Dubbio Dybala, i segreti per vincere e una "nuova" rivale: la conferenza di Allegri in cinque punti
Edoardo Siddi
Archiviata la Champions League, con il pass per gli Ottavi stretto in pugno, la Juve si proietta nuovamente al campionato. È giorno di festa, ma soprattutto è giorno di vigilia. E non un vigilia qualsiasi. Domani alle 20.45 c'è Juve-Inter, gara dal fascino intrinseco e nuovamente sfida di vertice. Come di consueto, andiamo oltre le parole: la conferenza in cinque punti.
INTER - Sfida all'Inter. Sfida scudetto? Non nell'accezione più comune del termine. Non si decide niente, ma è senza dubbio uno scontro tra due delle compagine che se la giocheranno fino alla fine. Per i nerazzurri, Allegri spende parole importanti, applaudendo la crescita e il lavoro eccezionale di Spalletti. Dai toni, dalle parole usate, si percepisce la stima e il rispetto per il collega. Vogliamo esagerare? È un Allegri che sembra sentire più questa partita che quella con il Napoli.
CONDIZIONE - Perché la squadra renda al meglio, è importante che tutti stiano bene e siano in condizione. Su questo Allegri è stato chiaro, evidenziandone l'importanza. Le Nazionali hanno affaticato alcuni giocatori, vedasi Buffon, Barzagli, Mandzukic e lo stesso Pjanic. Ed è fondamentale che tutti ritrovino sé stessi. Le prossime settimane saranno perfette per lavorare tutti insieme e riprendere il ritmo: c'è fiducia.
RISCHIO DYBALA? - Sulla formazione arrivano pochi segnali. Uno, però, è forte. Dybala sembra essere a rischio panchina. Manca un allenamento e Allegri ha rinviato ogni decisione al post seduta di oggi pomeriggio, ma unendo i puntini la sua titolarità sembra essere in dubbio. "Gioca solo chi è in condizione", "Qualcuno domani riposerà". La Joya sarà coinvolta nelle rotazioni? Oppure potrebbe essere anche un monito, per ricordare che nessuno ha il posto fisso. Situazione da seguire.
PROBLEMA ITALIA - La mancata partecipazione al Mondiale è in fase di metabolizzazione, ma Champions League e Serie A hanno messo momentaneamente in secondo piano i problemi della Nazionale. Interrogato sulla scuola allenatori della Toscana, Allegri torna sul punto, individuando il problema. Non è sparita la qualità, anzi, è semplicemente cambiato il modo di far crescere i ragazzi. E non è quello giusto. Con la solita flemma, il tecnico usa anche parole forti: "Bisogna lavorare sui giocatori, sono loro che si passano la palla e bisogna essere bravi e non ingabbiarli e farli crescere come polli di allevamento". Dalle sue parole traspare anche la sua filosofia di calcio.
ROMA - Non riguarda mai una risposta diretta, ma la Roma emerge in ogni conferenza. Si parla di Napoli e Inter soprattutto, ma Allegri lo ricorda a tutti: "C'è anche la Roma". I giallorossi sanno far male in avanti, hanno solidità difensiva e stanno trovando maturità. La squadra di Di Francesco ha evidentemente colpito Allegri che non perde occasione per ricordarlo. La sensazione è che la sfida del 23 dicembre sia molto attesa dalle parti di Vinovo.


