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Lupo: “Il progetto delle seconde squadre non mi ha convinto. FVS? La è strada giusta”TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 10:49Serie C
di Luca Bargellini

Lupo: “Il progetto delle seconde squadre non mi ha convinto. FVS? La è strada giusta”

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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il direttore sportivo Fabio Lupo ha analizzato il momento della Serie C tra lotta promozione, progetto seconde squadre e innovazioni tecnologiche introdotte in stagione. Direttore, partiamo dalla corsa promozione nei tre gironi di Serie C. Il Vicenza sembra ormai lanciato: è così? “Nel girone A il vantaggio del Vicenza appare davvero incolmabile, salvo clamorosi colpi di scena che nel calcio comunque possono sempre accadere. Ma è anche la forza del Vicenza a non lasciare spazio alle rivali, che pure stanno disputando un ottimo campionato. Già sulla carta sembrava avere qualcosa in più rispetto alle altre e lo sta dimostrando”. E negli altri due gironi? “Il girone B e il girone C sono più equilibrati per quanto riguarda il primo posto. L’Arezzo ha un discreto vantaggio e ha mostrato continuità di prestazioni oltre che di risultati, più di Ravenna e Ascoli, e questo fa pensare che possa proseguire su questa strada. Però sette punti, con diverse giornate ancora da giocare, non sono semplicissimi da gestire: basta un momento di difficoltà per rimettere tutto in discussione. Nel girone C l’equilibrio è forse ancora maggiore, perché il distacco è inferiore e il valore di Benevento, Catania e Salernitana fa pensare che fino all’ultimo proveranno a insidiare la vetta”. Ci sono squadre che l’hanno delusa? “Oggettivamente qualcosa in più ci si poteva aspettare dalla Ternana, soprattutto per la profondità dell’organico e per il mercato di gennaio, che ha ulteriormente rafforzato la squadra. Poteva occupare una posizione diversa. In generale però nel girone C le squadre di alto profilo sono tutte nella parte alta, quindi è difficile individuare una vera delusione”. Dopo otto stagioni, che bilancio fa del progetto Under 23 in Serie C? “Dal punto di vista dei club che partecipano, il progetto può determinare plusvalenze importanti, come accaduto soprattutto alla Juventus. Però ho qualche perplessità sull’aspetto economico generale: mantenere una seconda squadra ha costi significativi. Mi chiedo se, con lo stesso investimento in scouting e organizzazione, non si possano ottenere risultati simili attraverso il percorso tradizionale dei prestiti”. Quindi non è un progetto che l’ha convinta? “Nell’ottica del calcio italiano non credo abbia dato quello che qualcuno si aspettava. Molte di queste squadre sono composte anche da giocatori non tesserabili per la Nazionale o da elementi non giovanissimi, quindi il contributo alla crescita del patrimonio calcistico italiano è relativo. Inoltre non si è verificato nemmeno quell’aumento di interesse e di pubblico che si ipotizzava”. La Serie C ha un’identità diversa? “Assolutamente sì. La Serie C è il campionato delle città, delle rivalità storiche, dei comuni italiani. È un fascino legato alla nostra storia. Paragonarla ai terzi livelli di altri Paesi non è corretto: l’Italia ha una tradizione particolare, che si riflette anche nel calcio”. Meglio un campionato riserve sul modello del vecchio ‘De Martino’? “La competitività della Serie C non è paragonabile a quella di un campionato riserve: giocare a Catania o Vicenza non è come disputare una gara tra seconde squadre. Però personalmente il progetto non mi ha convinto e continua a non convincermi. Forse andava studiata una soluzione differente”. Quest’anno in Serie C è stato introdotto il Football Video Support: che giudizio dà? “Intanto faccio i complimenti alla classe arbitrale della Serie C: vedo tanti arbitri preparati, atleticamente adeguati, sempre vicini all’azione. Gli errori possono capitare, ma il livello è buono”. E sulla tecnologia? “L’innovazione la valuto positivamente. Ha contribuito a ridurre alcune polemiche e ad aumentare la correttezza delle decisioni. Certo, bisogna lavorare sui tempi: a volte assistiamo a partite troppo lunghe. Però mi sembra un primo passo importante”. Meglio il FVS rispetto all’intervento sistematico? “Personalmente sì. Trovo molto interessante il fatto che la richiesta venga affidata ai club: questo potrebbe ridurre tante polemiche. In Serie A e B l’intervento esasperato del VAR sta generando discussioni infinite. La chiamata su richiesta potrebbe essere una strada da percorrere anche nelle categorie superiori”. Da ex centrocampista, c’è un giocatore di Serie C che le piace particolarmente? “Non faccio nomi, altrimenti do vantaggi ai miei colleghi per il prossimo anno (ride, ndr). Però ci sono tanti giocatori interessanti. La Serie C è una vetrina importante e va seguita con grande attenzione. Spesso si guarda all’estero, ma in questi campionati si possono trovare profili molto validi”.