Due pesi e due misure? Il Verona e l'espulsione di Orban: quando la legge non è uguale per tutti
L'Hellas Verona è pronto a tornare in campo dopo la grande delusione relativa al ko di Parma di domenica scorsa, data dal gol preso al 95', che ha fatto sfumare un punto all'ultimo minuto di una gara che gli scaligeri avevano giocato in inferiorità numerica dall'undicesimo minuto in avanti. Un'espulsione, quella comminata a Gift Orban, che ha fatto e continua a far discutere molto, visto che da casa Hellas è arrivata la ricostruzione dell'episodio che parla di un "fuck off" pronunciato dall'attaccante ma non necessariamente indirizzato all'arbitro Pairetto, che non ci ha però pensato però due volte, prendendo una decisione probabilmente con troppa leggerezza, a mostrare il cartellino rosso al nigeriano, con la partita ancora praticamente tutta da giocare.
Nella mattinata di oggi il tecnico del Verona, Paolo Sammarco, è tornato a parlare dell'episodio, aprendo un nuovo dibattito sulla gestione da parte della classe arbitrale, di episodi di questo genere. "Penso ci sia poco da parlare di Orban - ha affermato l'allenatore -, le immagini sono abbastanza chiare, vediamo tutte le partite di Serie A dove i giocatori si permettono cose ben peggiori. È stata una leggerezza, poteva non dire quello che ha detto, ma l'arbitro poteva fare a meno di fare quello che ha fatto". Due pesi e due misure quindi per lo stesso Sammarco, e come dargli torto, visto che è sotto gli occhi di tutti il fatto che la legge, molto spesso, non sia uguale per tutti.
Perché espellere un calciatore dopo meno di un quarto d'ora di partita per una protesta molto simile a tante altre? Difficile trovare una risposta a questa domanda, ma resta il fatto che ancora una volta, come accaduto anche nel famoso "contatto" tra Kalulu e Bastoni in Inter-Juventus di sabato scorso, la sensazione è che la decisione del direttore arbitrale sia arrivata troppo rapidamente. A volte meglio prendersi un momento in più, per non rischiare di rovinare una partita per cose relativamente importanti. Il problema non è il colore della maglia o l'importanza di un club, c'è molto di più. Serve serenità, cosa che manca ai nostri arbitri, ma altrimenti il rischio è quello di non uscire più da un tunnel di polemiche che sembra essere infinito.











