Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / juventus / Serie A
Bremer-McKennie, la Juve c’è: Genoa battuto, quarto posto nel mirinoTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 06:45Serie A
di Camillo Demichelis

Bremer-McKennie, la Juve c’è: Genoa battuto, quarto posto nel mirino

La Juventus ha battuto per 2-0 il Genoa, giocando un ottimo primo tempo. Infatti, dopo pochi minuti, i bianconeri hanno sbloccato il punteggio con Gleison Bremer. Dopodiché, la Juventus ha continuato a macinare gioco e a creare occasioni. Il gol del 2-0 è arrivato dopo una bellissima azione partita dai piedi di Cambiaso che, con un lancio perfetto, ha innescato Conceicao che, a sua volta, ha servito McKennie che non ha potuto far altro che segnare. La Juventus ha avuto altre due ottime occasioni: una con il centrocampista americano e una con l’esterno portoghese. Nella ripresa Spalletti è costretto subito a togliere Perin e mettere Di Gregorio. Ma i bianconeri, nel secondo tempo, sono partiti subito forti e McKennie si è divorato un altro gol a porta vuota. Dopodiché, David ha lasciato partire un bellissimo tiro dalla distanza che si è scagliato sul palo. Poi la Juventus è un po’ calata e il Genoa ha preso campo e Bremer ha commesso un fallo da rigore. Dal dischetto si è presentato Martin, ma Di Gregorio ha parato la conclusione compiendo un bell’intervento in due tempi. Poco prima del rigore Pinsoglio si era avvicinato al numero 16 bianconero per dargli alcune indicazioni. I suggerimenti dalla panchina sono stati decisivi, con Di Gregorio che, neutralizzando il penalty, si è lasciato alle spalle il momento difficile. La Juventus, dunque, ha portato a casa tre punti preziosissimi e si è portata a -1 dal Como. Adesso, però, in casa bianconera ci sarà da fare i conti con gli infortuni di Perin e Vlahovic, che destano un po’ di preoccupazione. L’analisi di Cambiaso. Dopo la partita, Andrea Cambiaso si è presentato in conferenza stampa per analizzare la prestazione della Juventus: “Vittoria importante soprattutto per i risultati di Como e Roma. Il segnale era per noi stessi perchè ci siamo parlati prima della partita. Siamo stati bravi e dobbiamo continuare a dare pressione al Como. Oggi era importante vincere”. Il numero 27 bianconero ha poi parlato del rigore parato da Di Gregorio: “Visto benissimo perché Michele è un ragazzo straordinario. In allenamento è sempre presente e sono felicissimo per lui perché oggi ci ha fatto vincere una partita importantissima. È stato bravissimo per l’atteggiamento avuto, è sempre stato sul pezzo e oggi lo ha dimostrato”. Cambiaso, infine, si è soffermato sulla lotta piuttosto serrata al quarto posto: “Siamo in 4 squadre in 5 punti, è una bella bagarre, bisogna lottare. Ogni punto conta come l’oro, la prossima partita sarà difficilissima vedendo come è andata l’ultima volta”. Spalletti fa i complimenti a Di Gregorio. Luciano Spalletti, in conferenza stampa, ha voluto fare i complimenti a Michele Di Gregorio che ha parato un rigore sul 2-0: “Ci voleva una roba forte, di livello e doveva nascere da lui. In allenamento ultimamente l’avevo visto molto presente, ho trovato tutti e tre dentro il livello di squadra che ci vuole in questo momento qui. Lui ci aveva messo qualcosa di suo perché gli venisse sfilata la maglia e ci ha messo qualcosa di suo per riprendersi la maglia. Se l’è presa da solo facendo vedere il suo livello. Questo è perfetto. La Juventus non vive di pressioni esterne ma di standard altissimi interni. E sono gli standard nostri quelli di giocare queste partite qui. Le pressioni, la storia, tutta roba che ci riempie di discorsi dalla mattina alla sera ma le pressioni sono una cosa standard, son tutte cose interne perché noi dobbiamo essere pignoli con noi stessi. Noi siamo di livello top, si ha la maglia a strisce che ci indica i binari da seguire. Non è l’allenatore che dà o non dà spazio, tu vai e determini se ti viene dato spazio. Non te ne frega niente, questo è il nostro mondo. E naturalmente gli ho fatto i complimenti a fine partita così come tutta la squadra, perché funziona così”. Il tecnico di Certaldo ha anche elogiato la prestazione di David: “Ci voleva una roba forte, di livello e doveva nascere da lui. In allenamento ultimamente l’avevo visto molto presente, ho trovato tutti e tre dentro il livello di squadra che ci vuole in questo momento qui. Lui ci aveva messo qualcosa di suo perché gli venisse sfilata la maglia e ci ha messo qualcosa di suo per riprendersi la maglia. Se l’è presa da solo facendo vedere il suo livello. Questo è perfetto. La Juventus non vive di pressioni esterne ma di standard altissimi interni. E sono gli standard nostri quelli di giocare queste partite qui. Le pressioni, la storia, tutta roba che ci riempie di discorsi dalla mattina alla sera ma le pressioni sono una cosa standard, son tutte cose interne perché noi dobbiamo essere pignoli con noi stessi. Noi siamo di livello top, si ha la maglia a strisce che ci indica i binari da seguire. Non è l’allenatore che dà o non dà spazio, tu vai e determini se ti viene dato spazio. Non te ne frega niente, questo è il nostro mondo. E naturalmente gli ho fatto i complimenti a fine partita così come tutta la squadra, perché funziona così”. Infine, Spalletti non era soddisfatto per il secondo tempo della sua squadra: “La squadra che siamo è la somma delle scelte che facciamo insieme. Nel primo tempo siamo una squadra top, perché rare volte ho visto giocare una squadra così bene, nel secondo siamo una squadra di livello inferiore a quello che siamo. È l’auto-esigenza come parametro, io ho l’esigenza di essere di questo livello qui. Si subisce di essere di un livello inferiore a quello che siamo, dobbiamo accettare di essere di un livello inferiore. Siamo in balia. C’è la fase di possesso e non possesso, poi c’è la terza fase che è quella di nessuno. Nessuno sa chi si prende quel pallone. Noi nel secondo tempo siamo stati perennemente nella fase di nessuno, siamo stati dentro al caos dello scorrimento della partita e abbiamo subito la partita. Non abbiamo sistemato niente: se siamo quelli lì siamo una squadra normale, se siamo quelli del primo tempo siamo straordinari. Il dubbio è: che cosa saremo domani? Non si riesce a dare una sostanza, una continuità. Non lo so se è stato molto meglio il primo tempo, se è stato molto meglio il primo tempo dove sei salito di livello superiore. Dobbiamo seguire e onorare quello che è il nostro comportamento. Io sono quello che faccio vedere durante le partite, io sono quello lì e voglio diventare di livello top. Questa auto-esigenza di migliorare sempre deve attivarsi immediatamente. Non deve esserci la maglia che me lo indica, è proprio il mio lavoro che mi costringe ad essere quello lì. Io son sempre alla ricerca di quello lì, poi consolido e riparto. Tiro sempre una riga dietro ai miei talloni e non riscendo, ogni tanto invece si ritorna indietro e non so come mai. Anche stasera non c’erano i presupposti per fare un secondo tempo così”.