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Che sfida tra il Guardiolismo e il calcio all’italiana di Inzaghi. Friedkin deve convincere Mou e Dybala a restare e Commisso deve blindare Italiano. Che delusione il Toro. La Juve e la partita con l’UefaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 5 giugno 2023, 18:39Editoriale
di Luca Calamai

Che sfida tra il Guardiolismo e il calcio all’italiana di Inzaghi. Friedkin deve convincere Mou e Dybala a restare e Commisso deve blindare Italiano. Che delusione il Toro. La Juve e la partita con l’Uefa

Il Guardiolismo contro il gioco all’italiana di Simone Inzaghi. La finale di Champions propone la sfida tra due filosofie calcistiche. Il tecnico spagnolo ha creato uno stile. Talmente alla moda da aver prodotto un esercito di imitatori che a volte, ammettiamolo, hanno provocato disastri. Pep è unico e inimitabile. Mi sono spesso chiesto se il Guardiolismo funzionerebbe anche con la Cremonese o il Lecce: tanto per fare due esempi a caso. Pep vincerebbe ugualmente? Oppure per esaltare il suo calcio ha bisogno di interpreti geniali. Penso al Barcellona di Iniesta, Xavi e Messi o al City di De Bruyne o Haaland. Chissà? Intanto Simone Inzaghi, l’uomo che vice le Coppe, proverà a mandare in tilt i preziosi meccanismi calcistici del City. Le ripartenze di Lautaro possono essere pugnalate. L’Inter ha bisogno soprattutto di far sentire muscoli e grinta in mezzo al campo. Ha bisogno di recuperare palloni e far ripartire bene il gioco. Il City è favorito ma la finale è tutt’altro che scontata. Uando tutto ci è contro noi italiani diventiamo micidiali. E questo Guardiola lo sa bene.

La Roma ha perso male la finale di Europa League ma ha finito il campionato conquistando ancora un posto in Europa League. Ora dovrà scendere in campo il presidente Friedkin. La proprietà americana è a un bivio: alzare l’asticella o accontentarsi? Tradotto in pratica: confermare Mou e Dybala e inserire un altro paio di stelle o aprire un nuovo ciclo con altri protagonisti? Certo, è giusto ricordare che Friedkin non potrà mettere le mani sui soldi veri, quelli della Champions. Mou e Dybala meritano però una sfida importante. Come testimoniano i continui “tutto esaurito” dell’Olimpico.


A proposito di allenatori da confermare. Mercoledi la Fiorentina disputerà la sua finale Europea. Conquistare la Conference vorrebbe dire per il presidente Commisso entrare nella storia del club. E riportare a Firenze un titolo che manca da più di ventidue anni. Dopo la gara di Praga il club viola dovrà affrontare la questione Italiano. Che piaccia al Napoli ci può stare. Ma Commisso ha ancora due anni di contratto in pugno. E allora pretenda dal suo allenatore il rispetto dell’accordo magari garantendo la crescita del progetto tecnico. La Fiorentina ha ancora bisogno di Italiano.
Infine le due torinesi. Il Toro continua a non crescere. La squadra granata non è riuscita neppure a conquistare l’ottavo posto in una stagione dove ha potuto concentrarsi solo e soltanto sul campionato.
Questo clima da eterna guerra fredda tra il presidente Cairo e mister Juric è imbarazzante. Invece di scaricare le colpe su altri sarebbe meglio se ognuno dei grandi attori del Toro si assumesse le proprie responsabilità. La Juve chiuso il torneo ora inizierà la sua partita con l’Uefa. Il rischio di un anno di sospensione dalle Coppe è reale. Ma perdere una stagione di Conference potrebbe quasi essere un vantaggio.
Il problema è un altro: come e da chi ripartirà la Juve? Tenere Allegri e perdere Vlahovic non è un geniale punto di partenza.