Non confermare Spalletti sarebbe un errore. Juve, è Comolli a rischiare il posto?
La Juventus pensa al presente, con il quarto posto da conquistare ad ogni costo, ma anche al futuro, e mentre i dubbi sulla conferma di Luciano Spalletti sono molti meno di quelli che si potrebbe pensare sul futuro della dirigenza è giusto iniziare a fare due conti, tornando ad analizzare quello che è successo un anno fa. Sì, perché il lavoro fatto da Damien Comolli non è certo stato di quelli indimenticabili, in positivo, sia nel mercato estivo che in quello invernale, e visto che 12 mesi fa fu Cristiano Giuntoli a pagare, nonostante avesse centrato gli obiettivi che la società gli aveva prefissato, per quale motivo il dirigente francese dovrebbe essere confermato a occhi chiusi?
Acquisti sbagliati e classifica non in linea con le aspettative.
Facciamo degli esempi. La scorsa estate la Juventus ha comprato tanto, spendendo anche di più rispetto a quanto previsto, ma a oggi, con la stagione che si avvia alla fine, possiamo dire con assoluta certezza che non c'è stato neanche un acquisto azzeccato. Neanche uno. David e Openda sono due buchi nell'acqua, Joao Mario è stato girato in prestito al Bologna, Zhegrova verrà ricordato, almeno fino a oggi, per il gol sbagliato contro il Galatasaray e Conceicao è un retaggio del passato. Un bilancio impietoso che se possibile è stato peggiorato a gennaio, visto e considerato che il compito principale era quello di prendere un attaccante: obiettivo fallito.
Vietato non confermare Spalletti.
Ecco, alla luce di tutto questo, chi dà le colpe principali a Spalletti per la distanza di quattro punti dal quarto posto non dice il vero, perché la rosa è quella che è e la sensazione è che il tecnico stia facendo praticamente il massimo con ciò che ha a disposizione. Chi dovrà essere valutato, invece, è il dirigente francese, visto che il suo lavoro non può essere reputato soddisfacente. L'anno scorso la Juventus decise di cambiare. Chissà che non scelga la stessa strada anche quest'anno.
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