi e poi in base a quello deciderò. L'unico dubbio che ho è che Buffon difficilmente sarà della partita, lo valuteremo oggi ma è molto difficile".

Ma Dybala potrebbe riposare?
"Dybala devo decidere se giocare con i due, con i tre o con i quattro davanti, non ho ancora deciso. Ho un po' di confusione in testa, speriamo oggi che questo sole me la schiarisca un po'".

Ha detto che bisogna recuperare chi non ha una condizione ottimale. Chi deve fare un percorso di recupero e quali sono i reparti più affidabili?
"Non è questione di affidabilità dei reparti, è questione di recuperare giocatori. Intanto quelli che hanno giocato i play off li hanno portati via tutti, perchè praticamente... Chiellini poi rientrerà, però abbiamo perso momentaneamente Gigi, avevamo perso Lichtsteiner, nel giro di una settimana dovrebbe rientrare, Mandzukic stesso... qualcuno lo abbiamo perso. Poi qualcuno non è ancora in condizioni ottimali perchè ha saltato un po' di allenamenti, si è fermato per una decina di giorni: uno di questi è Pjanic. Pjanic in questo momento non è il Pjanic vero e deve ritrovare una condizione ottimale, così come Dybala. Ma abbiamo un periodo tra la prossima settimana e la prossima ancora prima della Roma, sono 15 giorni dove abbiamo la possibilità di lavorare. Così come la settimana che va dal 23 al 30, quindi sono due settimane dove possiamo lavorare, migliorare la condizione generale di tutta la squadra e soprattutto di chi ne ha bisogno".

Ad Atene hai detto che siete arrivati a Napoli come vittime sacrificali. Puoi spiegare meglio il concetto? Senti che arrivate allo stesso modo domani?
"No, il concetto è semplice, siamo arrivati a Napoli, giustamente, una sconfitta a Napoli allungava la classifica verso il Napoli e noi a 7 punti, anche se il campionato non sarebbe finito, però sarebbe stato più difficile rincorrere, visto che le squadre che stanno in testa perdono pochi punti con le piccole. E quindi quest'anno a maggior ragione possono essere gli scontri diretti che faranno la differenza. Domani per noi è un grandissimo stimolo perchè ci confrontiamo con la prima del campionato, come è stato domenica scorso e contro un'Inter che ha dei numeri pazzeschi, perchè è la miglior difesa del campionato, non prende gol su palle inattive, e ha uno spirito importante. Credo che Spalletti stia facendo un ottimo lavoro e i numeri dicono questo. E poi è sempre Juventus-Inter, il derby d'Italia, quindi è una sfida bellissima, una serata bellissima da giocare e bisogna essere bravi e un pochino fortunati per portare a casa il risultato. Però bisogna fare una bella prestazione".

Nelle ultime quattro partite ha riscontrato una crescita nell'atteggiamento?
"Diciamo che la squadra è diventata molto più responsabile, ha capito il momento, che c'era da mettere qualcosa in più. per raggiungere gli obiettivi, si può parlare di tecnica, di tattica, ma quelle sono cose normali perchè quando sei una grande squadra ci sono giocatori tecnici, tattici, che hanno grande fisicità, ma la differenza la fanno - per arrivare ai grandi obiettivi o creare i presupposti per portare a casa gli obiettivi - lavoro e sacrificio, non ce ne sono altre. Soprattutto nel calcio di oggi, che è un calcio molto fisico, anche i tecnici se non hanno una condizione fisica ottimale che li sostiene, difficilmente possono mettere in campo le proprie qualità, ed è per questo che la Juventus deve crescere nella condizione fisica, lo sta facendo. Nelle ultime partite abbiamo fatto delle buone partite, ma la cosa più importante è che abbiamo capito come andava la partita e soprattutto all'interno delle partite ci sono degli spezzoni dove abbiamo giocato meglio, degli spezzoni dove abbiamo fatto una buona difesa, degli spezzoni dove dobbiamo migliorare ancora le cose che vanno migliorate".

Hai parlato della condizione fisica, parlando di singoli, i nomi sono sempre quelli, Dybala e Alex Sandro...
"I giocatori passano dei momenti migliori e dei momenti di minor condizione. Sicuramente in questo periodo è più difficile mantenere la condizione soprattutto per quelli che vanno in Nazionale. Però Pualo è stato importante all'inizio, è importante ora, è un giocatore dalle qualità straordinarie, è uno dei giocatori più tecnici che abbiamo, non è preoccupante il periodo meno bello che sta passando. L'importante è che il focus sia quello di lavorare, di ritrovare la condizione ottimale per riprendere a rifare le cose che sa fare".

Spalletti lo senti più affine a te rispetto a Sarri a livello di idee calcistiche? Cosa pensi del fatto che molti interisti, a cominciare da Icardi, dicano che la differenza tra l'Inter dell'anno scorso e quella di quest'anno sia l'allenatore?
Innanzitutto Spalletti sta dimostrando quest'anno e sta confermando quest'anno  quello che ha fatto nell'arco della sua carriera. Anche a Roma ha fatto risultato importanti, poi ha trovato una Juve che ha fatto meglio. E poi Spalletti è un allenatore che sfrutta al meglio le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione e questa credo sia la qualità migliore di un allenatore, quella di non fossilizzarsi su un sistema di gioco, su un modulo, ma sei hai dei giocatori che possono giocare con un sistema di gioco o hanno determinate caratteristiche, è inutile farli gicoare in un altro modo. Poi è molto bravo nella lettura, Spalletti  direi che è uno dei migliori e credo sia un valore importante per l'Inter".

Mandzukic lo ritieni titolare domani?
"Titolare  cosa vuol dire? Mandzukic ha passato un periodo in cui, tra la Nazionale che si era fermato, tra dopo il Crotone, quando ha avuto un leggero fastidio... ha perso dei giorni di allenamento e quando perdi dei giorni di allenamenti e perdi la condizione, stai fuori. Ci sono altri che giocano e stanno fuori. Ora  ha ripreso la condizione, sta riprendendo la condizione, anche lui fa parte di quelli che deve riprendere la condizione ottimale, per alzare l'intensità tecnica e fisica delle partite. Però sta un filino meglio"

Sta un filino meglio anche Alex Sandro?
"E' stato determinante nel primo gol, ha messo una bella palla, ma non è ancora il vero Alex Sandro. Assolutamente, altrimenti diciamo delle bugie. Le bugie non vanno dette, altrimenti siamo dei Collodi (autore del romanzo Le avventure di Pinocchio, ndr). In zona, Pinocchio, Collodi... (sorride, ndr)".

Nei 18 punti in più che ha l'Inter rispetto all'anno scorso, ci vede solo o molto la mano di Spalletti o l'assenza dagli impegni europei?
"Per quanto riguarda gli impegni europei, è importante per una squadra lavorare tutta la settimana, ma una grande squadra è abituata a giocare ogni tre giorni. Forse l'Inter quest'anno aveva bisogno di non essere dentro l'Europa per poter lavorare tutta la settimana insieme, ma il pregio di questa squadra è che vedendoli giocare c'è una grande disponibilità, di sacrificio, l'uno per l'altro, e questo li porta a fare dei risultati. Hanno iniziato non benissimo, hanno portato a casa delle partite magari soffrendo un po' ed ora in questo momento stanno giocando bene, concedono poco, è una squadra molto fisica e noi domani dobbiamo fare una partita altrettanto importante per essere al pari loro".

Un confronto veloce Icardi-Higuain: quanto una squadra rispetto all'altra dipende dal potenziale offensivo, dall'uomo d'attacco del reparto?
"Dipende...il centravanti fa dei gol. Higuain e Icardi fanno dei gol, quindi hanno un peso importante all'interno della squadra. Gonzalo da un mese e mezzo a questa parte è cambiato totalmente, è cresciuto fisicamente, e di conseguenza sono venute fuori di nuovo le sue qualità che un mese e mezzo fa sembravano sparite, ma perchè non era in condizione, la palla gli rimaneva attaccata ai piedi, mentre ora la palla se la tira via e fa gol come ha fatto a Napoli. A Napoli ha fatto un gol straordinario: una palla bellissima di Dybala, ma ha fatto un controllo in un centimetro; il gol è nato dal controllo che ha fatto, non tanto quando ha messo la palla dentro. Così come è stato a Milano. All'inizio la palla sembrava la palla medicinale, gli rimaneva attaccata ai piedi e non si scollava".

La settimana scorsa hai detto che Sarri voleva mandarti in confusione con il calendario, con i fatturati e quello che dice. Spalletti qualche giorno fa ha detto: Allegri e la Juve non devono più nascondersi e fare finta di non sapere che sono i più forti. Anche questo ti manda in confusione? E' una strategia?
"No, a parte che su Sarri ho fatto una battuta, nel senso che una cosa dice una cosa, una volta ne dice un'altra, l'ho fatta anche un po' per sdrammatizzare la tensione che c'era della partita anche all'esterno. Per quanto riguarda Spalletti, che noi giochiamo per vincere il campionato, è una cosa ovvia, che poi anche loro giocano per vincere il campionato, è un'altra cosa ovvia. Così come la Roma, che della Roma non ne parla nessuno, però la Roma è una squadra che ha grande equilibrio, solidità tecnica. Così come il Napoli, perchè non è che adesso che ha perso una partita il Napoli non conta più. E la Lazio che continua a stupire. Su quanto dice Spalletti, ha ragione, la Juventus gioca per vincere il campionato. Poi che per la Juventus sia più difficile dell'Inter, del Napoli, della Roma e della Lazio, è normale, ne ha vinti sei, quindi vincere ancora è sempre più difficile che per una squadra che è sei anni, sette anni che non vince lo Scudetto".

Nell'ultimo turno ha incontrato Sarri toscano d'adozione, adesso Spalletti toscano come lei. La scuola toscana è quella più vincente per quanto riguarda gli allenatori in Italia?
"Vincente non lo so, ce ne sono e ce ne sono stati parecchi, quindi si vede che la Toscana ha un buon dna per gli allenatori. Però ci sono anche altri allenatori di altre zone che hanno fatto grandi cose e grandi risultati. In questo momento direi che la Toscana ha due buoni allenatori, ma non soltanto in Serie A, ce ne sono anche in Serie B e in Lega Pro. Ma credo che tutta la scuola degli allenatori italiani sia un'ottima scuola. Io ripeto che bisogna cambiare un attimino... ma non cambiare, modificare, tornare un pochino a fare qualche passo indietro soprattutto nei settori giovanili, andare a lavorare di più sui singoli ragazzi, sui singoli giocatori, perchè sono loro che poi si passano la palla e devono essere bravi. E non ingabbiarli e farli crescere come dei polli d'allevamento. Questa è la prima problematica che c'è in Italia. Quando ero bambino io, gli allenatori asisstevano all'allenamento, non è che stavano lì.... è vero che si parla di 40 anni fa ed è cambiato il mondo del calcio, ma non possiamo pensare di portare i bambini al campo e metterli a fare dei lavori didattici, degli schemi, delle robe. Io credo che i ragazzini vadano fatti crescere, questo è un problema. La Nazionale invece è un'altra roba. Facevo una riflessione: dal '70 al 2016 la Nazionale ha fatto risultati straordionari, è mancata solo quest'anno al Mondiale. Quindi non è tutto da cambiare, c'è solo da modificare qualcosa e migliorare perchè siamo nel 2017 e il calcio non è più quello di 40 anni fa". 

L'Inter viene spesso paragonata alla prima Juve di Conte perchè non ha le coppe e anche per l'entusiasmo che ha. Invidi questo entusiasmo a loro?
"Ma anche noi ce l'abbiamo l'entusiasmo, anzi, noi dobbiamo averne di più perchè dopo sei anni dobbiamo averne un po' di più. Quindi ancora più spensieratezza. Però credo che l'Inter, il Napoli, la Roma e la Lazio stessa, abbiano una voglia di poter battere la Juventus e di poter arrivare prima della Juventus a maggio, che noi bisogna essere più bravi e fare qualcosa.... ripeto.... qualcosa di straordinario, perchè quest'anno il normale impegno non basta per arrivare primi, bisogna fare qualcosa di più perchè ci sono delle squadre che stanno facendo cose importanti e straordinarie".

Anche Ulivieri è toscano. Vi siete chiariti?
"Ci siamo chiariti, ci ho parlato, ci siamo chiariti. Poi dopo vedremo, le decisioni verrano prese in un altro momento. Ora non c'è Federazione, non c'è Lega, credo che l'allenatore sia l'ultimo dei problemi"(redazione Tuttojuve.com)

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