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A Fabregas il Premio Bearzot: annunciato anche premio alla carriera per CapelloTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 16:03Serie A
di Lorenzo Di Benedetto

A Fabregas il Premio Bearzot: annunciato anche premio alla carriera per Capello

È Cesc Fabregas il vincitore della XV edizione del Premio Nazionale Enzo Bearzot, riconoscimento promosso dall'Unione Sportiva ACLI insieme alla FIGC. “Tecnico giovane ma già brillante dopo essere stato straordinario calciatore, Cesc Fabregas rappresenta una delle novità in panchina più significative a livello internazionale. Al Como ha dato forma concreta ad un sogno glamour grazie al bel gioco e a una serie di risultati mai colti prima in riva al Lago, ma è evidente a tutti che queste stagioni sono solo l’inizio di una carriera potenzialmente senza limiti”, la motivazione con la quale la giuria ha voluto assegnare al tecnico del Como, che succede a Gian Piero Gasperini, il riconoscimento che gli verrà consegnato nelle prossime settimane. Una prima volta assoluta per il ‘Bearzot’ che riconosce a un tecnico straniero il premio intitolato alla memoria del ct campione del mondo nell’82. L’annuncio è andato in scena durante la conferenza stampa presso la prestigiosa sala ‘Paolo Rossi’ della FIGC, in via Allegri a Roma, alla presenza del numero uno dell’US ACLI, Damiano Lembo, e del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, dopo che nella mattinata, la giuria del premio, presieduta dagli stessi, e coordinata dal Capo Redattore Sport ANSA Nazionale, Piercarlo Presutti, si è riunita per la decisione nella sede nazionale dell’US ACLI. Ad annunciare il nome del vincitore è stato il Presidente Lembo: “Il Premio Bearzot è ormai un appuntamento tradizionale nell’agenda sportiva italiana, un riconoscimento con il quale non vogliamo solo omaggiare il ‘Grande Vecio’, ma anche unire il mondo dello sport di base, che rappresentiamo come US Acli, e dell’alto livello. Alla tradizione, però, vogliamo abbinare innovazione e uno sguardo globale al mondo che ci circonda. Per il ‘Bearzot’, nonostante sia alla quindicesima edizione, è infatti una prima assoluta, riconoscendo il Premio a un tecnico straniero. Ma quella stessa passione e innovazione che noi mettiamo nel lavoro quotidiano, Cesc Fabregas è stato capace di portarla al Como, ottenendo anche risultati incredibili. Per questo abbiamo ritenuto che fosse la persona giusta”. D’accordo anche il Presidente Gravina: “Cesc Fabregas merita davvero questo Premio, è la scelta giusta. Con lui premiamo la qualità, ma anche la formazione, perché sta facendo vedere cose straordinarie alla guida del Como e perché è uno studioso di calcio che ha scelto proprio l’Italia per perfezionare la sua formazione, conseguendo il Master al Corso Uefa Pro a Coverciano. Oltre ad essere una persona diretta, nella sua carriera da allenatore non ha accettato scorciatoie, caratteristica che più lo accomuna a Enzo Bearzot, imponendosi nel grande calcio con la forza dei risultati e ancor più con la forza delle prestazioni”. Annunciato anche il Premio Speciale alla Carriera a Fabio Capello, nell’anno dei suoi 80 anni che compirà il prossimo 18 giugno e che gli verrà consegnato il giorno della cerimonia al Salone d’Onore. Dall’edizione 2018, inoltre, il Premio Bearzot viene accompagnato dal premio alla memoria di Stefano Farina, l’arbitro scomparso il 23 maggio del 2017. Il premio, indicato dall’Associazione italiana arbitri (AIA), è stato assegnato a Marco Guida della sezione di Torre Annunziata. Ad annunciarlo il Vicepresidente Vicario dell’AIA, Francesco Massini. “Rappresenta da anni un punto di riferimento per il movimento arbitrale grazie alla sua competenza, alla disciplina e alla forte motivazione che trasmette alle nuove generazioni di direttori di gara - la motivazione con la quale l’AIA ha individuato in Guida l’assegnatario del Premio -. Qualità che lo rendono un modello per i più giovani e un interprete autorevole dei valori dell’arbitraggio”. Per il secondo anno consecutivo, poi, il Premio Bearzot si arricchisce anche della presenza di un riconoscimento per i giornalisti, dedicato alla memoria del compianto Gian Paolo Ormezzano, storico inviato de “La Stampa”, direttore di Tuttosport e una delle grandi firme di Famiglia Cristiana, venuto a mancare il 26 dicembre 2024. Il vincitore sarà svelato durante la cerimonia al Salone d’Onore del Coni. Di seguito la motivazione integrale con cui la giuria ha deciso di premiare Cesc Fabregas: “Tecnico giovane ma già brillante dopo essere stato straordinario calciatore, Cesc Fabregas rappresenta una delle novità in panchina più significative a livello internazionale. Al Como ha dato forma concreta ad un sogno glamour grazie al bel gioco e a una serie di risultati mai colti prima in riva al Lago, ma è evidente a tutti che queste stagioni sono solo l’inizio di una carriera potenzialmente senza limiti. Nato nel 1987, l’anno dopo che Enzo Bearzot smise di allenare, quasi a mettere a terra un ideale ponte tra i due, anche fatta la tara dei cambiamenti nel pianeta del pallone Fabregas condivide con il ‘Grande Vecio’ del calcio italiano la filosofia di gioco propositiva e il senso del gruppo. A sublimare le cose in comune, naturalmente, anche la conquista del campionato del mondo, diversificata da una preposizione: Bearzot lo vinse “in” Spagna, Fabregas l’ha vinto “con” la Spagna. Modificando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia: entrambi fanno parte a pieno titolo delle leggende del calcio mondiale”.  Di seguito la motivazione integrale con cui l’AIA ha deciso di premiare Marco Guida: “Marco Guida rappresenta da anni un punto di riferimento per il movimento arbitrale grazie alla sua competenza, alla disciplina e alla forte motivazione che trasmette alle nuove generazioni di direttori di gara. Qualità che lo rendono un modello per i più giovani e un interprete autorevole dei valori dell’arbitraggio. Nel suo ruolo di rappresentante degli arbitri in attività, Marco Guida si distingue inoltre per la capacità di farsi portavoce, con equilibrio e professionalità, delle istanze dell’intera categoria: dalla CAN fino ai più giovani arbitri impegnati sui campi di tutta Italia. Il riconoscimento intitolato a Farina assume così un valore simbolico, premiando non solo il percorso professionale di Guida, ma anche il suo contributo alla crescita e alla rappresentanza del movimento arbitrale".