Tottenham, retrocessione a un passo. Tudor: "Pressione? Un 7 su 10. Contano solo i tre punti"
Igor Tudor ha iniziato malissimo il suo incarico da allenatore del Tottenham. Dopo l'esonero di Thomas Frank, il tecnico croato è stato ingaggiato - dopo il licenziamento dalla Juventus - nel tentativo di risollevare l'animo degli Spurs e migliorare l'economia della classifica, ma tra l'imbarcata presa dall'Arsenal e la sconfitta con il Fulham, si gioca tanto questa sera nello scontro con il Crystal Palace. Praticamente da dentro o fuori.
La lotta salvezza per restare in Premier League è spietata e ora il Nottingham Forest (17°) è ad un solo di distanza dai ragazzi di Tudor in sedicesima posizione. Parlando in vista del match con il Palace, prima che West Ham e Forest si portassero a ridosso del Tottenham, Tudor ha parlato così in conferenza stampa riguardo la situazione gravosa: "Gli allenatori sentono sempre la pressione. È un sette (su dieci, ndr). Fa parte del mestiere, così come fa parte del mestiere godersi ciò che si può. Nei momenti positivi ti diverti, in quelli negativi no, ma la pressione c'è sempre. Quando avevo 10 anni e cercavo di diventare un calciatore, c'era pressione. Quando ho iniziato a giocare in prima squadra, l'ho sentita. È parte della mia vita e di quella di tutti i tecnici".
E ha aggiunto: "Tutti capiscono la situazione; se non la capisci, c'è qualcosa che non va. Il mio compito è allontanare la pressione, ma quello dei giocatori è accettare che esista. La vera pressione è quella di chi deve guadagnare per la propria famiglia o dei medici che decidono tra la vita e la morte. Questa è la vera pressione. Bisogna essere pronti ad accettarlo, rialzarsi e prendersi le proprie responsabilità", la riflessione di Tudor. Dopo il ko con il Fulham a Craven Cottage, Tudor non ha nascosto la sua ira. E l'ha spiegata così: "Non accettare la sconfitta come qualcosa di normale. È una questione di mentalità. Non puoi essere il tipo che entra nello spogliatoio dopo la gara, dice che tutto è perfetto, sorride e fa finta di niente".
Ormai per il Tottenham in stagione ogni punto è vitale, a prescindere dal gioco espresso: "Contano solo i tre punti. Quando inizi la stagione e scegli i giocatori e lo stile, hai mesi per lavorarci. Nelle ultime dieci partite, lo stato mentale è totalmente diverso".
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