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Paratici: “Arrabbiato per il momento del nostro calcio. In Premier pochissimi italiani”TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 15:40Serie A
di Ivan Cardia

Paratici: “Arrabbiato per il momento del nostro calcio. In Premier pochissimi italiani”

Fabio Paratici, direttore sportivo della Fiorentina, è intervenuto in occasione del panel “I giovani nel sistema calcio italiano”, organizzato all’Arena Civica di Milano prima della finale di Coppa Italia Primavera: “Sono molto arrabbiato con me stesso per il periodo che stiamo passando, dovremmo essere tutti arrabbiati e riflettere. Non stiamo facendo abbastanza, altrimenti non solo saremmo ai Mondiali, ma guardo per esempio alla Premier League, la NBA del calcio: abbiamo pochi giocatori presenti, il Portogallo per esempio ne ha molti di più. È un senso di responsabilità che dovremmo avere noi, non solo come singoli, ma anche come sistema. Non parlo di riforme dei campionati, ma di metodologia di allenamenti e sviluppo di infrastrutture o formazione di persone. Dobbiamo essere migliori”. L’intervento si sposta poi sull’esperienza Under 23, vissuta alla Juventus: “Non vorrei si parli solo di questo, è solo l’ultimo anello del settore giovanile. È una parola che in Italia viene usata poco, ma è post formazione: c’è il praticantato in quasi tutti i mestieri, perché non lo deve avere il calciatore? Tra Primavera e prima squadra il distacco è ampio, le seconde squadre da noi sono arrivate trent’anni dopo e non vorrei fossero lo specchietto per le allodole. La soluzione ai mali non è questa, ma parte dai Primi Calci. Dobbiamo ragionare su scala più ampia, che è quella della selezione, della formazione, delle infrastrutture. Valutiamo sempre l’aspetto tecnico e fisico, non sento mai parlare di aspetto cognitivo: quel giocatore è intelligente o un po’ meno? Ha personalità, vuole arrivare? Sono fattori che valgono tanto quanto quelli prima. Parliamo di talento e parliamo solo del numero 10 che ci manca: non è vero, il talento è anche quello del difensore. Siamo molto superficiali, e questo poi ci porta a non essere profondi nelle analisi”. 
Ancora sull’esperienza Under 23 in bianconero: “Alla Juventus abbiamo avuto un grandissimo vantaggio con la seconda squadra, ma per la prima. Nell’allenamento di tutti i giorni giocare con un ragazzo che ha 50 partite di Serie C è una cosa molto diversa rispetto ad allenarsi con chi fa la Primavera. Senza contare che, se gestita bene, può portare giocatori nella rosa delle prime squadre. I nostri calciatori, alla base, non sono inferiori rispetto ad altri Paesi, tant’è che le nostre nazionali vincono. Avremo sempre giocatori, poi dipende da come li formiamo e li alleniamo: la Spagna è un Paese molto simile e forma continuamente giocatori, stesso discorso per il Portogallo che è anche molto più piccolo tra l’altro. Non vedo altre differenze che quello che facciamo noi”.