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Vaciago e la stagione della Juve: "Mischiati virtù e peccati, ma alla fine non è così deprimente"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:53Serie A
di Niccolò Righi

Vaciago e la stagione della Juve: "Mischiati virtù e peccati, ma alla fine non è così deprimente"

Qual è la vera Juve? Se lo domanda il direttore di Tuttosport Guido Vaciago all’indomani della vittoria di carattere ottenuta dai bianconeri contro l’Atalanta. “La vittoria - scrive in un editoriale il giornalista - potrebbe risultare decisiva nella lotta per il quarto posto. Soprattutto se, da questo successo sporco, la squadra imparasse qualcosa su come si affrontano le partite decisive. È un gruppo sano, quello bianconero, si vede da tanti dettagli, manca però di quella solidità caratteriale che avrebbe reso meno ansiogeno lo sprint per la qualificazione Champions”. Un altro problema evidenziato da Vaciago è stata l’assenza del centravanti: “A parziale discolpa di tutti, giocatori e tecnico, va sottolineato come la Juventus di questa stagione sembri sempre di più una specie di esperimento psicocalcistico. Tipo che un giorno uno si è svegliato e ha detto: secondo voi cosa succede se una squadra gioca un’intera stagione senza un centravanti? E alla Juve hanno deciso di provarci. Perché è ormai chiaro che non lo sono né David, né Openda; Vlahovic si è fatto male ogni volta che serviva; Milik è resuscitato sotto Pasqua, ma senza nulla di miracoloso, visti i pochi minuti di autonomia. La Juventus, una delle prime quattro/cinque forze della Serie A, trecento milioni spesi nelle ultime tre campagne acquisti, un monte ingaggi da centodieci milioni lordi, non ha potuto schierare un centravanti per il settanta per cento delle partite di questa stagione”. Infine, il monito: “La Juve, intesa come squadra, ma anche come società, può imparare molto da questa strana stagione, in cui peccati e virtù si sono mischiati in modo imprevedibile e quasi blasfemo, ma alla fine ne è uscito qualcosa di meno deprimente rispetto alle precedenti annate che, a questo punto, vedevano la Juve galleggiare nelle stesse posizioni, tuttavia spinta da molto, molto meno ottimismo”.