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LIVE TMW - Next Gen Day, Gravina: "Se si rinviano le decisioni non si vogliono le seconde squadre"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
domenica 27 novembre 2022, 11:39Serie A
di Simone Dinoi
fonte inviato all’Allianz Stadium
live

Next Gen Day, Gravina: "Se si rinviano le decisioni non si vogliono le seconde squadre"

Giornata speciale all’Allianz Stadium: alle 14:30 infatti la Juventus Next Gen sfiderà il Mantova per una prima volta da record (attesi più di 30mila spettatori) della seconda squadra nell’impianto bianconero. Alle ore 10, sempre all’Allianz Stadium, è prevista una tavola rotonda dal titolo "Le seconde squadre in Italia e in Europa, modello per il futuro?".

Si tratta di un evento organizzato da Juventus, in collaborazione con Lega Pro, che vede la partecipazione di Gabriele Gravina, Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Francesco Ghirelli, Presidente della Lega Pro, Lorenzo Casini, Presidente della Lega Serie A e Andrea Agnelli presidente della Juventus.

Tuttomercatoweb vi riporta le parole dei protagonisti in diretta.

10:15 - Comincia la tavola rotonda all'Allianz Stadium.

Gravina: “Quello delle seconde squadre è un tema di grande attualità, sono contento di tornare qui allo Stadium dopo quattro anni di riflessioni. Abbiamo presentato un’esigenza, ringrazio Andrea perché la Juventus è stata l’unica squadra a darne atto. Ringrazio la sua organizzazione, la sua visione. Basti pensare al fatto che l’Italia a livello europeo è una delle pochissime federazioni ad avere le nazionali giovanili qualificate ai campionati europei, poi c’è una dispersione che diventa una problematica da affrontare”.

Ghirelli: “Ringrazio tutta la dirigenza della Juventus anch’io. Le immagini che abbiamo visto ci raccontano una difficoltà iniziale pesante, una difficoltà che ha sempre questo paese nell’innovare. Abbiamo voluto Farr questa riflessione in un momento particolare, era giusto partire dalla seconde squadre per ragione sul nostro settore giovanile. Bisogna guardare alle altre esperienze, come quella francese. Lì c'è un rapporto molto forte con i club, una cultura multietnica fortissima che ha permesso poi alla Francia di ottenere successi”.

Intervengono con un video anche Pablo Longoria (presidente del Marsiglia) e Andrea Berta (direttore sportivo dell'Atletico Madrid).

Longoria: "Questo è un argomento molto importante. Dopo le mie esperienze all'estero posso dire che è un qualcosa di molto positivo perché fa fare esperienza. Diventa importante pensare che ci sono: i predestinati, quelli che sono o tardivi o che permettono piano piano di creare valore e i giocatori che completano la rosa e aiutano gli altri. Il progetto non deve essere di squadra ma societario, i predestinati ad esempio devono passare per poco tempo nelle seconde squadre, lo dicono i dati. Chi completa la rosa uno o due stagioni. Bisogna pensare al progetto, come utilizzare i giocatori".

Berta: "Le seconde squadre sono molto importanti. In Spagna tutti i club hanno una seconda squadra, permettono di seguire i giocatori all'interno delle proprie strutture senza ricorrere a un prestito dove spesso non c'è attenzione ai particolari. Esistono anche le criticità come la gestione di giocatori più vicini alla prima squadra, accettare questa situazione richiede del tempo. Hanno bisogno di un aiuto, a livello di gestione serve qualcuno che li appoggi. Sono giocatori potenzialmente id grande livello che non sono ancora maturi per la prima squadra ma ne hanno il potenziale".

Gravina: "Il progetto seconde squadre fa bene alla Nazionale e alla Juventus. Nato in maniere frettolosa, non approfondito, ha consentito solo chi aveva studiato a cominciare ad avere effetti positivi come ritorno. Che aiuta tutto il calcio italiano con un serbatoio di giovani. Mi preoccupa il fatto che rispetto all'Europa il minutaggio dei giovani si sia dimezzato. Così non possiamo andare da nessuna parte. Se il Portogallo elimina l'Italia nel campionato europeo Under 21... Nel minutaggio c'è un abisso. Dobbiamo eliminare gli errori commessi nel momento di avviamento del progetto. Noi abbiamo una grande responsabilità nel capire se le norme vanno riviste. In alcuni aspetti vanno riviste, ne stiamo discutendo. Alcuni aspetti vanno rivisti, la tassa d'iscrizione forse è elevata. Dobbiamo prendere da quanto succede all'esterno, forse il modello tedesco è quello a noi più vicino. Quello francese mi piace poco. La riflessione finale è quella di vedersi in tempi rapidi per trovare subito le condizioni per un'apertura a tutte le società velocemente. Noi siamo la quarta forza a livello internazionale ma siamo terzultimi nell'utilizzo dei giovani formati in casa. Se la lista dei 25 ha portato a un dimezzamento del minutaggio dei giovani dobbiamo farci su una riflessione".

Intervengono con un video Alvaro Morata e Sami Khedira che hanno vissuto questa esperienza.

Morata: "Per me è stato molto importante. Ti preparano per la prima, le partite le giochi, le hai vissute e non ti fa impressione giocare con squadre contro cui hai già giocato. Sei a un passo dalla prima squadra, in Spagna questa è mentalità è capita da tutti i giovani. Se non ti chiama la prima squadra hai altre possibilità. Quando io ero in seconda squadra, alla fine tutti noi siamo arrivati ad alti livelli. Per me è fondamentale, a volte può essere più utile andare in prisma quadra in un club più piccolo ma io credo che sia più utile stare in una seconda in un club competitivo. Questo è stato un grande passo della mia carriera".

Khedira: "Allo Stoccarda è stato molto importante, giocavamo in terza divisione, è un periodo di passaggio importante. C'è un mix di giocatori giovani e di esperienza, c'è il tempo necessario e c'è maggiore possibilità di passare alla prima squadra. Dovrebbe essere più curata, ci sarebbero più possibilità di arrivare in prima squadra così".

Ghirelli: "Da dove partire? Da oggi, che è l’occasione di fare un passo in avanti. Con Gravina, il 18 aprile, venivamo dalla visita al papa e ponemmo la questione sul fatto che l’esperienza non partisse monca e ci fosse bisogno di regole per ampliare il progetto. Ci sono difficoltà: prestiti e valorizzazioni, la FIFA ha indicato delle riduzioni fortunatamente. Questo sposta problemi sul percorso di valorizzazione. Alcune società non entrano allo stadio. Dopodiché possiamo ragionare liberamente sui problemi che abbiamo davanti. Se penso ad esempio ad un’altra esperienza, che riguarda la Primavera, torniamo al Novara che retrocede dalla Serie B alla Serie C. Nel frattempo, nello stesso anno, il Novara vince il Primavera B e sale in Primavera, ma quell’esperienza viene distrutta. Ci sono voluti 4 anni per mettere Primavera 1, Primavera 2, Primavera 3, favorendo un processo. Questo consente di vedere meglio i giovani, ma anche lì abbiamo dovuto discutere anni. La seconda squadra si muove all’interno di un processo che favorisce la crescita, per cui abbiamo bisogno di disponibilità a discutere. Chi è per le riforme discute di tutto. Alcune modifiche le abbiamo fatte, ossia che le presenze sono salite a 25. Ci sono altre questioni che attengono alla tassa d’ingresso, possiamo ragionare sul numero di chi entra. Ho solo una grandissima preoccupazione, ossia dare una risposta alla difficoltà del calcio italiano. Avevamo una scadenza, non riusciamo ad incontrarci ma non mi fermo nello spingere. Sento la responsabilità, mi sento coinvolto nella responsabilità di questa fase. Ognuno di noi, avendo una responsabilità personale, dobbiamo riconsegnare a Gravina delle proposte da mettere in campo".

Gravina: "Questo non è più il momento delle discussione ma delle decisioni. Sul tema seconde squadre è un fatto di serietà: se vogliamo mettere mano al progetto bisogna dare i termini per aderire al progetto. Se rinviamo a maggio-giugno vuol dire che non vogliamo le seconde squadre. Entro 60 giorni, massimo 31 gennaio dobbiamo essere in grado di dire cosa bisogna fare per avere le seconde squadre. Altrimenti stiamo facendo un bellissimo incontro ma non arriveremo mai alla creazione di presupposti per aderire al progetto".

Casini: "Se vanno bene i 60 giorni? In realtà il piano delle riforme la Serie A l'ha designato. Quanto accaduto con la non qualificazione ai Mondiali ha smosso tutto. Il modello italiano nasce differente dagli altri europei. Come è possibile che sono una squadra l'abbia scelta? La risposta sono una serie di problematiche, tra cui il costo. Un milione e duecentomila euro sono un costo proibitivo per molte squadre. Ho chiesto alla Juventus, che ringrazio, una lista di cose da migliorare sul progetto e alcune già le abbiamo migliorate quest'anno. La Juventus e le altre hanno rappresentato i correttivi per arrivare ad avere più squadre. La Juventus è un'eccezione, guardiamo anche al caso femminile. Siamo fortunati ad avere questo esempio, ma se vogliamo allargarlo i criteri vanno corretti. Ci sono già 3-4 squadre che a condizioni diverse sarebbero pronte. C'è il problema dei prestiti, la seconda squadra diventa una soluzione da questo punto di vista. Il tema costi è quello che è emerso di più. Ci sono squadre che hanno dovuto scegliere se mantenere un centro sportivo o la squadra femminile".

Gravina: "C'è anche un tema culturale. Il pensare di essere più furbi degli altri ha permesso di mascherare quella che è la logica che avviene nel mondo del calcio. Mediamente ci sono trenta prestiti che richiedono un premio di valorizzazione. L'aver eliminato la multiproprietà ha annullato l'efficacia della validità del percorro del progetto seconde squadre. Dobbiamo tutti capire l'esigenza reale del progetto. Per le nazionali è una conseguenza naturale, non va fatto passare il messaggio che sia solo per questo. Noi abbiamo il dovere di mettere le condizioni per favorire questo processo. Il talento che non riesce a incontrare il progetto giusto genera dispersione. C'è il fatto di giocatori presi dall'estero che costano meno. Ci sono riflessioni più complesse da mettere in essere".

Gravina: "Per rendere possibile questo progetto, come entrano le seconde squadre? Fino ad ora sono entrate con ‘Se si aprono degli spazi’. C’è bisogno di sedersi attorno ad un tavolo. Alcune non possono entrare perchè ci possono troppi stranieri. Alcune hanno problemi infrastrutturali. Sul piano dei costi, quando ci incontreremo, ne discuteremo. Cosa succede ogni anno ai 400 e oltre giovani che escono dalla Primavera? Con le seconde squadre li valorizzi. La Juventus non ha un risvolto solo in questo ambito, anche all’estero. Anche le altre squadre ne ricaverebbero dei vantaggi".

Casini: "Se non si cambiano le regole è difficile che ci siano altre squadre. La Juventus è arrivata a questo progetto perché ha cominciato a lavorarci prima. Il modello inglese è completamente diverso, ci sono squadre di A che guardano a quello. Il sistema seconde squadre serve a tutti, anche alle nazionali. A me ha sorpreso il dato raccolto dalla Juventus sulle vincitorici degli ultimi mondiali, la maggior parte dei giocatori in rosa hanno fatto parte delle seconde squadre".

Ospite dell'evento anche Rafa Benitez che prende la parola.

Benitez: "Io ho giocato dieci anni nel settore giovanile del Real Madrid. Non ero un giocatore del livello Real, ma ho avuto un infortunio prima di andare in seconda squadra che mi ha ostacolato. Mi mandano in prestito e mi perdo. Era tutto diverso, ho perso la struttura della società. Poi entro nel settore giovanile come allenatore, ho sentito questo con un ruolo diverso. Avevo Raul a 17 anni da allenatore del Castilla, lui era capocannoniere, volevo prenderlo nella mia squadra. Del Bosque, coordinatore, mi ha detto aspetta, lui era in terza squadra. Poco dopo va con la prima squadra, si allena con loro e sparisce, noi in basso non lo vediamo più. Questi calciatori hanno un valore per la società, andavano in Liga prima in prestito e poi comprati. Come calciatore vuoi rimanere nella struttura della società perché altrove si perdono. Ho avuto la fortuna di andare anche in Inghilterra, come manager ma io nella mia testa ero allenatore. Arrivo nella squadra riserve ma nessuno aveva il livello adatto. Io parlo di fare un campionato Under 21. Le piccole città volevano rimanere in Championship. Adesso hanno fatto l'Under 23 per i giocatori giovani e gli infortunati che devono ritrovare la forma. Non penso che questo sia il modello. Per un giocatore fare troppi cambi è difficile. Nella mia esperienza il modello spagnolo va abbastanza bene, il livello è più alto e i giocatori hanno le strutture per lavorare. Il livello Under 19 non va bene, è troppo basso. Se parliamo dell'idea la seconda squadra è molto interessante. Real e Juventus ok, le altre hanno bisogno di tempo. Come farlo? Cosa vostra (ride n.d.r.). L'altro giorno guardavo una foto del Castilla, il 90% ha giocato nella Liga e molti nel Real".

Conclude l'incontro il Football Director della Juventus Federico Cherubini.

Cherubini: "Ci tengo a ringraziare tutti quelli che sono intervenuti. Questa cosa è nata quattro mesi fa in una chiacchierata con Ghirelli e Arrivabene. Oggi speriamo ci siano più di 25mila persone per la partita di oggi. Noi viviamo in un mondo in cui gli obiettivi sono settimanali, facciamo dei progetti ma poi dipendiamo dai risultati. Noi siamo partiti dieci anni fa, cinque anni fa siamo riusciti a iscriverci e oggi raccogliamo i primi frutti. Ringrazio tutti gli allenatori, ringrazio Claudio Chiellini che è stata la persona che più ha lavorato du questo profeto. Il grande lavoro della nostra seconda squadra è stato fare da anello di congiunzione ta settore giovanile e prima squadra. Oggi chiunque lavora in Juventus sa qual è l'obiettivo: formare giocatori per la prima squadra e per il sistema. Mi auguro che in futuro questo funzioni anche in termini di sistema. Per star qui fra qualche anno e parlare di numeri diversi".

11:40 - Termina la tavola rotonda all'Allianz Stadium.