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Milan: la dialettica su Leao e la verità su Rabiot. Inter: le voci su Bastoni. Juve: il gol di Conceicao. Como: gli attacchi a Fabregas. E l’incredibile sentenza sulla Coppa d’AfricaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:07Editoriale
di Fabrizio Biasin

Milan: la dialettica su Leao e la verità su Rabiot. Inter: le voci su Bastoni. Juve: il gol di Conceicao. Como: gli attacchi a Fabregas. E l’incredibile sentenza sulla Coppa d’Africa

Eccoci qui a discutere stranamente di nuove rogne. E un po’ anche di calcio, suvvia. Dieci cose. 1) Rompere i maroni a Leao è pratica facilissima. La sua prestazione contro la Lazio è stata pessima, esattamente come quella di quasi tutti i suoi compagni. La reazione al cambio ha aggravato la sua posizione e certo non è stata una bella roba da vedere, ma non esageriamo. Quest’anno il portoghese si è messo a disposizione come mai aveva fatto prima. Ha abbracciato la proposta di Allegri pur sapendo di non essere una vera punta centrale, ha scelto di provarci e la cosa gli sta riuscendo solo parzialmente. L’altra sera è uscito furioso e sono piovute le critiche. Legittime, ci mancherebbe, ma è anche vero che da anni viene indicato come quello che se ne fotte e ciondola, esattamente l’opposto di quel che ha fatto l’altra sera. L’altra sera si è incazzato per un cambio, segno inequivocabile di un interesse che, però, gli ha portato nuove rogne e ha generato velenose narrative. Tra le altre, l’idea che ora sia il più sacrificabile tra i rossoneri. Cosa che può avere senso se si valuta legittimamente a una strategia di campo alternativa, non se si ritiene che costui non vada bene “in quanto Leao”. Perché Leao, piaccia o non piaccia, negli ultimi anni rossoneri è decisivo come nessun altro. Lo dicono i suoi numeri, anche quando ciondola. 2) La sconfitta del Milan nel match che poteva riaccendere le speranze scudetto è stata raccontata in mille modi. Ne aggiungiamo un altro, banalissimo. Il Milan senza Rabiot è mezzo Milan. I rossoneri hanno giocato altre partiti simili a quelle dell’Olimpico. Pensiamo all’andata con il Como o al match di Torino contro i granata. Partite complicatissime che ha rimesso in piedi il francese con la complicità del suo connazionale in porta. Senza Rabiot il Milan perde equilibrio nelle due fasi, smarrisce le distanze, dinamicità e, banalmente, è più vulnerabile. Le sue alternative? È possibile che abbiano un futuro ad alto livello, ma attualmente non valgono una gamba del signor Adrien. 3) La domanda ricorrente di queste ore è: “Perché tutti litigano con Fabregas?”. Ognuno ha la sua idea. Ecco la nostra: perché dice cose che vengono interpretate come “arroganti” e invece sono pura “innovazione”. Perché col suo modo di fare “disturba” i vecchi maestri del calcio italiano. Perché come i Chivu e i Cuesta allena da 5 giorni e ottiene risultati. Banalmente, dà fastidio perché è bravo. 4) “Il Como non dà una mano al calcio italiano: in tutta la stagione ha fatto giocare solo Goldaniga e per giunta per un minuto”. 1) Non è responsabilità dei club risolvere i problemi della Federazione. I club, banalmente, devono pensare esclusivamente ai loro costosissimi interessi. 2) Il Como non evita i giocatori italiani perché non li vuole, ma perché fatica a trovarne con le caratteristiche richieste da Fabregas. E se per caso ci sono, costano il triplo. E allora investe sì in “italiani”, ma nel settore giovanile. Preferisce costruirli internamente che strapagarli fatti e finiti. E fa benissimo. 5) La celebre trasmissione chiamata “Open Var” potrebbe chiudere al termine della stagione. Peccato: non andrebbe chiusa, andrebbe migliorata. Nata con lodevoli intenzioni, è diventata il luogo in cui - senza alcun contraddittorio - i vertici arbitrali negano (quasi sempre) o ammettono (quando proprio non hanno alternative) le loro responsabilità ai danni di questa o quella squadra. Poteva essere una grande occasione di confronto, è diventato il posto in cui i grandi capi dei fischietti si ripuliscono la coscienza. 6) Si mormora e scrive che l’Inter possa pensare di cedere Alessandro Bastoni per 50 milioni, ovvero una cifra inferiore a quella incassata per la cessione di Onana (estate 2023). No, l’Inter non sta pensando di cedere Bastoni, sta pensando unicamente a un obiettivo non ancora raggiunto chiamato “scudetto”. E Bastoni se lo vuole tenere. A meno che il giocatore non decida di cambiare aria e arrivi un club disposto a mettere sul piatto cifre senza senso. 7) Il tifoso della Juve che si arrabbia per il gol annullato a Conceicao… ha ragione. E il motivo è persino banale: i regolamenti (anzi, “le linee guida” come le chiamano) non si cambiano a campionato iniziato, altrimenti stravolgono gli equilibri del campionato stesso. Non dovrebbe essere difficile da capire, eppure… accade. 8) Esonerato Nicola a Cremona, arriva Giampaolo”. Difficile mandare via un grande specialista delle salvezze come Nicola, ma un girone di ritorno con soli due punti nel sacco… è una roba impossibile da difendere. 9) Il Bodo si fa rimontare tre gol e viene eliminato dallo Sporting. I bambini in Norvegia non giocano più per strada come un tempo. Sarà il freddo. 10) “Clamoroso: il Comitato d'Appello della Caf toglie la Coppa d'Africa al Senegal per aver abbandonato il campo per più di 10 minuti dopo che al Marocco era stato assegnato un rigore negli ultimi minuti dei tempi regolamentari. Marocco campione”. Siamo oltre l’incredibile.