Emergenza infortuni, ma non solo: Napoli, a Torino sfuma (definitivamente?) il sogno Scudetto
La sconfitta dell’Allianz Stadium lascia al Napoli più rimpianti che certezze. Il 3-0 finale premia la Juventus oltre i reali meriti di una gara che, soprattutto nel primo tempo, aveva mostrato un copione meno sbilanciato. Certo, a pesare come un macigno sono i due episodi avvenuti prima dell’intervallo: nella stessa azione Hojlund e Vergara finiscono a terra in area, ma né l’arbitro né il Var intervengono. Gli azzurri erano sotto di una rete, ma stavano provando a rientrare in partita nonostante l’elenco infinito degli indisponibili.
Non è tempo di Scudetto
A tradire la squadra di Conte è stata anche la fatica: l’emergenza costringe sempre gli stessi a tirare la carretta e la lucidità ne risente. Così, mentre l’Inter scappa a +9, il sogno scudetto si spegne quasi del tutto e l’orizzonte si restringe alla battaglia per la zona Champions, resa complicata da un’infermeria che non si svuota mai. Già incombe un altro esame durissimo, con il Chelsea in arrivo al Maradona in una partita da dentro o fuori per raggiungere i playoff di Champions League, appesi a un filo.
Perché solo adesso Vergara
Il Napoli ha provato a reggersi sulle ripartenze di Lobotka e McTominay, ma senza peso offensivo ha faticato a pungere. In una serata segnata anche dalla nostalgia – con i tifosi bianconeri a intonare “Oj vita mia” – spicca la prova di Vergara, costretto a fare tutto: rientrare, costruire e sostenere Hojlund. Una scoperta nata dall’urgenza, che apre però una riflessione: forse, tra le pieghe di una rosa esperta, c’erano giovani pronti da tempo. Ora servirà ripartire da qui, prima che l’amarezza diventi rassegnazione.
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