L'Iran Femminile cambia atteggiamento: canta l'inno e fa il saluto militare prima dell'Australia
Se contro la Corea del Sud, prima gara della Coppa d’Asia Femminile, la nazionale iraniana era rimasta in silenzio durante l’esecuzione dell’inno nazionale contro l’Australia – per molti in segno di lutto per le oltre 500 vittime causate dal bombardamento a una scuola femminile di Minab - nella giornata di ieri l’atteggiamento della calciatrici è stato diverso. E anche in questo caso il loro gesto è finito al centro di polemiche e speculazioni sulle loro motivazioni. Nel corso dell’esecuzione dell’inno infatti la calciatrici sono tornate a cantarlo con tanto di saluto militare.
È difficile non pensare che ci sia stata qualche pressione politica arrivata in un momento molto difficile per l’Iran alle prese con la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti che ha già provocato oltre mille morti e rischia di infiammare tutta l’Asia sudoccidentale e il Golfo Persico.
Anche in questo caso da parte delle calciatrici e dell’allenatrice non sono arrivate spiegazioni riguardo al gesto, così come in occasione della prima sfida, dopo che nella giornata di ieri la ct Marziyeh Jafari e la calciatrice Sara Didar non erano riuscite a trattenere le lacrime parlando della preoccupazione per non avere notizie dai propri affetti rimasti in Iran sotto le bombe.
“Siamo tutte molto preoccupate e tristi per ciò che succede in Iran, per le nostre famiglie e i nostri cari. Spero davvero che il nostro paese abbia presto buone notizie e che resti forte e vivo", ha spiegato la giocatrice iraniana. "Siamo molto in ansia per le nostre famiglie e per tutte le persone in Iran. Nessuno ama la guerra. - le ha fatto eco la ct - Ma siamo qui per giocare a calcio professionalmente, e faremo del nostro meglio per concentrarci sul calcio e sulla prossima partita".
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